Palermo, Giusto Catania attacca il centrodestra - LiveSicilia.it

Giusto Catania attacca: “A destra comandano Cuffaro e Dell’Utri”

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Commenti

    E qui comando io e questa e casa mia,
    ogni dì voglio sapere, ogni dì voglio sapere;
    ogni dì voglio sapere chi viene e chi va.
    E qui comando io e questa e casa mia,

    A sinistra invece comandano quelli che attaccarono Giovanni Falcone!!

    E a sinistra i comunisti italiani con chi stanno? Con Putin,Kim o Ping. ? Rinneghinola loro esistenza politica.

    Meglio Cuffaro che Orlando.

    Vorrei dire a Giusto Catania che più che ossessionarsi per Cuffaro e Dell’Utri lui dovrebbe invece rivolgere l’attenzione a Matteo Renzi in quanto da Italia Viva hanno fatto sapere che “a loro interessa unicamente il futuro di questa città abbandonata da Leoluca Orlando per anni e non i colori politici di chi ha scelto di unirsi alla sua candidatura e che l’ex Rettore rappresenta il profilo più autorevole, la sintesi migliore per parlare a tutta la città”……..

    Sei patetico è assurdo sempre i soliti di sinistra non hanno argomenti costruttivi e la vorrebbero trasformare in cacciara . Patetico

    Lobblio, la ormai perdita totale possibilita’ dispadroneggiare ergendosi a volte a bulletto, gli ha dato alla testa. Si rassegni, non c’è più trippa per gatti

    ma stai zitto, hai rovinato la viabilità di una città….. vergognati

    a palermo da adesso comanderanno i palermitani e voi andrete a cercarvi un lavoro

    Ma si può dare un voto a uno con questa faccia?

    Probabilmente il sig. assessore uscente, non si è ancora reso conto che stiamo già in un momento buoi per la città e suoi abbandonati cittadini.

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Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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