L’Ars scopre il gusto per le indagini. Così, ecco che nascono, negli stessi minuti, due commissioni col compito di approfondire le questioni riguardanti la Formazione professionale siciliana e la gestione di Sicilia e- Servizi. Per la verità, mancano ancora i nomi dei presidenti e dei segretari, che arriveranno tra il pomeriggio di oggi e la mattinata di domani. Ma le commissioni hanno già emesso il loro primo vagito.
La commissione d’indagine sulla Formazione professionale, è composta dai deputati Arena, Cimino, Digiacomo, Dina, Falcone, Fiorenza, Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Panarello e Torregrossa. I parlamentari dovranno mettere i piedi su quello che il presidente Lombardo ha definito un “campo minato”. In particolare, l’indagine riguarderà la gestione degli enti, le assunzioni, gli sprechi.
“Ma non si può pensare – ha detto Michele Cimino – di poter dare un colpo di spugna a questo settore. La riforma di Centorrino ha mortificato un mondo che negli anni ha comunque creato delle opportunità. Gli enti in molti casi sono stati costretti a licenziare le cosiddette categorie protette. L’idea – ha aggiunto – dovrebbe invece essere quella di armonizzare le esigenze del mondo della Formazione con le politiche nazionali ed europee, e collegare, così, questo settore a quello del lavoro e della ricerca”.
In commissione anche l’ex assessore al Lavoro Luigi Gentile. “La commissione – ha spiegato – verificherà se ci sono enti che non hanno fatto il proprio dovere. Certo, non si può cancellare la legge 24 per via amministrativa e pensare di fare tutto con i fondi europei. So benissimo che molti degli avvisi pubblicati alcuni anni fa – ha aggiunto – che attingono al Fse sono ancora fermi per una serie di vicissitudini. Come si fa a pensare di fondare tutto il sistema su questi finanziamenti? E comunque – ha concluso – una decisione del genere dovrebbe comunque passare dal vaglio del parlamento”.
Negli stessi minuti, ecco nascere anche la commissione d’indagine su Sicilia e Servizi. E la necessità di istituire questa commissione è stata spiegata, in lungo e in largo dal gruppo del Pdl che appena un mese fa aveva detto: “Adesso speriamo di rimanere anche soddisfatti dall’esito dell’operato di questo organo appena istituito dal presidente dell’Ars”. E la nascita di questa commissione arriva in un momento assai delicato. Di pochi giorni fa sono infatti le dimissioni del Cda: “Ora non c’è nessun alibi per nessuno” ha detto a Live Sicilia l’ormai ex presidente Spampinato. Ma la scelta di farsi da parte dei vertici aziendali arriva dopo un parere della Commissione Bilancio che aveva di fatto chiesto un segno di “discontinuità”. Dopo questo passo indietro del Cda, la commissione d’indagine sarà più “morbida” nei confronti della società “in house” della Regione? “No, ma certamente si lavorerà con più serenità – ha spiegato il deputato di Fli Livio Marrocco – evidentemente, l’addio di Spampinato dimostra che la situazione non era più sostenibile. Molte cose nella gestione di Sicilia e-Servizi non sono chiare, e non mi riferisco solo alle assunzioni che vanno bloccate, e non temporaneamente. Ma indagheremo anche sui controlli che sono evidentemente mancati e su come la Regione abbia pagato cifre spropositate per servizi che sul mercato costano molto meno”. Della commissione, oltre a Marrocco, fanno parte i deputati Leontini, Mancuso, Caronia, De Benedictis, De Benedetto, Di Mauro, Mineo, Parlavecchio, Picciolo e Savona. Nel pomeriggio verrà scelto il presidente.
