I siciliani tornano al voto: il Risiko dei ballottaggi - Live Sicilia

I siciliani tornano al voto: il Risiko dei ballottaggi

Agrigento, Carini, Augusta, Floridia: tutte le sfide e i colpi di scena
VERSO IL VOTO
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Il secondo tempo del film delle elezioni amministrative regionali ci regala quattro sfide all’ultima scheda. Gli elettori di Agrigento, Carini, Floridia e Augusta, muniti di mascherina, domenica e lunedì torneranno ai seggi per eleggere i loro primi cittadini. L’esito degli accordi post voto consegnano un quadro abbastanza complesso e accattivante.

Agrigento: così è se vi pare

Scenari pirandelliani caratterizzano il teatro politico agrigentino. Un primo colpo di scena si era verificato già al primo turno con l’exploit del candidato che non ti aspetti: Francesco Miccichè, sostenuto dai Fusaro’s boys di Vox e dal big autonomista Roberto Di Mauro. L’outsider ha chiuso un accordo con il centrodestra che dovrebbe avere tre assessori in giunta: uno a testa di Forza Italia, Diventerà Bellissima e Udc. La decisione del gotha del centrodestra agrigentino sarebbe legata al caso “Iacolino”, l’ex consigliera, in polemica con gli azzurri, al primo turno si è schierata con Lillo Firetto e che gli ex compagni di strada volevano espungere dalla lista degli assessori designati da Firetto.  Il sindaco uscente tenta la riconferma con la stessa coalizione del primo turno: Pd, Italia Viva e liste civiche legate al deputato autonomista Carmelo Pullara. Non prenderà parte a questo secondo giro di valzer, invece, la candidata di Lega e Fratelli d’Italia, Daniela Catalano, esclusa dal ballottaggio.

Carini: il pentastellato ribelle sostiene il centrodestra

In provincia di Palermo, a Carini, il ballottaggio tra Giovì Monteleone, candidato sostenuto dal Pd e dalla sinistra, e Salvatore Sgroi, appoggiato da svariate realtà centriste, renziani e meloniani si arricchisce di colpi di scena. Galeotto fu l’apparentamento. Così Sgroi oltre a incassare il sostegno di musumeciani e leghisti ottiene anche quello dell’ex candidato grillino Ambrogio Conigliaro (indicato come assessore). Una decisione che ha scatenato non poche reazioni. In primis quella del gruppo pentastellato dell’Ars che “prende le distanze” da Conigliaro, che potrebbe finire sul banco degli imputati dei probiviri grillini, ribadendo che il Movimento non darà indicazioni di voto ai ballottaggi.

Augusta e Floridia: tra big e apparentamenti tecnici

Ecco lo scenario della provincia siracusana. A Floridia, dicono i bene informati, molto è stato dettato da vicende locali. A sfidarsi saranno Marco Carianni, vicinissimo al deputato Giovanni Cafeo, e Salvo Burgio che dalla sua ha  “Ora Sicilia” e tre big sponsor: Edy Bandiera, Pippo Giannuso e Pippo Gianni). Alla fine le ipotesi di apparentamento sono naufragate. Il centrodestra che aveva sostenuto l’ex sindaco Limoli non chiude l’accordo con Burgio e nemmeno Cristian Fontana, candidato di FdI. Stessa storia per il Pd che aveva sostenuto la candidata Faraci e al secondo turno resta a casa. Diverso il caso di Augusta, qui il primo turno certifica la fine dell’era pentastellata. Si volta pagina. La sfida al secondo turno tra i candidati civici Giuseppe Di Mare (centrodestra) e l’ex sindaco Pippo Gulino (centrista) è segnata da un apparentamento “tecnico” che, nei fatti, blocca il premio di maggioranza in consiglio. Le due liste di centrosinistra a sostegno di Carrubba scelgono, infatti, per questo secondo di convergere su Gulino.  L’ultima parola spetterà agli elettori.


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