"Honestà" al potere? | Sì ma solo con i pessimisti - Live Sicilia

“Honestà” al potere? | Sì ma solo con i pessimisti

Spesso i comportamenti eticamente impeccabili nascondo un calcolo. E il timore di essere "beccati".

MANOVRA A TINAGLIA
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Tanti anni fa, in occasione di una trasferta professionale, alloggiai in un albergo del Nord. Fu così che mi innamorai di un accappatoio che c’era nel bagno della mia camera. Bianco, soffice, caldo, avvolgente, davvero bello. Mi capitò di parlarne col mio collega, compagno di trasferta e abituale frequentatore di quell’albergo, il quale mi disse che più volte aveva affrontato col direttore dell’albergo proprio l’argomento “accappatoi”, dal momento che questi venivano sistematicamente rubati da tutti i clienti. Ma era una cosa ampiamente prevista – gli aveva spiegato il direttore – specificando che il costo della camera comprendeva una quota che serviva proprio ad ammortizzare le perdite degli accappatoi e degli altri oggetti che i clienti rubavano.

A quel punto fui veramente tentato di infilarlo in valigia. Ma non lo feci. No, non fu una scelta etica la mia. E’ che sono un pessimista genetico, con molte concessioni al nichilismo. Ho la legge di Murphy che mi scorre nel sangue. O forse, se voglio buttarla in diritto, sono molto sensibile a quello che i giuristi chiamano effetto deterrente della pena. “Vuoi vedere -mi dissi – che appena lo faccio, si scopre che proprio ieri la direzione dell’albergo ha deciso di cambiare politica aziendale?”. Cominciai a pensare alla figura di merda che avrei fatto e alle conseguenze penali che, per un avvocato, possono anche essere gravi, oltre che terribilmente imbarazzanti. Del resto, è stato proprio il mio pessimismo a tenermi lontano dal fascino delle schede taroccate ai tempi delle prime pay-tv. “No, grazie – dicevo a tutti quelli che mi lusingavano – se lo faccio io mi beccano,magari con un controllo a campione”.

Mi sono ricordato di queste vicende proprio in questi giorni di campagna elettorale, in cui è venuto in rilievo, ancora una volta, ma questa volta in termini ancor più marcati, il tema dell’onestà, tanto caro ai pentastellati che ne hanno fatto la loro bandiera, e che ora devono pur rassegnarsi a riconoscere che l’onestà è solo una categoria etica che non resiste, non può resistere, agli inevitabili assalti della fragilità umana, specie in un contesto, come quello della politica, così pieno di insidie e tentazioni.

E poi, come vi ho raccontato, anche dietro scelte apparentemente oneste, spesso non vi è nulla di autenticamente etico, ma solo calcoli utilitaristici ed opportunistici. Nulla a che vedere con l’HONESTA’. Anche se, a voler essere pragmatici, si potrebbe pensarla come quel famoso film di Woody Allen “Basta che funzioni”, cosa che darebbe spazio all’ipotesi che forse solo i pessimisti cosmici possono agitare il vessillo dell’onestà, sia pure in termini non rigorosamente etici. E magari accreditarsi per la guida del paese, se proprio ci si deve ostinare a considerare l’onestà come il solo valore qualificante per un politico. Certo, è un’ipotesi suggestiva.

Il fatto è che la sfiga è sempre in agguato.

Metti che, una volta eletti, ci scappa una botta di ottimismo.

No, meglio di no.


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