Galvagno: "Regolamento Ars uno scempio"

Galvagno: “Il rimpasto di governo sarebbe giusto dopo tre anni”

"Il regolamento dell'Ars è uno scempio no a dichiarazioni deputati su ogni norma. E sul messaggio inviato di capigruppo..."
LE DICHIARAZIONI
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CATANIA – “Il problema non è tanto il voto segreto che se si vuole abolire per maggiore trasparenza va bene, ma è il regolamento parlamentare, là dove consente ai deputati di intervenire per dichiarazioni su ogni norma. Qual è allora la mia proposta? Che nella votazione di una legge a un certo punto non si può intervenire, la dichiarazione di voto va fatta solo alla fine. Così com’è il regolamento parlamentare è uno scempio, va modificato”. Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, incontrando nella sede di Catania dell’Ars i cronisti parlamentari per la tradizionale cerimonia degli auguri di fine anno.

 “Durante la manovra finanziaria ci sono state sedute con sei ore di chiacchiere, con dichiarazioni di voto strumentali, servite solo a rallentare e a esasperare i toni – ha aggiunto Galvagno – Per i capricci di qualcuno era pensabile allungare i tempi per portarci magari all’esercizio provvisorio? Ma che senso ha intervenire alle 2 di notte per fare dichiarazioni? Ho sentito la deputata del M5s, Stefania Campo, lamentarsi dicendo che abbiamo messo il bavaglio, incredibile. Soprattutto perché in capigruppo era stato deciso all’unanimità, quindi anche con l’assenso del capogruppo del M5s Antonio De Luca, che sabato dopo le 20 non si potevano più fare dichiarazioni di voto”. 

Il rimpasto

Il presidente dell’assemblea Regionale si è concentrato anche sul rimpasto di governo: “Credo che dopo tre anni e qualche mese un rimpasto sia fisiologico e possa essere anche strategico in funzione dei quasi due anni che ci separano dalle prossime elezioni”.

“Fare una riflessione, appunto, su un rimpasto – ha aggiunto – credo sia cosa buona e giusta, non ci vedo nulla di male”.

“Tra l’altro finora – ha evidenziato Galvagno – a parte qualche rettifica non era stato fatto nulla in in tal senso e credo che il presente della Regione, seppure ancora non mi sia confrontato nei dettagli con lui, sia assolutamente favorevole – ha concluso – anche per rinsaldare quella maggioranza che dovrà essere la stessa alle prossime elezioni del 2027″.

Il ringraziamento ai deputati Dc

“Alla componente dei deputati della Dc, rimasta in aula senza avere neanche un rappresentante all’interno della giunta regionale, dovremmo dire grazie”.

“Hanno dato un appoggio esterno – ha aggiunto – sono rimasti la maggior parte, se non ricordo male, fino al voto finale. Questa è una valutazione che dovrà fare chiaramente il presidente della Regione circa sul proseguo”.

Sempre sulla manovra finanziaria, Galvagno ha aggiunto: “È stata la manovra finanziaria più pesante da quando sono in Assemblea, arrivata con 28 articoli, uscita dalla commissione Bilancio con 134 e poi ridotta per lo stralcio degli ordinamentali e di altri articoli”.

“È il terzo anno consecutivo senza esercizio provvisorio, non ci sono precedenti almeno dal 1965 in poi. Se le agenzie internazionali hanno innalzato il rating della Regione è perché c’è una situazione di maggiore stabilità rispetto al passato e ritengo che questo sia anche frutto del lavoro fatto in Assemblea”.

“Questa manovra non ha ordinamentali, che in passato hanno crreato problemi poi risolti con i collegati – ha sottolineato – non ha norme territoriali anche se io non ci vedo nulla di male se il Parlamento interviene perché il tetto di una chiesa è crollato o per finanziare una strada”.

Il messaggio inviato ai capigruppo

“Si è parlato del messaggio che ho scritto alle 4 di notte e inviato ai capigruppo: era un richiamo“, ha spiegato Galvagno.

“E il riferimento al termine ‘bocca asciutta’ riguardava alcuni deputati che hanno dovuto rinunciare a norme su cui avevano lavorato. Penso a Luisa Lantieri col tema endometriosi: non mi pare sia così scabroso. In merito alle tabelle e alle riserve le ho citate perché erano gli unici articoli rimasti nel testo su cui agire, perché non si poteva emendare su aggiuntivi. E ne ho parlato con tutte le forze politiche, passando poi dalla capigruppo che si è espressa con un voto all’unanimità. Parliamo di nome che riguardano le comunità alloggio, le parrucche per le donne malate oncologiche, di servizi integrati per gli studenti disabili. Forse non c’era tutto questo grandissimo scandalo”.

Parlando dell’iter della manovra, Galvagno ha aggiunto: “Il presidente Schifani mi aveva segnalato alcune norme che avevano una priorità e irrinunciabili per il governo, tra cui i primi 4 articoli”.

Sul momento d’impasse che ha portato poi allo stralcio di 77 articoli e creato tensioni tra alcuni deputati di maggioranza, Galvagno ha precisato: “Io avevo auspicato di andare avanti nel merito e non nel metodo. Quando si trattano temi sensibili, come quelli proposti da Marianna Caronia e Luisa Lantieri, che poi vengono stralciati è normale che un parlamentare si arrabbi. Lantieri ha avuto ragione ad arrabbiarsi. Perché se una collega lavora per 40 giorni su un tema sensibile, porta un emendamento che diventa parte integrante del testo, cioè ha fatto tutto il percorso parlamentare, e poi non si vota ci sta rimanere seccati. Anche io ero arrabbiato”. 

“Scemo il deputato che non presenta norme”

“Ho sentito dire ad alcuni deputati, come se fosse motivo di orgoglio, ‘noi non abbiamo messo nulla in finanziaria’. Ma sei scemo? Allora stai in Parlamento per prendere solo lo stipendio. Non hai nulla da dire? Non sei in grado di fare proposte di legge e trovare la condivisione dei tuoi colleghi parlamentari? Durante la manovra ho ascoltato davvero tanti errori grammaticali”.


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