Gesip, lanci di vasi e minacce | Così i capipopolo bloccavano la città - Live Sicilia

Gesip, lanci di vasi e minacce | Così i capipopolo bloccavano la città

Giacomo Giaconia, 55 anni; Salvatore Spatola, 51 anni e Francesco Madonia, 55, il primo finito in carcere, gli altri due ai domiciliari, sono accusati di una decina di episodi violenti compresi tra il 2011 e il 2012. Nel corso di una protesta si verificò anche il tentativo di lanciare una bombola di gas.

Palermo - Il blitz della Digos
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PALERMO – Erano i “leader”, coloro che organizzavano le manifestazioni di protesta della Gesip che per diversi mesi hanno mandato in tilt la città. Traffico congestionato, automobilisti intrappolati tra le vie del centro ed anche agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti nel corso di cortei non autorizzati che sono sfociati in veri e propri scontri. Giacomo Giaconia, 55 anni; Salvatore Spatola, 51 anni e Francesco Madonia, 55, tutti e tre dipendenti dell’azienda partecipata del Comune di Palermo, sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale ed interruzione aggravata di pubblico servizio. Per Spatola e Madonia sono stati disposti i domiciliari.

A cornice di questi reati – come hanno accertato gli uomini della Digos che hanno eseguito l’arresto disposto dal il gip Fernando Sestito, su richiesta del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Gery Ferrara e Luca Bologna – si sono infatti verificati gravissimi danneggiamenti e blocchi stradali che hanno letteralmente mandato in tilt l’intera città. Gli episodi contestati ai tre presunti organizzatori delle manifestazioni sono una decina e si riferiscono al periodo compreso tra aprile 2011 e settembre 2012.

Era il 14 aprile di tre anni fa quando Giaconia capeggiava un gruppo di operai che ha bloccato la circolazione tra corso Vittorio Emanuele e la zona del Politeama. Soltanto tre giorni dopo, con lui ci sarebbe stato Francesco Madonia: i due avevano organizzato l’occupazione della sede Gesip di via Toselli e avevano legato alla cintura alcune bottiglie contenenti della benzina, minacciando di darsi fuoco. Quel giorno è stato ferito un poliziotto del commissariato Libertà nei confronti del quale i due avevano inveito perché non avevano alcuna intenzione di andare via.

Il giorno dopo, era il 19 aprile, sempre nella sede di via Toselli sono stati manomessi gli estintori. Qualcuno aveva anche lanciato dei vasi dal terrazzo degli uffici, rischiando di centrare i passanti. Tutti episodi che secondo la Digos si sono verificati sotto la regia di Giaconia, che il 29 aprile ha guidato insieme a Madonia una manifestazione che ha trovato il suo culmine ai Quattro Canti. Il centro era stato bloccato e le auto rimaste imbottigliate.

Quel giorno alcuni operai hanno anche circondato un furgone che trasportava bombole di gas che sono state prelevate con l’intento di essere lanciate. A rimanere ferito è stato un appuntato della guardia di finanza che insieme ai colleghi aveva cercato di placare gli animi e tutelare l’incolumità pubblica. Ma non finisce qui, perché i cittadini palermitani che hanno percorso la zona di piazza Pretoria il 30 maggio 2011 hanno assistito coi loro occhi al lancio di tegole sulla strada da parte di Giaconia, Madonia e Spatola. I tre erano riusciti a salire sul tetto del palazzo del Comune, dando vita ad una pericolosa protesta per tutto il pomeriggio.

Un periodo durante il quale la Digos ha accertato che gli operai Gesip erano letteralmente divisi in due gruppi: uno aveva come punto di riferimento i tre arrestati di oggi, che avrebbero anche diffuso false notizie sulla situazione finanziaria della Gesip, l’altro avrebbe invece fatto legittimamente riferimento al sindacato, cercando di capire come agire nel corso dell’animata vertenza. E così gli animi sarebbero stati fomentati al punto da trasformare un’altra manifestazione in una vera e propria guerriglia urbana.

Era il maggio del 2012 quando gli operai hanno occupato la sede della Ragioneria generale del Comune, in via Roma. Secondo la Digos, che ha accertato gli atti di vandalismo che hanno profondamente danneggiato l’intero secondo piano dell’edificio, l’irruzione violenta era stata dettagliatamente pianificata. Così come quella di pochi giorni dopo a Palazzo Galletti, in piazza Marina, dove il commissario straordinario del Comune e altri funzionari si trovavano in riunione per discutere delle sorti della Gesip. In quel caso a fare irruzione nel palazzo erano stati tutti e tre: volevano fornire indicazioni sulla nomina del liquidatore. E se non fossero stati ascoltati, minacciavano di mandare all’aria le elezioni comunali ormai alle porte.

Ma nel loro mirino sono finiti anche gli uffici elettorali del Comune di piazza Giulio Cesare, dove i manifestanti sono riusciti ad irrompere provocando caos e tensioni che hanno ritenuto necessario l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine e, adistanza di poche ore, le stazioni Palermo centrale e Brancaccio. In questo caso centinaia di operai si sono posizionati sui binari, interrompendo il traffico ferroviario e provocando pesanti disagi ai viaggiatori per tre ore.


