Al Biondo 'Il Casellante' | Dal 7 al 12 marzo

Al Biondo ‘Il Casellante’ | Dal 7 al 12 marzo

Al Biondo ‘Il Casellante’ | Dal 7 al 12 marzo
Valeria Contadino (Foto Antonio Parrinello)
Palermo
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PALERMO – Il teatro Biondo di Palermo, da 7 al 12 marzo, ospiterà ‘Il Casellante’, di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale. Lo spettacolo, con la regia di Dipasquale, vede impegnati Moni Ovadia, Valeria Contadino, Mario Incudine, Sergio Seminara e Giampaolo Romania. Musiche dal vivo con Antonio Vasta e Antonio Putzu. Musiche originali di Mario Incudine, con la collaborazione di Vasta. I costumi sono curai da Elisa Savi, le luci da Gianni Grasso. Lo spettacolo è una produzione Promo Music–Corvino Produzioni, Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Comune di Caltanissetta

‘Il casellante’ è, tra i racconti di Camilleri del cosiddetto “ciclo mitologico”, uno dei più divertenti e, allo stesso tempo, struggenti. Ambientato in Sicilia, terra di contraddizioni, narra la vicenda di una metamorfosi. Ma questa Sicilia è la Vigàta di Camilleri, che diventa ogni volta metafora di un modo di essere e ragionare le cose. Dopo il successo ottenuto con le trasposizioni per il teatro de Il birraio di Preston e La concessione del telefono, lo scrittore siciliano e il regista Dipasquale tornano nuovamente insieme per proporre al pubblico una nuova avventura, una vicenda affogata nel mondo di Camilleri, che vive di personaggi reali ma trasfigurati dalla sua grande fantasia di narratore. Una vicenda sospesa tra mito e storia, che disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica eppure paradossale.

Il casellante racconta di Minica – in attesa di un figlio – e di suo marito Nino, della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno, durante gli ultimi anni del fascismo. Nino, che nel tempo libero si diletta a suonare il mandolino, fa il casellante lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa. La zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari e fascisti che, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più sfrontati. Una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica.

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