PALERMO – Una riunione per rafforzare il ruolo della prima commissione affari istituzionali, in merito alle recenti e discusse nomine messe in atto dal Governo regionale. Questo il tema caldo dei lavori di stamani all’Ars che Marco Forzese, deputato e presidente regionale dei Democratici riformisti per la Sicilia nonché presidente della commissione Affari Istituzionali, ha voluto approfondire nello specifico riguardaro il caso Irfis, ex istituto di mediocredito regionale, oggi Finanziaria partecipata al 100% dalla Regione.
In rappresentanza del presidente della Regione Rosario Crocetta, assente durante i lavori della commissione, la segretaria generale Patrizia Monterosso che ha commentato così in breve il suo intervento: “Ho portato in commissione la legge sulle nomine, niente di più”.
In seguito proprio il presidente Forzese ha approfondito i temi emersi dall’incontro: “Fondamentalmente sono tre i punti che abbiamo messo in evidenza. Per prima cosa i giorni a disposizione della commissione per esprimere i propri pareri passano da quindici a trenta, al posto dei tre quinti per la maggioranza servirà la maggioranza assoluta dei presenti per prendere una decisione ed infine tutte le nomine espresse, sia dalla ragioneria che dalla segreteria generale, dovranno essere messe a conoscenza della commissione”. Una scelta ferma e convinta dunque quella della commissione che chiede maggior considerazione lanciando un messaggio chiaro al Governo regionale.
Lo stesso Forzese in giornata ha incontrato il questore Nicola Zito per la discutere il nuovo ddl anticorruzione: “Il questore di Palermo – ha affermato Forzese – mi collaborerà nella stesura di un ddl anticorruzione che intendo far approvare alla I commissione Ars già nei prossimi giorni. Oggi ho avuto un lungo confronto sulla possibilità di far sospendere dall’incarico parlamentare coloro i quali si trovassero indagati per reati contro la pubblica amministrazione commessi durante il mandato elettorale ed in funzione del potere politico che ne deriva. Con il questore Zito valuteremo, assieme agli uffici dell’Ars e della Polizia di Stato, le norme che esulano ovviamente dalla materia penale e processuale, per stabilire come sospendere chi si trova sotto indagine per corruzione, concussione, malversazione, peculato ed altri reati analoghi”.
“Tale misura, ovviamente straordinaria, interverrebbe prima del giudice e sulla base di fatti di indagine comunicati agli interessati dall’ufficio del pubblico ministero. Si tratterebbe di una legge innovativa sul piano nazionale che metterebbe al riparo gli organi elettivi da vicende di corruttela che infangano le Istituzioni ed allontanano la gente dalla politica provocando sfiducia. Ringrazio il questore – ha concluso Forzese – per la disponibilità accordata e per lo stile con il quale si è introdotto in un’esperienza di consulenza con il parlamento regionale ovvero con la commissione Affari istituzionali che rappresenta anche una novità per il suo Ufficio”.

