I veterinari e il randagismo: | "Stato d'emergenza"

I veterinari e il randagismo: | “Stato d’emergenza”

I veterinari e il randagismo: | “Stato d’emergenza”

La posizione dell'Amvi.

L'allarme
di
1 min di lettura

PALERMO – Il randagismo in Sicilia richiede la dichiarazione dello stato di emergenza, permettendo alle autorità pubbliche, centrali e regionali, di ricorrere ad interventi speciali, misurabili e a termine. E servono norme più stringenti per l’ accesso ai veleni. E’ questa la posizione del presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, Marco Melosi, dopo gli episodi di avvelenamento di cani nel trapanese e nell’agrigentino.

Il presidente di Anmvi Sicilia, Pippo Licitra, dice: “La veterinaria siciliana non è disponibile ad utilizzare i razzi della Corea del Nord per farsi ascoltare o per essere invitata ai tavoli decisionali che la politica organizza nei momenti di emergenza”. “Più volte – aggiunge – utilizzando le sale dell’assemblea Regionale abbiamo rappresentato la difficoltà gestionali del randagismo in Sicilia, si è gridata la necessità di una interlocuzione continua con le parti politiche per affrontare un problema che all’interno della nostra categoria viene vissuto con grande attenzione e preoccupazione. Adesso la politica non scavalchi la nostra categoria per fare largo a chi ha sicuramente maggior peso elettorale, ma non il ruolo specialistico e di presenza territoriale che noi veterinari -con i nostri studi, ambulatori, cliniche e servizio pubblico – rappresentiamo sul territorio”. L’Anmvi, impegnata in programmi di sterilizzazione volontaria dei randagi in varie regioni ad alto tasso di randagismo, chiede un piano ad hoc per la Sicilia: identificazione anagrafica e sterilizzazione programmata sotto una regia veterinaria e di sanità pubblica. (ANSA).

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI