Giro di boa per la Giunta Bianco |Voti e giudizi dei capigruppo

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Critiche più o meno aspre o apprezzamenti, giustificati o no, evidenziano gli umori politici che dimorano a Palazzo degli Elefanti. Tra gli assessori con i voti più alti, Valentina Scialfa. Con i più bassi, Licandro e Mazzola. (Fiorentino Trojano, nella foto, è stato sostituito da Angelo Villari)

CATANIA – Dalle risposte date, non risulta difficile comprendere gli equilibri interni al Consiglio comunale ma soprattutto i rapporti dei gruppi con l’amministrazione guidata da Enzo Bianco. Critiche più o meno aspre o apprezzamenti, giustificati o no, evidenziano gli umori politici che dimorano a Palazzo degli Elefanti e che lasciano intravedere molto di più di quanto, immediatamente evidente.

Al giro di boa della consiliatura targata Bianco, volevamo tastare il polso della città, cercando di comprendere quale giudizio i catanesi riservano per la Giunta comunale. Che è rimasta praticamente la stessa dall’elezione del 2013, fatta eccezione per la delega ai Servizi sociali che, assegnata inizialmente a Fiorentino Trojano, oggi è di Angelo Villari. Non potendo intervistare ogni cittadino e cittadina, abbiamo pensato di chiedere un giudizio a chi i cittadini li rappresenta in aula: i capigruppo, di maggioranza e opposizione che, fatte salve le “appartenenze”, riservano qualche piccola sorpresa.

Innanzitutto, bisogna distinguere chi ha dato voti e giudizi, e chi al contrario si è limitato a una considerazione globale. Catania 2.0 e Progetto popolare, le “new entry” del senato cittadino, hanno preferito esprimere un pensiero unico sulla Giunta, di fatto molto simile. Nessun assessore raggiunge la sufficienza. Per i rappresentanti di Progetto popolare, addirittura, sono tutti non classificati. “Nessun delegato del sindaco ha portato atti e delibere importanti per la città – spiega Giovanni Marletta, capogruppo di Catania 2.0, in area Sammartino. Non abbiamo interlocuzione con alcuno, o quasi. Apprezziamo chi, come D’agata, Di Salvo o Girlando, viene in aula e dialoga con chi è stato eletto, ma non c’è dialogo con il Consiglio né concretezza”. Opinione condivisa in parte dal gruppo che ha come riferimento l’eurodeputato Giovanni La Via, e dal capogruppo Carmelo Sgroi, secondo cui nonostante l’impegno della Giunta in generale, nessun componente merita un voto. “Se il lavoro effettuato in questi anni fosse stato positivo, apprezzato – spiega il capogruppo Sgroi – non ci sarebbero tutte le proteste e le lamentele alle quali assistiamo quotidianamente. Il fatto è che in aula non arrivano delibere importanti, se non varianti e debiti fuori bilancio e l’attività del Consiglio è paralizzata. Per me nessuno è classificato. Come dicevano a scuola – conclude – hanno potenzialità ma non si applicano”.

Anche Agatino Lombardo, capogruppo di Articolo 4, preferisce giudicare la Giunta nel suo complesso, dando a tutta la squadra del sindaco Bianco una sufficienza risicata. Con qualche eccezione. “Per le cose che ha affrontato mi sento di premiare l’assessora allo Sport, Valentina Scialfa, perché ha portato risultati concreti, così come l’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, che ha fatto un ottimo lavoro nonostante le difficoltà e l’assessora al Commercio, Angela Mazzola, che ha una delega davvero difficile”.

Gli altri, capigruppo o singoli, hanno dato i voti a ogni delegato del sindaco, oltre che i giudizi. Bassi, bassissimi, quelli da parte delle opposizioni – anche quelle migrate al gruppo Misto. Più delicati, ma non senza colpi di scena, quelli da parte delle formazioni di maggioranza.

