Filmato, processato e assolto| Il 'falso invalido' è davvero cieco

Filmato, processato e assolto| Il ‘falso invalido’ è davvero cieco

Filmato, processato e assolto| Il ‘falso invalido’ è davvero cieco

La storia di un pescivendolo palermitano scagionato dopo cinque anni di processo.

PALERMO – Le sue immagini, cinque anni fa, divennero il simbolo dell’Italia dei furbi. Di quelli che si spacciano per invalidi e non lo sono. Un cieco che se andava in giro a volte zoppicando e facendosi guidare per mano da un accompagnatore. Altre volte passeggiava, a piedi e da solo, in via Maqueda. Oppure leggeva il giornale e incassava i soldi della merce venduta a Ballarò. Nessuna truffa, nessun inganno. Michele Mercurio, pescivendolo tra i più noti del mercato palermitano, cieco lo è davvero. Ci sono voluti quattro anni di processo per farlo emergere.

L'avvocato Marco Di Maria

Il giudice della quarta sezione penale del Tribunale, Ivana Vassallo, lo ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Non ha truffato l’Inps incassando, fra pensione di invalidità e indennità di accompagnamento, poco meno di 65 mila euro. E non ha indotto in errore i medici delle commissioni di verifica della sussistenza dei requisiti. Un lungo elenco di professionisti che hanno valutato più volte negli anni lo status di cieco assoluto dell’imputato.

I filmati furono visionati da un consulente della Procura. “Si trattava di un medico legale non specializzato in oftalmologia”, spiega il difensore, l’avvocato Marco Di Maria. Quelle immagini furono considerate la prova regina della colpevolezza di Mercurio. Le conclusioni erano trancianti: non era un invalido al 100% e dunque aveva raggirato i medici.

Il consulente della difesa e i medici specialisti oftalmologici che facevano parte delle commissioni di verifica sono venuti in Tribunale a raccontare un’altra verità. Mercurio soffre di diabete mellito di tipo 2 all’occhio destro, mentre il sinistro è da tempo spento. La patologia del cosiddetto “piede diabetico” rende difficoltosa la sua deambulazione.

“Il riconoscimento dello status di cieco assoluto, secondo l’art. 2 della legge n.138 del 3 aprile 2001 – spiega l’avvocato Di Maria – riguarda non solo coloro i quali patiscono il totale azzeramento del residuo visivo da entrambi gli occhi, ma anche a coloro i quali hanno un residuo talmente basso da essere qualificato come motu mano oppure, a prescindere dal residuo visivo rimasto, hanno un campo visivo inferiore al 3%. Circostanza che Mercurio ha sempre confermato con la documentazione prodotta. La sussistenza di questo residuo di capacità visiva all’occhio destro gli permetteva di compiere taluni atti di vita quotidiana”.

Anche i testimoni dell’Unione italiana ciechi e dell’Associazione dei retinopatici ed ipovedenti siciliani hanno confermato che pur in presenza di una grande riduzione della capacità visiva e del riconoscimento dello status di cieco assoluto, le capacità individuali, la familiarità con gesti, movimenti e con l’ambiente in cui si vive, lo spirito di adattamento e il coraggio del singolo individuo consentano di condurre una vista normale. Per quanto riguarda il “piede diabetico” si tratta di una patologia, che pur non guaribile, si caratterizzata per la costante apertura e cicatrizzazione di ferite e piaghe. Ci sono fasi, però, in cui si può camminare quasi regolarmente.

Mercurio non ha mentito. Non ha fatto il furbo. La sua situazione è stata valutata in maniera errata. 

 

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