CATANIA – A due anni e nove mesi dall’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni si aspetta ancora il completamento del Nodo sia per ovviare ai problemi del traffico che, ci si creda o no, è vivo vivo, sia per completare e abbellire tutta la zona che è stata interessata dai lavori, a cominciare da quel muro orrendo che da viale Andrea Doria sale e sorregge via Albertone. Sull’abbellimento tante se ne sono dette e il milione di euro previsto per questi lavori – vuoi per la cifra, vuoi perché i fondi sono stati recuperati, almeno in parte, da un capitolo di spesa che era destinato alla realizzazione di piste ciclabili – ha suscitato altrettante polemiche. Comunque, né le polemiche né il ritrovamento delle cifre sembra aver cambiato di una virgola la bellezza – al momento neanche allo stato di crisalide – del Nodo Gioeni visto che il muro e le aiuole spartitraffico e il marciapiede (l’unico sul lato nord) versano nello stesso identico stato in cui si trovavano alla consegna dei lavori. Forse andrebbe rivista anche la segnaletica orizzontale che nel lato sud, il più vicino a via Etnea, crea non poche perplessità; anzi si potrebbe parlare di vere e proprie gimkane seguendo le quali ci si ritrova, comunque, in un posto sbagliato. Di attraversamenti pedonali in quel tratto non parliamo neanche: non ce n’erano e non ce ne sono neanche oggi.
Se il lato estetico – a dispetto delle fontane che verranno – lascia molto molto a desiderare, il problema del traffico potrebbe avere un’alternativa completa da qui a un anno, forse anche in undici mesi, grazie al congiungimento di via Roberto Castorina con via dei Salesiani. Ne avevamo parlato alla fine di agosto del 2015 – quando erano ancora in forse sia il sottopasso di via Caronda sia l’apertura di un terzo torna indietro a ridosso del Nodo Gioeni – e adesso tutto sembra procedere secondo una tabella di marcia ben scandita.
“Le novità per via Castorina sono che il progetto è stato approvato – ha detto l’assessore comunale ai Lavori Publici, Luigi Bosco – in via amministrativa ed è stato totalmente reperito il finanziamento sia per le espropriazioni sia per la realizzazione dei lavori. Abbiamo contattato uno per uno i proprietari e hanno firmato per una amichevole concertazione dell’espropriazione. Una formula che dà loro diritto al 10% in più del valore. Stiamo attivando tutta la procedura espropriativa che durerà da uno a tre mesi – alcuni tempi non dipendono da noi chiosa Bosco -. Seguirà poi il bando di gara e l’aggiudicazione”.
Quali i sono i tempi concreti per iniziare?
“Penso che per la prima pietra dovremo aspettare cinque-sei mesi. I lavori in sé, poi, sono abbastanza facili. Stiamo procedendo a passi veloci per arrivare al completamento, soprattutto in merito al reperimento dei fondi per questi lavori”.
Qual è il canone di espropriazione?
“Corrisponde a circa 100 euro/mq, con l’espropriazione bonaria si arriva a 110 euro/mq. Il problema è che possono rimanere dei lotti inutilizzabili ma la legge impone l’esproprio anche di quelle parti.
In totale la zona da espropriare quanto è grande?
“Stiamo parlando di circa 3.500 mq per un valore complessivo di 400mila euro circa di espropri”.
Se dovessimo fare un confronto tra gli espropri e il costo del lavoro in sé?
“Costano di più le espropriazioni. Ma bisogna pensare a tutto e fare i lavori a regola d’arte. Quando mi sono insediato all’ufficio contratti non c’era molto lavoro, adesso – conclude Bosco – sono così oberati che a volte c’è la necessità di rivolgersi all’Urega (Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, nda)”.
Da qui a dicembre si potrebbe quindi iniziare a sistemare, livellare, passare i sotto e i sopra servizi necessari (impianti, fognature, muretti, asfalto, impianto di illuminazione e quanto altro) nel tratto che da via Castorina – inizia alla fine di via Torino in piena zona Vulcania – porta a via Giuffrida e ancora più avanti fino a via dei Salesiani, passando sotto il ponte che dalla Circonvallazione porta in via Giuffrida. Alla fine sarebbe una parallela di viale O. da Pordenone che darebbe davvero aria al traffico. Eppure, sorge qualche dubbio dopo aver ascoltato le parole di Rosario Mirone, il direttore lavori del Tondo Gioeni, che a distanza di un anno e mezzo dalla consegna dei lavori afferma di “non aver ricevuto neanche un euro per il lavoro svolto. Né per la direzione lavori, né per la variante sulla progettazione che dal consolidamento ha portato al definitivo abbattimento. Ma io non sono l’unico – aggiunge – insieme a me non è stata pagata né la Tosa né altri professionisti”.
NELLA FOTO UNA SIMULAZIONE DI COME POTREBBE ESSERE LA NUOVA STRADA.