Manlio Messina è quasi spietato: a Girlando mette 3 “Nonostante le numerose presenze in Consiglio, dovute solo a delibere che lo riguardano, il voto gli arriva direttamente dalla corte dei conti e dai risultati disastrosi delle partecipate”. A Luigi Bosco, assessore ai Lavori pubblici, 5 “considerando che partiva da uno 0 dopo la vicenda del ponte Gioeni…premiamo l’impegno e la signorilità”.  Non classificata la Mazzola: “A scuola, quando non riuscivano ad interrogarti per le troppe assenze mettevano non classificato. Esattamente quello che mettiamo alla Mazzola”.  Non va bene neanche per l’assessore ai Servizi sociali, Angelo Villari che si becca 4 ½ . “Non sappiamo cosa stia facendo per i servizi sociali, ma sappiamo con certezza che affondano ogni giorno”. Anche la Scialfa non arriva alla sufficienza, ma per un pelo. Prende infatti 5 ½ “per impegno e costanza, per il resto anche lei fa i conti con la gestione ballerina del bilancio e soprattutto deve combattere con le manutenzioni”. A D’Agata Messina dà due voti: “7 per la presenza in consiglio e il coraggio. Lasciato spesso solo dai suoi colleghi non manca mai. Per quanto riguarda il lavoro e le deleghe scende ad un 2 netto e senza possibilità di recupero”. Insufficiente anche Marco Consoli, che prende 5. “Tenta di sopravvivere ma anche lui deve fare i conti con bilancio disastroso”. Orazio Licandro, assessore alla Cultura: 3 ½. “Prova a girare e rigirare la frittata ma la realtà è anche per lui la stessa, pochi soldi ma soprattutto incapacità a utilizzare le somme disponibili in maniera equa. Aggiungiamo una inspiegabile arroganza verso coloro che lo criticano”. Infine Salvo Di Salvo. L’ex collega in consiglio riserva all’assessore all’Urbanistica un impietoso 3. “Preferiamo stendere un velo pietoso!”.

Duro ma non quanto il capogruppo di Forza Italia, Riccardo Pellegrino che salva solo Luigi Bosco. L’assessore ai lavori pubblici è l’unico rappresentante della Giunta a ottenere la sufficienza. “E’ preparato e disponibile” – afferma. Poco sotto, con un 5, gli assessori alla Polizia municipale, e vicesindaco, Consoli e Girlando, di cui Pellegrino riconosce volontà e preparazione. Ma poco altro in più.  Arrivano a 3 le due donne, Mazzola e Scialfa “agiscono a spot e senza programmazione”. Zero assoluto per gli altri: Villari, D’agata, Di Salvo. “Il primo non sa come agire, il secondo me lo ricordo capogruppo all’opposizione e ora non lo riconosco e Di Salvo, bravissima persona, è un pupazzo del sindaco”. Non classificato Licandro.

Bassi, anche i voti e negativi i giudizi da parte del capogruppo di Grande Catania, Giuseppe Castiglione che assegna 5 a Villari, “che dovrebbe impegnarsi di più per reperire fondi” e alla Scialfa “sempre disponibile”. Prendono 4, invece, gli assessori Consoli “col centro destra rendeva di più”, Luigi Bosco, “si poteva risparmiare il ponte del Tondo Gioeni” e Di Salvo, “solo il Piano Regolatore può fare ripartire la Città di Catania”. Infine, Castiglione assegna un 3 alla Mazzola, “aspettiamo, con ansia, la delibera sui dehors”; a Rosario D’Agata, “un buon Consigliere di opposizione, un assessore che non affronta i problemi, a Girlando, cui il capogruppo riconosce “forte responsabilità sull’andamento economico negativo della Città di Catania ed omissione dell’ informazione reale della situazione attuale” e a Licandro, “inesistente se non con la stampa”.  

Il capogruppo del Gruppo misto, Massimo Tempio, dà la sufficienza a tutti: 6 a Villari, “perché ha capacità, anche se difetta nei rapporti con i consiglieri e le commissioni e dovrebbe coinvolgere di più le parti sociali. Raggiungono il 6 anche l’assessora Scialfa, “sempre disponibile al confronto”, l’assessora Mazzola, “è preparata, anche se un po’ latitante nei confronti del Consiglio comunale”, D’Agata “forse un po’ troppo spento rispetto a quando era consigliere di opposizione”, Licandro, “anche se autoreferenziale e mancano i rapporti con i consiglieri, ma il suo lavoro è evidente”. Poco sotto la sufficienza, invece, Di Salvo, Consoli e Girlando: il primo “non ha portato iniziative particolarmente importanti in aula”, il secondo, dal quale Tempio si aspettava di più “soprattutto per i presidi dei vigili urbani nelle municipalità” e il terzo, “che è stato autore di diverse delibere, ma non ne ha discusso prima in conferenza dei capigruppo. Exploit per Luigi Bosco che Tempio premia con un 8: “è la persona giusta al posto giusto ed è sempre disponibile”.

