PALERMO – Non tutti i lavoratori della Gesip finiranno nella società consortile, alcuni potrebbero andare nelle altre aziende. E se dal tribunale arrivasse il via libera all’amministrazione straordinaria, la palla passerebbe al ministero e sarà con Roma che i dipendenti dovranno fare i conti. Questo quanto emerso dall’incontro tenutosi stamane a Palazzo delle Aquile fra il sindaco, Leoluca Orlando, e una delegazione di lavoratori e sindacalisti Gesip al termine del corteo che da piazza Croci è arrivato sino a piazza Pretoria. La prima manifestazione del 2013 per chiedere garanzie sul proprio futuro.
E da quanto raccontano i presenti al vertice, il prossimo appuntamento sarà per il 15 gennaio quando l’amministrazione terrà un apposito tavolo tecnico con i sindacati per illustrare il piano industriale per l’impiego dei dipendenti Gesip: il primo di una serie di incontri che dovrebbero scandire, d’ora in avanti, il confronto tra socio unico e lavoratori. Il piano servirà a riorganizzare tutto il sistema delle partecipate e risponde alle richieste avanzate da Roma per la concessione della Cig del 2012.
Come detto, alcuni lavoratori finiranno invece in altre aziende. Una novità di non poco conto, che fa il paio con lo spettro dell’amministrazione straordinaria su cui è arrivato anche il parere positivo del ministero per lo Sviluppo economico: Orlando avrebbe parlato chiaramente di “sgambetti” e della volontà di “mettere i bastoni fra le ruote”, avvertendo i lavoratori che in quel caso la vicenda sarebbe gestita direttamente dai commissari, come avvenuto per Amia, e non più dal Comune.
Per domani, intanto, è stato convocato dalla Regione il tavolo con le parti sociali per gli ammortizzatori sociali, in anticipo rispetto agli anni passati, anche per la vicenda Gesip. Se la Cig non venisse concessa, si premerebbe l’acceleratore sulle procedure di licenziamento che prevedono otto mesi di assegni che diventano dodici per gli over 50. In un caso o nell’altro, grazie a una vecchia legge il Comune potrebbe comunque reimpiegare i lavoratori pagando solo gli oneri assicurativi. Allo scadere dell’ammortizzatore, però, tutti dovranno essere già ricollocati nei vari servizi della consortile o delle partecipate.
Un incontro che non ha soddisfatto tutti, tanto che domani i lavoratori si recheranno in via Maggiore Toselli per una nuova protesta anche se simbolica: consegneranno al liquidatore, Giovanni La Bianca, la propria disponibilità al lavoro. Dal primo gennaio, infatti, lo status dei dipendenti è un vero mistero: secondo alcuni non sarebbero più sospesi dal servizio, secondo altri lo rimarrebbero in virtà della richiesta di altri quattro mesi di Cig. “Qualcuno ci dica se siamo ancora sospesi o no – dice un lavoratore – oppure l’azienda ci paghi lo stipendio dal primo gennaio”.
LE REAZIONI
“E’ stato un incontro proficuo – dice Piero Giannotta della Cisal – finalmente è stato convocato un tavolo tecnico che individuerà soluzioni condivise, che sono l’unica strada per trovare soluzioni concrete”.
Salvo Barone e Antonio Mercante, di Asia e Ugl, ritengono che la realizzazione del tavolo tecnico del prossimo 15 gennaio, finalizzato alla concertazione del piano industriale e di sviluppo delle societa’ comunali e quindi anche degli ex Gesip, segna un momento fondamentale della storia lavorativa in questa citta’. Ritengono indispensabile questo passaggio sia per rendere piu’ agevole la richiesta di Cigd al tavolo regionale, sia per quanto concerne le deroghe nazionali in merito alla ricollocazione dei dipendenti nella neo costituenda societa’ consortile. Bene sottolineare, a scanso di continue strumentalizzazioni sterili, che nessuno ha parlato di ricollocazione parziale e favoritismi, dubbi che vengono sollevati con cadenza regolare probabilmente dagli stessi soggetti che hanno caratterizzato negli anni passati la mangiatoia politica. Siamo fiduciosi che il tavolo tecnico fara’ emergere una soluzione per tutti nel rispetto di equita’ e legalita’. Forse non tutti lo speravano”.
La nota del Comune: Il Sindaco e l’Assessore hanno espresso la loro forte contrarietà, anche per mancanza di presupposti di legge, alla eventuale prosecuzione dei lavori ed attività Gesip con amministratori nominati dal Ministero essendo.
“La liquidazione – hanno ricordato Orlando e Lapiana – è scaturita da atti formali del Governo nazionale sottoscritti dall’Amministrazione comunale (l’Ordinanza di Protecione Civile di maggio del 2012) che hanno stabilito la cessazione delle attività alla data del 31 dicembre 2012.
“Nessuno potrebbe comprendere quale possa essere la giustificazione di una eventuale Amministrazione straordinaria, anche alla luce dei notevoli danni che lo stessa sistema ha prodotto e sta producendo all’AMIA, in Amministrazione straordinaria da tre anni”.
Ai Sindacati dei lavoratori è stato ribadito che l’Amministrazione Comunale è comunque impegnata a garantire il reddito alle famiglie e la continuità dei servizi con il connesso impiego progressivo di tutti i lavoratori.

