Girgenti Acque: prosciolti Miccichè, Pitruzzella e Scoma

Girgenti Acque: prosciolti Miccichè, Pitruzzella e Scoma

Erano coinvolti nell'inchiesta "Waterloo". Tutte le posizioni.

AGRIGENTO – Il giudice per l’udienza preliminare Micaela Raimondo si è pronunciata sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Agrigento nell’ambito della maxi inchiesta su Girgenti Acque, l’azienda che per anni ha gestito il servizio idrico in provincia di Agrigento. Il gup ha disposto il non luogo a procedere nei confronti dell’ex prefetto Nicola Diomede, difeso dall’avvocato Monica Ganovese, ritenuto dagli inquirenti uno dei personaggi chiave dell’intera indagine.

Era accusato di aver “salvato” l’imprenditore Marco Campione, dominus di Girgenti Acque, da una interdittiva antimafia. Il provvedimento di rinvio a giudizio, articolato e complesso, riguardava gli ex vertici e componenti del consiglio di amministrazione dell’azienda idrica. Per loro l’accusa più grave era quella di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione. Il giudice ha altresì disposto il non luogo a procedere nei confronti dell’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, e dell’ex parlamentare siciliano Francesco Scoma.

Entrambi, difesi dagli avvocati Giuseppe Di Peri e Grazia Volo, erano accusati di finanziamento illecito ai partiti. Proscioglimento anche per Giovanni Pitruzzella, ex Autorità garante della concorrenza e del mercato, dall’accusa di associazione a delinquere. Era difeso dagli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto. E ancora, non luogo a procedere per Alfonso Bugea, già a capo della redazione agrigentina del Giornale di Sicilia (difeso dagli avvocati Vincenza e Nino Gaziano); per i vertici dell’Arpa di Agrigento: Salvatore Montana Lampo, 73 anni (ex direttore Arpa Agrigento); Giovanni Pio Avanzato, 53 anni (funzionario Arpa); Giuseppe Maragliano, 69 anni (dirigente Arpa); Patrizia Scimecca, 63 anni (dirigente Arpa). Tutti, accusati di reati ambientali, sono difesi dall’avvocato Salvatore Cusumano.

Non luogo a procedere anche per l’ex sindaco di Campobello di Licata, Michele Termini, l’ex consigliere comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, e i tre carabinieri coinvolti nell’inchiesta: Salvatore Aiola, 63 anni (ex brigadiere Nucleo Radiomobile Compagnia di Agrigento); Leonardo Di Mauro, 61 anni, (ex comandante della stazione dei carabinieri di Aragona); Rino Vella, 42 anni (vice comandante stazione carabinieri Aragona), tutti difesi dall’avvocato Salvatore Pennica. La Procura di Agrigento, con il pool guidato dal procuratore facente funzioni Salvatore Vella ed i sostituti Paola Vetro e Sara Varazi –  aveva chiesto 32 rinvii a giudizio e 15 non luogo a procedere. L’accusa ipotizzava una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruttele volto ad eludere i controlli degli enti preposti e che avrebbe permesso di operare in regime di monopolio con relativi guadagni e conseguenze importanti anche sull’ambiente dovuta ad una presunta omissione dell’attività di depurazione delle acque.

Le contestazioni, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, corruzione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione, reati tributari, societari e in materia ambientale.


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