PALERMO – Il Tar lo aveva già deciso in occasione del ricorso presentato dall’Anfe il 5 dicembre scorso. E oggi ha confermato in maniera clamorosa il principio: il fatto di avere in corso dei contenziosi con la Regione non può essere motivo sufficiente per la revoca dell’accreditamento a un ente di Formazione. La sentenza che, come detto, si aggiunge a quella che ha riguardato l’Anfe, ha contorni ancora più importanti perché riguarda, stavolta, ben 22 tra enti di Formazione e associazioni rappresentative degli enti stessi.
Gli enti hanno, come detto, presentato ricorso contro le norme contenute nel decreto assessoriale del 23 luglio scorso. Si tratta, di fatto, dei nuovi requisiti per l’accreditamento per poter partecipare alla distribuzione dei contributi pubblici per lo svolgimento dei corsi di Formazione.
In quell’atto, fra le altre cose, si inibiva l’accreditamento a quegli enti che avessero in corso “liti” e contenziosi con l’amministrazione regionale. La decisione del Tar “giudica” legittimi alcuni importanti rilievi e rinvia alla trattazione di merito fissando l’udienza all’ottobre del 2014. Ma nell’ordinanza della seconda sezione del Tar di Palermo si legge un importante elemento di accoglimento del ricorso per la parte del decreto assessoriale contenuto al punto A.10 in cui si “prevede l’assenza di liti e/o contenziosi pendenti con l’Amministrazione come requisito di ammissibilità all’accreditamento ed il cui possesso “impedisce il completamento delle procedure di adeguamento e rilascio” dell’accreditamento estendendo la sospensione anche all’articolo 11 che “prevede la revoca dell’accreditamento in caso di esistenza di liti pendenti e/o contenziosi con l’Amministrazione”.
I giudici amministrativi, come detto, già il 5 dicembre scorso si erano espressi sul punto, giudicando sul ricorso dell’Anfe. Già in occasione della pubblicazione delle nuove norme sull’accreditamento, alla fine del luglio scorso, del resto, in tanti avevano storto il naso. Sia tra i rappresentanti degli enti, che dei lavoratori. Paolo Genco, ad esempio, presidente di “Forma”, una delle più grandi associazioni di enti di Formazione, ma anche dell’Anfe, aveva bollato la norma come “illegittima e incostituzionale”. Tra i sindacati in tanti si erano chiesti: “E se l’ente sta solo difendendosi, nel contesto di un contenzioso? Perde l’accreditamento comunque?”. Il Tar ha detto di no. La lite non basta per essere buttati fuori dal settore della Formazione.

