CATANIA – Carlo Alberto Tregua, giornalista e direttore del Quotidiano di Sicilia, è stato condannato – come ha verificato LiveSicilia – a un anno e 6 mesi, pena sospesa, nel processo sulla gestione dei fondi destinati all’editoria.
L’indagine
Un’inchiesta poderosa, quella della guardia di finanza, sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai quotidiani cartacei. A sostenere l’accusa è stato il pubblico ministero Fabio Regolo. Molto acceso, durante il dibattimento, il confronto tra le parti in aula, ma alla fine, la ricostruzione della Procura ha convinto il giudice.
Tregua è stato accusato di aver simulato la vendita di copie del Qds a una società, inducendo in errore la Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per l’editoria, nel determinare il contributo pubblico da erogare.
La difesa
A difendere Carlo Alberto Tregua è stato l’avvocato Carmelo Calì che, contattato da LiveSicilia, ha confermato la notizia della condanna: “Al momento preferisco non commentare – ha detto il noto legale – attendiamo di leggere il dispositivo e le motivazioni per comprendere bene ogni cosa”.
“Pur nel rispetto – aggiunge Calì – della determinazione assunta dall’autorità giudiziaria, non possiamo non manifestare stupore e meraviglia per l’esito che appare non corrispondente a quanto emerso nel dibattimento. Tuttavia – continua il legale – attendiamo di conoscere le motivazioni e proporremo rituale impugnazione contro detta statuizione, nella certezza che in sede di Appello verrà riconociuta la correttezza dell’operato della società e dei suoi rappresentanti legali”.
Durante il processo, Calì ha sostenuto la totale estraneità di Tregua, rispetto alle accuse.

