Google Camp 2025, tra gli ospiti anche Ivanka Trump

Google Camp 2025, parata di vip e yacht: tra gli ospiti anche Ivanka Trump

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L’élite globale torna in Sicilia tra innovazione, lusso e segretezza

Sabato 26 luglio ha preso il via, in Sicilia, il Google Camp 2025. A riunirsi, come da tradizione, al Verdura Resort di Sciacca, struttura a cinque stelle della catena Rocco Forte Hotels, sono i big della tecnologia, della finanza, dello spettacolo e della politica.

Un appuntamento che si rinnova ogni anno, rigorosamente a porte chiuse, in una location che unisce privacy assoluta, bellezza naturale e comfort extralusso.

Cos’è il Google Camp

L’obiettivo dell’evento, fondato da Larry Page e Sergey Brin, è discutere di grandi temi legati al futuro dell’umanità: intelligenza artificiale, cambiamento climatico, energia sostenibile, geopolitica, tecnologia e filantropia.

Ma oltre al programma di conferenze – riservato a pochi e protetto da accordi di riservatezza – il Google Camp è anche (e forse soprattutto) una vetrina di potere, mondanità e relazioni strategiche.

verdura resort sciacca

Google Camp 2025, gli ospiti

Anche quest’anno la lista degli ospiti del “Google Partner Camp 2025”, questo il nome dell’happening in corso, è top secret ma secondo indiscrezioni trapelate dai media internazionali non dovrebbe mancare il solito Mark Zuckerberg.

Già da diversi giorni il Launchpad, l’imbarcazione extralusso del co-fondatore di Facebook e CEO di Meta, staziona in acque siciliane e il motivo potrebbe essere proprio questo. Oltre al fatto, ovviamente, che il miliardario statunitense ama trascorrere le vacanze in Sicilia.

Quest’anno, secondo i rumors, al Verdura Resort potrebbe approdare anche Ivanka Trump, nata dal primo matrimonio del presidente Usa con l’ex modella Ivana Marie Zelníčková scomparsa nel 2022.

Mark Zuckerberg yacht

Tra i nomi che circolano quest’anno anche quelli di Christine Lagarde, John Elkann, Mario Draghi, del primo ministro britannico Keir Starmer e di Michael Jordan, il più grande cestista di tutti i tempi. M’Brace, lo yacht di 80 metri della leggenda del basket, è stato avvistato a Taormina nei giorni scorsi.

E poi ancora un numero indefinito di capi di Stato in incognito, fondatori di startup, top manager di multinazionali e celebrità del mondo dello spettacolo.

Molti di loro raggiungono la Sicilia con jet privati atterrando a Palermo o Trapani, per poi essere trasferiti via terra o in elicottero fino al Verdura Resort, un angolo di paradiso immerso nella natura rigogliosa e circondato da aranceti e uliveti con tanto di campo da golf e spa.

Un evento blindato (e molto criticato)

Il Google Camp si svolge all’insegna della massima riservatezza. Giornalisti e curiosi vengono tenuti a distanza da un imponente servizio di sicurezza, supportato da tecnologie anti-drone. Nessuna immagine ufficiale, nessuna dichiarazione pubblica, nessuna conferenza stampa.

Solo qualche post social “sfuggito” o foto rubata alimenta il fascino enigmatico dell’evento. Ma non mancano le critiche: ogni anno, ambientalisti e osservatori accusano l’evento di greenwashing, per la contraddizione tra i temi “etici” affrontati e lo sfarzo logistico che lo circonda, fatto di voli privati, mega yacht e consumo intensivo di risorse.

Anche tra i residenti locali il dibattito è acceso: da un lato l’indotto economico e turistico, dall’altro la percezione di un evento elitario e inaccessibile.

Sicilia, crocevia di futuro e memoria

C’è però un aspetto meno discusso ma emblematico: la scelta della Sicilia – storicamente ai margini delle grandi decisioni globali – come teatro di un summit che riunisce chi muove le leve del potere globale.

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Un paradosso suggestivo in cui la memoria delle civiltà antiche si fonde con le riflessioni sull’intelligenza artificiale e la transizione ecologica.

Nel silenzio (calcolato) che circonda il Google Camp, una certezza resta: mentre il mondo guarda altrove, nel cuore del Mediterraneo si intrecciano idee, accordi e relazioni che potrebbero definire il domani.
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