Fase 2, otto deputati: | “Accolte le nostre proposte”

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Commenti

    Questi bravi deputati hanno parlato di tutto e di tutti ma forse si sono dimenticati che esistono pure i nostri cari concittadini che sono rimasti esiliati dalla loro terra natia. Mentre loro discutono su cosa farsi autorizzare anzitempo dal caro Presidente, sottovalutano la situazione di chi in questo momento invece soffre per la lontananza dalla loro terra, dagli affetti familiari, e c’è chi piange perché ha perso il lavoro o non ha più una casa dove vivere, questo grazie al fatto che questa terra di nessuno non da’ opportunità di lavoro ed è per questo che molti lasciano la Sicilia per andare per dignità personale a trovare un lavoro altrove. Oggi però per premio si ritrovano ad avere le porte chiuse. Deputati siete bravi ma cecate di esserlo di più facendo sentire le vostre voci facendo rientrare i nostri concittadini nelle loro residenze visto che la Sicilia per volontà di qualcuno è ancora blindata, ma è ovvio che ragionevolmente dovrà riaprire, quindi a cosa è servito non poterlo fare ora che c’è stata data la possibilità dal Governo Nazionale. Non capisco questa diversità di trattamento rispetto alle altre regioni. Vediamo cosa siete capaci di fare e mi aspetto che dal 17 maggio la Sicilia diventi di nuovo la casa dei nostri siciliani.

    mai visto un comunicato stampa piu ridicolo.
    vogliono detto bravi?

    Speravo di leggere , che in questo delicatissimo momento , in cui la povertà , nel
    senso di chi non può , materialmente mettere su il classico piatto di pasta , è dilagante
    i nostri cari , amatissimi politici , per dare un tangibile segnale di vicinanza a molti
    loro concittadini , comunicassero la storica decisione di devolvere il 50% dei loro lauti
    stipendi a chi ne ha veramente bisogno . Ed esportare questa decisione a tutti i livelli
    della politica italiana , tutte le altre cose sono politichese .

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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