Tra le formazioni della maggioranza, il più critico è il capogruppo di Catania futura, Carmelo Coppolino, che alle persone dà 10, “ma la politica – afferma – è un’altra cosa”. La sufficienza piena, con un 7, la prende solo l’assessore Scialfa, cui il capogruppo riconosce buona volontà e impegno. “Forse ha poche competenze per lo Sport, ma è volenterosa e disponibile”. Gli altri voti tutti sotto il 6: arriva a 5 Girlando, perché “nonostante gli sforzi per far quadrare il bilancio, la situazione appare ancora oscura”; si fermano al 4 Villari, “non abbiamo visto iniziative concrete”, Mazzola, “mai visto una delibera”, Di Salvo, “si impegna ma è inconcludente, nonostante sia molto presente in Consiglio. Il voto sarebbe stato più basso, ma premio la sua presenza in aula”; D’Agata, “ha troppe deleghe” e Consoli. Prende 3 Luigi Bosco che “paga l’abbattimento del ponte e non ha strumenti per lavorare” e 2 Orazio Licandro che, “nonostante abbia portato in città qualche bella mostra, non ha rapporti con la città né con il Consiglio”.

Di altro tono i voti, e conseguentemente i giudizi, degli altri gruppi di maggioranza. Il capogruppo del Megafono, Daniele Bottino, promuove tutti, a partire dai rappresentanti del proprio partito. A Consoli dà 9: “E’ capace,ha esperienza ed è presente in ogni attività”. Così come a Bosco, “professionale e disponibile”. Prendono 9 però anche l’assessora Scialfa e Giuseppe Girlando. La prima “molto presente, disponibile e professionale”, il secondo “tecnicamente preparato e molto efficiente”. Il voto per Di Salvo è un 8: “molto operativo e attento alle attività del Consiglio”. Solo 7, si fa per dire, per Villari, “è da poco in giunta e si può giudicare in poche cose” e Licandro  che “ha risollevato la cultura in città anche se è poco presente in aula”. Sufficienza raggiunta, anche se con appena un 6 per Angela Mazzola e Saro D’Agata. “La prima ha un assessorato molto difficile da gestire e pieno di errori fatti in passato”, il secondo “presente in aula ma meno visibile in città”.

Promozione a pieni voti anche per Alessandro Porto, capogruppo di Con Bianco per Catania, che si mantiene più moderato rispetto al collega Bottino. Porto premia con 8 solo l’assessore Girlando, che definisce “il parafulmine di tante situazioni” e cui si deve “il pagamento degli stipendi ai dipendenti”. Poco sopra il discreto, 7+, prendono gli assessori Di Salvo, “ha portato a casa importanti risultati come il Regolamento edilizio” e la Scialfa, “anche lei ha lavorato molto portando a casa grandi risultati (come la scuola superiore a Librino); si fermano a 7 Villari, “è da meno tempo in Giunta,si vede poco ma fa tanto” e Licandro, “senza risorse è riuscito a far rivivere la cultura”. Porto assegna 6+ alla Mazzola, “paga, forse, l’inesperienza”, a D’Agata, “ha troppe deleghe e sono tutte delicate”, e a Bosco, “ci aspettavamo di più da un tecnico”. Più che sufficiente – 7 –  anche il voto per Consoli, “potrebbe fare di più, soprattutto come vicesindaco, ma è importante la sua battaglia sulla legalità e trasparenza”.

Infine il partito del sindaco, e non solo, il Pd. Non è stato possibile raggiungere il capogruppo, Giovanni D’Avola, ma poco tempo fa, durante una riunione, il gruppo si era espresso sulla Giunta, come ricorda il consigliere Niccolò Notarbartolo. “Il mese scorso – afferma – durante l’unica e sola riunione del gruppo, ci siamo trovati d’accordo solo sul giudizio fortemente critico nei confronti della Giunta e della sua azione di governo. In quella occasione abbiamo dato mandato al segretario provinciale di comunicare al sindaco la nostra insoddisfazione, chiedendo un deciso cambio di passo”. Notarbartolo, però, non se la sente di dare voti, non essendo capogruppo. “Non posso parlare a nome del gruppo – spiega – e preferisco non dare voti per evitare l’innescarsi delle solite polemiche”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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