PALERMO – Un incontro urgente con il sindaco Orlando, prima dell’eventuale convocazione di lunedì all’Ufficio provinciale del lavoro. I sindacati della Gesip tentano ancora la strada della mediazione con Palazzo delle Aquile per arrivare a un accordo che garantisca i sei mesi di cassa integrazione nel 2014 ma rifiutando il piano del primo cittadino. Un braccio di ferro che vede il Professore deciso a non mollare, anche se la mancata firma dei sindacati ha inevitabilmente messo in difficoltà il Comune specie agli occhi di Roma.
Cgil, Cisl, Ugl, Usb, Conflavoratori, Cisal, Alba, Cisas e Asia chiedono in una nota “la realizzazione di un tavolo di concertazione immediato a monte di una eventuale convocazione presso l’Upl di Palermo con il Sindaco, confermando l’ennesima disponibilità immediata al fine di raggiungere una intesa comune nel brevissimo tempo”. Nota inviata anche al ministero del Lavoro, alla Regione, a Italia Lavoro, alla Prefettura, alla Questura e perfino al cardinale Paolo Romeo. Un destinatario, quest’ultimo, assai insolito se non fosse che in questi giorni le forze dell’ordine hanno temuto che i dipendenti Gesip potessero in qualche modo disturbare le funzioni religiose del Natale. I sindacati si dicono pronti al dialogo e negano qualunque forma di protesta, per il momento. In attesa di una telefonata del sindaco.
Il comunicato di Palazzo delle Aquile
“Il Sindaco Leoluca Orlando ha inviato poco fa una nota alle organizzazioni sindacali della Gesip affermando che “i tempi ristretti per la messa in sicurezza dei lavoratori con la cassa integrazione in deroga non consentono ulteriori rinvii”. Per Orlando vi è la disponibilità da parte dell’Amministrazione “a continuare il confronto sul tema più complesso del riordino delle partecipate” anche alla luce della norma nazionale, fortemente voluta dal Comune di Palermo, che consente la mobilità dei lavoratori fra le partecipate, ma – conclude il Sindaco – “ciò, dopo la messa in sicurezza dei lavoratori con il mantenimento dell’attuale livello reddituale per il primo semestre 2014”, come confermato da nota protocollata il 27 dicembre.
La replica dei sindacati
“Rammentiamo che l’Upl di Palermo ha già specificato che necessita obbligatoriamente l’accordo preventivo anche con l’Amministrazione comunale che il sindaco si rifiuta di fare, nonostante più volte sottolineato dalle organizzazioni sindacali e dalla Regione – si legge in una nota – l’amministrazione non continui ad addossare colpe ad altri, a parlare di mancata tempistica, ma dichiari chiaramente che ha intenzione di convocarci dopo che le scriventi hanno sottoscritto la cassa, fra l’altro mettendo seriamente in difficoltà gli uffici preposti a certificare gli accordi. Comportamento assolutista che non rispetta le più semplici regole di democrazia, che sta seriamente compromettendo l’occupazione, le retribuzioni e la serenità mentale dei 1740 lavoratori coinvolti e delle loro famiglie. Ancora una volta attendiamo l’incontro con l’amministrazione, anche da subito per non far si che i tempi siano sempre più ristretti”.
La nota della Uiltucs
“Appare evidente che non addivenire ad un accordo sia il preludio dei licenziamenti collettivi già annunziati, condizione che non aiuta certamente ad affrontare le criticità presenti e di notevole consistenza. Riteniamo, in merito a quanto in discussione, che in primo luogo vadano messi in sicurezza i trattamenti economici di tutti i lavoratori e pertanto, a loro tutela, riteniamo che si debba sottoscrivere l’accordo per la Cassa Integrazione, sganciandolo da una discussione di merito sul piano complessivo, che dovrà essere comunque tempestivamente affrontata, subito dopo la firma”: lo afferma, in merito alla vertenza Gesip, la Uiltucs Sicilia, che in una nota a firma del segretario generale Marianna Flauto chiarisce comunque che “nella giornata odierna, nessun rappresentante della Uiltucs ha apposto la propria firma a documenti che sembra siano circolati anche a nome della scrivente”. Il sindacato dunque invita “tutti i lavoratori a rappresentare il loro consenso come prima evidenziato. Considerate le tensioni, che non mancano mai nel manifestarsi nei momenti delicati della vertenza, invitiamo tutti i lavoratori sin da subito a rendere la propria adesione a tale percorso tempestivamente, contattando i nostri uffici ed i nostri Dirigenti Sindacali e rsa. Secondo il sindacato, dopo la firma dovrà essere avviata una discussione nella quale “si dovranno affrontare una volta e per tutte, in termini compiuti, gli aspetti di breve, medio e lungo periodo ed in tale contesto, peraltro, considerate le risorse economiche oggi messe a disposizione, ritenute comunque insufficienti, si dovranno calibrare tutti gli interventi per garantire il miglior trattamento economico possibile a favore dei lavoratori”.
La nota della Usb
“È singolare come il sindaco possa parlare di mettere in sicurezza i lavoratori, quando in pericolo li ha messo proprio lui – dice Sandro Cardinale – senza un accordo preventivo fra le parti il passaggio all’Upl sarebbe nullo, pertanto la Usb invita a rivedere la rigida posizione del Sindaco e convocare immediatamente le organizzazioni per un serio confronto costruttivo, antecedente alla firma della Cig per stabilire un percorso chiaro, lineare e soprattutto vero che metta nelle condizioni i lavoratori di vivere dignitosamente. Senza la convocazione a monte della firma della Cig la Usb resta ferma sulla propria posizione di non firmare, rispedendo al mittente le accuse di irresponsabilità. Oggi il sindaco ha gli strumenti per risolvere la vertenza, vedi legge sulla mobilità fra le partecipate, i sei mesi di Cig potremmo pure accettarli ma a fronte di un aumento delle ore lavorative e con l’impegno firmato e controfirmato dalle parti interessate che dal primo luglio 2014 i lavoratori passino alle partecipate”.

