ROMA – “Leoluca Bagarella aspettò pazientemente che si voltasse per pagare il caffè: solo allora lo freddò con due colpi alla schiena. Morì così Boris Giuliano, un poliziotto eccezionale che aveva capito “Cosa nostra” quando ancora era misteriosa e impenetrabile. Ricordo il suo raffinatissimo fiuto investigativo e l’ammirazione che suscitava nei colleghi e nei cittadini della nostra Palermo. La prima volta che lo incontrai era il 1970, ci ritrovammo nella stanza del Giudice Terranova. Seppe sciogliere, con gentilezza e simpatia, la mia naturale tensione: in fin dei conti all’epoca avevo 25 anni, ero solo un giovanissimo magistrato davanti a due grandi uomini dello Stato. È un ricordo a cui sono molto affezionato e che mi emoziona sempre”. Lo scrive su FB il presidente del Senato Pietro Grasso in ricordo del poliziotto ucciso dalla mafia Boris Giuliano.
A 38 anni dall’uccisione di Boris Giuliano, Capo della Squadra mobile di Palermo, è stata deposta una corona di fiori in via Francesco Paolo Di Blasi. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il Prefetto, Antonella De Miro, il Questore, Renato Cortese, i figli di Boris Giuliano: Alessandro – Capo dello SCO – Selima ed Emanuela. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessore con delega al Personale, Gaspare Nicotri. Nel corso del suo intervento, Orlando ha ricordato Boris Giuliano, “un poliziotto moderno, che ha contrastato il sistema di potere politico mafioso, avendo individuato nella raffineria di droga il punto di potere ed anche il luogo di controllo del territorio più significativo delle cosche mafiose. L’avere scoperto questa attività di raffinazione nel territorio palermitano, sicuramente, ha determinato la sua morte. Lo ricordiamo – ha concluso il Sindaco – con il conforto che l’opinione pubblica nazionale oggi conosce meglio Boris Giuliano, grazie ad uno splendido film dedicato alla sua figura. Diversamente, Giuliano rischiava di essere uno dei tanti uomini delle Istituzioni, vittime del dovere, dimenticate dall’opinione pubblica”.

