PALERMO – Atto aggiuntivo. Tecnicamente lo definiscono così. E per qualcuno fa già rima con “guai”. Ne sa qualcosa l’ex dirigente del Lavoro Anna Rosa Corsello, sospesa per sei mesi dopo la discussa stipula di un atto di quel tipo col Formez. Una “protesi” alla convenzione originaria da due milioni di euro per l’assistenza al piano “Garanzia giovani” sulla quale si sono concentrate le attenzioni della Procura. Che sta provando a verificare se dietro a quell'”appalto” ci fosse la promessa di assunzione di un gruppo di dirigenti. Mentre la burocrate finiva nel calderone delle polemiche e delle indagini del Tribunale, l’altro dipartimento interessato ai mega progetti per i ragazzi, cioè quello della Formazione, stipulava un atto analogo. Cambia, di fatto, solo il costo, un po’ più economico: 900 mila euro per l’assistenza del “Piano giovani”.
Atto aggiuntivo, dicevamo. Che servirà per finanziare le attività del 2016. E che si aggiunge, appunto, alla convenzione originaria, stipulata nell’ottobre scorso e costata già alla Regione 4,5 milioni di euro. Di fondi europei ovviamente. Ma la scelta in sé sembra smentire le stesse parole di Rosario Crocetta. Che dopo il “caso Corsello” tuonò: “Basta con questi affidamenti. La storia della dirigente ha dimostrato che il sistema che coinvolge le altre società è fallito. Da adesso in poi utilizzeremo le risorse interne alla Regione”. Macché.
Nel frattempo i due mega piani per i giovani fallivano miseramente. La Regione infatti riusciva a spendere solo cento dei quasi 180 milioni stanziati per Garanzia giovani, mentre riusciva a perdere 160 milioni destinati ai ragazzi tramite il Piano di giovani. Quello per il quale il governo regionale ha deciso di sborsare alti 900 mila euro da destinare al Formez, società che fa capo al Ministero del Lavoro. La stessa alla quale – stando all’accusa della Procura – Anna Rosa Corsello avrebbe chiesto di assumere un gruppo di dirigenti.
“Quello al Formez – spiega il dirigente generale del dipartimento Formazione Gianni Silvia – è come se fosse un affidamento ‘in house’, visto che anche la Regione partecipa alla gestione di questo ente”. Quindi, nessuna gara, nessun avviso per affidamenti milionari. “L’obbligo di rispettare le norme di evidenza pubblica – sottolinea Silvia – non spetta alla Regione ma all’ente stesso che riceve l’affidamento. Dovrà insomma dimostrare che le risorse siano utilizzate nel rispetto di quelle leggi”.
Insomma, spetta al Formez fare le cose “per bene”. E del resto, l’impegno è ben retribuito: l’ente ha incassato solo in un anno e mezzo qualcosa come 8,9 milioni di euro dalla Regione per affidamenti destinati all’assistenza tecnica. Sia per Garanzia giovani che per il Piano giovani. Lo stesso che prevedeva il “click day” per i tirocini dei giovani, naufragato tra i problemi tecnici e le accuse politiche. Quelle che portarono allo scontro frontale l’ex assessore Nelli Scilabra e l’allora dirigente alla Formazione Anna Rosa Corsello. In quella vicenda saltò fuori un’altra frequente abitudine a concedere affidamenti senza gara. La società destinataria, questa volta, era la Ett. A questa, tra il 2012 e questa estate sono stati garantiti affidamenti per oltre un milione e mezzo. Sempre dalla stessa dirigente, Anna Rosa Corsello. Anche in questo caso senza una gara. Una scelta giustificata dalla “necessità”. Una emergenza durata appunto anni. E che non ha scongiurato il “crac” del Piano giovani, che il presidente Crocetta ha attribuito proprio alla società genovese. Ma anche in questo caso, le parole del governatore sono rimaste inascoltate. La stessa dirigente ha affidato altri due progetti proprio nei mesi scorsi. “Adesso basta: di queste attività dovranno occuparsi i dipendenti regionali” ripete da mesi il presidente. Ma Piano giovani e Garanzia giovani restano una benedizione solo per le società esterne.

