"I giornalisti non sono domestiche" - Live Sicilia

“I giornalisti non sono domestiche”

Corradino, presidente dell'ordine
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Vittorio Corradino

Vittorio Corradino, presidente dell’Ordine dei giornalisti siciliano, può esistere una sorta di esclusiva per i giornalisti che lavorano da collaboratori esterni?
“In linea generale, chi è collaboratore può collaborare con tutti i giornali che vuole. Questo, se si intende il ruolo classico del free-lance. Qualsiasi forma di esclusiva può essere chiesta solo se c’è un rapporto di lavoro sancito da un contratto da redattore ordinario a tempo pieno, il cosiddetto articolo uno. In caso contrario il giornalista è libero di collaborare con chi vuole. Poi c’è però l’azienda che, dal canto suo, può decidere di privarsi del lavoro di un collaboratore”.

E se ciò avviene dopo un aut-aut, “o solo con noi, o niente”?
“Questo attiene allo stile dell’azienda, e del direttore della testata. Eventuali conflitti possono sorgere solo quando le collaborazioni riguardano due realtà direttamente concorrenti. Se, invece, si tratta di lavorare per due giornali che operano in ambiti diversi con sfere di competenze differenti, non vedo che problema possa esserci”.

Cosa può fare l’Ordine per contrastare questa pratica?
“Prima di tutto i casi di questo genere devono essere denunciati e documentati. Dopodichè l’Ordine deve agire per tutelare la professionalità e il decoro dell’iscritto. E nel caso di un free-lance, che gli venga riconosciuto il diritto di avere più collaborazioni”.

Può essere avviata un’indagine su larga scala?
“No, perché si tratta di situazioni che riguardano ambiti strettamente personali. Non si può generalizzare, perché ci possono essere anche casi di reale conflitto. Ogni caso va preso a sé ed esaminato. Che vengano presentati i casi, e di sicuro verranno valutati”.

Ma un problema di fondo c’è.
“Il problema è che ormai i rapporti di collaborazione sono trattati in modo anarchico. A volte sembra che gli editori vogliano considerare i giornalisti come delle domestiche a ore”.

Per finire, c’è pur sempre un tariffario per le prestazioni di lavoro giornalistiche.
“È una questione che riguarda la dignità e il decoro della professione. Nei nostri tentativi di fare rispettare il tariffario spesso il Garante per la libera concorrenza ci ha messo i bastoni tra le ruote, affermando che in un libero mercato non possono essere stabilite tariffe minime. Ma vale ricordare che l’ultimo tariffario approvato è pur sempre in vigore, non è stato abolito, e bisogna farci i conti”.

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Commenti

    Grande Corradino finalmente un po’ di chiare fresche dolci acque…:P

    Più equilibrista che equilibrato.

    Ecco perché il segr. prov Assostampa, GINEX, la FNSI e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, sono tanto accalorati sull’uffico stampa di Palermo. Direttamente e personalmente interessati!!! 13 consulenti erano e 13 posti in pianta organica erano stati previsti…strano vero??? Per un concorso su cui ha chiesto chiarimenti la Corte dei Conti e,così, revocato.

    Dal 2003 al 2008 640 mila euro all’anno per 13 consulenti giornalisti all’ufficio stampa del comune di Palermo. Alcuni con doppi incarichi all’IRCAC, al Giornale di Sicilia, al Parco dei Nebrodi, all’Amg e qualcuno di loro continua ad essere nel libro paga del comune. Mah!

    Ah! vi era anche un tale Ginex, odierno sergr. provinciale di Assostampa, guarda com’è piccolo il mondo…

    da Repubblica del 21 agosto 2003

    Un plotone di tredici giornalisti per spiegare cosa fa il Comune

    21 agosto 2003 — pagina 2 sezione: PALERMO

    Per comunicare, l’ amministrazione di Diego Cammarata spende 640 mila euro all’ anno di soli incarichi professionali. Non si tratta di consulenze più o meno dorate, quanto di veri e propri stipendi, corrisposti a giornalisti professionisti che operano a tempo pieno per conto del sindaco e della sua amministrazione. è il caso dell’ ufficio stampa di Palazzo delle Aquile – che si occupa di promuovere l’ attività dell’ intera amministrazione comunale, non solo quella del primo cittadino – che allinea una batteria di dodici giornalisti con diverse responsabilità e mansioni. L’ unico incarico part time dello staff comunale per l’ informazione – incarico che è comunque strategico e centrale nell’ attività informativa dell’ amministrazione Cammarata – è quello dell’ esperto del sindaco per la comunicazione, Donatella Palumbo, attuale capo ufficio stampa dell’ Ircac e, nel passato, portavoce dell’ allora presidente della Regione Rino Nicolosi. Per il suo incarico il sindaco ha stanziato 63 mila euro annui. A fianco dell’ esperto, che fa capo all’ ufficio di gabinetto del sindaco, c’ è un addetto stampa che si occupa a tempo pieno della comunicazione, redigendo i comunicati e seguendo Cammarata durante le conferenze stampa e le occasioni ufficiali. è Clotilde Calascibetta, ex collaboratrice del “Giornale di Sicilia” e attuale addetto stampa dell’ Amg e del Parco dei Nebrodi. Il suo incarico è di 39 mila euro annui, corrisposti dall’ ufficio del Cerimoniale, al quale fa capo l’ intero ufficio stampa di Palazzo delle Aquile. Al vertice dell’ ufficio stampa c’ è un altro cronista del “Giornale di Sicilia” (per ora in aspettativa), una firma storica della politica comunale: Rino Canzoneri. A lui il sindaco ha assegnato un compenso annuo lordo di 144 mila euro come direttore dell’ ufficio e un altro, di 10 mila, come direttore responsabile delle pubblicazioni del Comune (come il mensile “InformaPalermo”). Canzoneri è coadiuvato da un vice capo ufficio stampa (Roberto Ginex), da un responsabile dei servizi Internet e dell’ informazione con l’ uso di nuove tecnologie (Vittorio Corradino) e da un responsabile operativo dei servizi speciali e delle pubblicazioni del Comune (Guido Valdini). A ciascuno di loro va un compenso annuo lordo di 42 mila euro. Gli altri giornalisti che operano nella struttura comunale, ognuno con specifici settori e assessorati di competenza, sono Gaetano Cafici, Dario Lo Verde, Patrizia Mercadante, Salvo Messina, Clara Minissale, Fabio Piedimonte e Alberto Samonà. Il loro compenso è di 36.500 euro all’ anno (tranne che per Lo Verde, che ne percepisce 39 mila). – ALBERTO BONANNO

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