PALERMO – “Mi rammarica profondamente che il signor Luca Insalaco non abbia compreso a pieno il senso delle mie parole, sintetizzate nel manifesto di presentazione della mia candidatura a sindaco di Palermo”. Lo dice in una nota Fabrizio Ferrandelli, che prova così a chiudere la polemica scoppiata all’indomani della sua candidatura a sindaco di Palermo. Il figlio del sindaco Insalaco, Luca, aveva infatti protestato per la scelta di Ferrandelli di inserire una foto del padre nel manifesto della candidatura che comprende le immagini anche di altri primi cittadini.
“Ho dichiarato che negli ultimi cinquant’anni ‘si sono succedute amministrazioni diverse, diverse negli uomini, nelle idee, negli schieramenti politici’ – dice Ferrandelli – ho precisato di non volere, con ciò, entrare nel merito delle loro intenzioni e delle loro capacità come persone né delle loro diverse storie personali, ma semplicemente costatare quello che hanno sotto gli occhi tutti i palermitani ogni giorno: una città diversa nell’estetica forse, ma immutata nella sostanza. Inoltre, ho ribadito in modo netto che la storia politica, etica e morale di ognuno dei soggetti è differente e non accomunabile. Proprio per non esercitare alcuna valutazione etico-morale, ma volendo essere obiettivi: quel manifesto “mostra” solo gli ultimi 50 anni di amministrazione cittadina (cinquantennio che comprende anche la parentesi di Giuseppe Insalaco). Il manifesto è solo un elenco storico, non una valutazione morale. Mi preme precisare, per estrema chiarezza, l’assenza di due ex sindaci: Giovanni Lapi che ha governato per 16 giorni e Francesco Spagnolo del quale, nonostante accurate ricerche, non siamo riusciti a rintracciare alcuna immagine. Spero davvero che le parole dette da Luca Insalaco siano state frutto di un semplice fraintendimento delle mie intenzioni. Tuttavia come lo stesso Insalaco ha potuto constatare le sue parole, al di là della sua volontà, sono state utilizzate per avviare una polemica che non fa bene a nessuno, nemmeno alla memoria di chi per servizio ha pagato con la vita. Per questo auspico un incontro, per rivolgere direttamente al signor Insalaco la stessa domanda che ho posto a tutti i palermitani: “Lei, signor Insalaco, è soddisfatto della sua città?” …proprio su questo vorrei confrontarmi”.

