PALERMO – “I Cobas Formazione “ Scuola/Lavoro” Sicilia, in considerazione di quanto emerso nelle riunioni degli Esecutivi di Palermo e Caltanissetta del 27/08/2014 e dell’assemblea di Catania del 29/08/2014, dichiarano lo stato di agitazione regionale, in attesa che dai successivi momenti assembleari (a Palermo, Caltanissetta, Catania) allargati a tutti i lavoratori, si definiscano tempi e modi, per portare avanti la lotta per la difesa ad oltranza della categoria, stanchi delle promesse di una amministrazione regionale incapace di garantire ‘con i fatti e non solo a parole’ gli interessi reali dei giovani siciliani tutti e degli operatori della formazione”. Lo annuncia un comunicato stampa dei Cobas. “Il Governo Regionale ha solo seminato macerie, disperazione fra i lavoratori , e ancora più grave rivalità fra i giovani siciliani – si legge nella nota -, dividendoli in meritevoli di interventi e non, creando una frattura e una competizione sociale tra i giovani laureati e gli altri. Non garantire più i rimborsi delle spese di viaggio o l’indennità di frequenza, mortifica i giovani che vorrebbero frequentare i corsi del F.P., sentenziandone l’abbandono e il salto nel buio. Abbiamo da sempre sostenuto l’importanza sociale del sistema della formazione in Sicilia, e abbiamo da sempre chiesto trasparenza per una gestione eticamente corretta dei finanziamenti, identificando nel sistema affaristico-politico il male principale che accomuna tutti i soggetti che hanno speculato, deviato e approfittato dei finanziamenti destinati al sistema formativo in Sicilia. Crediamo necessario riprendere il confronto, partendo da un punto irrinunciabile: ‘difendere e chiedere con forza certezze, con fatti concreti e non più con false promesse e vane speranze, la tutela di tutti gli operatori del sistema appartenenti alle tre filiere, dei destinatari di Prometeo degli ex Spartacus e dei licenziati , evitando strumentali divisioni, che tanto hanno indebolito la lotta, applicando il CCNL, la legge regionale 24/76, la 25/93, la circolare 10/94, e tutte le leggi e norme a tutela del personale, e chiamando la Regione a rispondere dei danni provocati ai lavoratori, non avendo applicato tutte le tutele previste per legge'”.
"Stanchi delle promesse di una amministrazione regionale incapace di garantire 'con i fatti e non solo a parole' gli interessi reali dei giovani siciliani"
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