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Commenti

    Tre veri lord inglesi…

    La bombola pronta per essere sfracellata sulla testa di qualcuno è tipico di un sindacalista???

    Avete fatto bene, chi chiede di lavorare va’ subito arrestato !!!!! Così imparano …. la prossima volta’ a protestare x lavorare !!!!

    Un grazie alle forze dell’ordine. Era ora. Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso. Le minacce e le prevaricazioni nonché la prepotenza non é mai giustificata.

    SI,MA I DANNI CHI LI HA PAGATI? PENSO I SOLITI FESSI,CIOE’ NOI.

    il lavoro si dovrebbe ottenere con regolari selezioni, gesip e ex lsu lo hanno ottenuto con la politica e le amicizie, mettano in conto che lo perdono con la stessa velocità con il quale lo hanno (in maniera scorretta) ottenuto, si chiama giustizia

    i politici li hanno sulla coscienza!Il lavoro non si toglie alle famiglie…loro hanno lottato per tutti noi!I giornalisti gonfiano le cose questo si sa!La rabbia di perdere l’unico sostentamento lavorativo purtroppo fa perdere il senno! Certo hanno esaggeraTO! MA NON SONO CATTIVI….SONO DEI MARITI,DEI PAPà AFFETTUOSI E DEI NONNI,OLTRE CHE BUONI COLLEGHI!iL SINDACO ORLANDO CI HA PORTATI ALL’ESASPERAZIONE…..SENZA LAVORO E PIENI DI DEBITI!UNO DEI PECCATI CHE AL COSPETTO DI DIO,CHIEDE VENDETTA,è QUELLO DI NON TOGLIERE LA MERCEDE AGLI OPERAI…..LO DICE PURE PAPA FRANCESCO!iL LAVORO è DIGNITà E NON SI TOGLIE!MI AUGURO CHE TUTTA LA VERITà VENGA A GALLA E CHE COLORO CHE SONO VERAMENTE I COLPEVOLI DI QUESTO “CALVARIO DELLA GESIP” PAGHINO LE LORO COLPE! sOLIDARIETà AI COLLEGHI ED ALLE LORO FAMIGLIE! A TUTTI COLORO CHE GIUDICANO E DICONO MALE DEI LAVORATORI,RISPONDO CHE SIAMO CITTADINI PALERMITANI E SIAMO BRAVE PERSONE COME VOI!c CI DOBBIAMO DIFENDERE INVECE DAI POLITICI CHE PRIMA PROMETTONO E POI SI LAVANO LE MANI COME “PONZIO PILATO!

    @keoma, di quali danni parli? Lamentati piuttosto dei danni che l’Amministrazione sta causando sull’immagine di Palermo che credo sia più disastrosa da quella causata da quattro stupidi scalmanati.

    Leggo male? “…a distanza di poche ore, le stazioni Palermo centrale e Brancaccio. In questo caso centinaia di operai si sono posizionati sui binari, interrompendo il traffico ferroviario e provocando pesanti disagi ai viaggiatori per tre ore.”, “avevano legato alla cintura alcune bottiglie contenenti della benzina, minacciando di darsi fuoco. Quel giorno è stato ferito un poliziotto del commissariato Libertà “, “circondato un furgone che trasportava bombole di gas che sono state prelevate con l’intento di essere lanciate. A rimanere ferito è stato un appuntato della guardia di finanza”, “gli atti di vandalismo che hanno profondamente danneggiato l’intero secondo piano dell’edificio”, “nel loro mirino sono finiti anche gli uffici elettorali del Comune di piazza Giulio Cesare, dove i manifestanti sono riusciti ad irrompere provocando caos e tensioni”.
    Innanzitutto leggendo con attenzione, se ho ben capito, i tre soggetti non hanno agito da soli, ma con centinaia di collaboratori che hanno continuato a percepire uno stipendio mensile. Sarebbe opportuno fare pagare a chi si è reso responsabile dei reati citati nell’articolo, oltre a tutti i danni causati anche un congruo risarcimento all’intera cittadinanza che è rimasta ostaggio delle loro proteste (si fa per dire) tante, tante, tante volte.

    vi renderete certo conto che tre sole persone non possono scatenare tutto questo… o bloccare una città. perché non fermano anche gli esecutori di tali bordelli?

    ortensio…..ma sono entrati tutti con concorsi pubblici….tutti tutti….e poi quando la gesip era attiva (coi soldi pubblici) il lavoro che facevano era ottimo….ora tutti i gesip pip lsu spo ecc… tutti dipendenti comunali devono diventare….sempre per concorsi pubblici…..quelli della prima assunzione ….

    e voi che li avete votati, perchè i politici ci ricattano col lavoro…..però anche voi non avete fatto nulla per la città….mai visti lavorare…..la città era uno schifo prima di voi la città era più schifo con voi e ora è solo peggio. grazie da un cittadino che paga le tasse e i vostri stipendi.

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