Il 'caso Alcamo' finisce in Senato | Il M5S: "Bonventre spieghi" - Live Sicilia

Il ‘caso Alcamo’ finisce in Senato | Il M5S: “Bonventre spieghi”

Il senatore grillino Vincenzo Santangelo chiede che il sindaco della cittadina trapanese spieghi i motivi delle dimissioni annunciate e poi ritirate nel giro di 24 ore.

prima le dimissioni, poi il dietrofront
di
12 Commenti Condividi

PALERMO – Il ‘caso Alcamo’ approda in Senato. A riportare alla ribalta la storia delle dimissioni annunciate, e poi ritirate, del sindaco Sebastiano Bonventre è stato il senatore trapanese del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Santangelo. Lo spunto è dato dall’esame del decreto legge sul voto di scambio a Palazzo Madama: “La cronaca degli ultimi giorni ha portato alla ribalta la vicenda del voto di scambio elettorale lamentato nelle ultime amministrative del Comune di Alcamo che hanno visto eletto alla poltrona di sindaco Sebastiano Bonventre, del Partito democratico – ha affermato -. A noi del Movimento 5 Stelle interessa la tutela della dignità di tutti gli elettori liberi e quindi crediamo che il primo cittadino debba delle risposte alla cittadinanza, e soprattutto agli onesti elettori, sulla rinuncia a dimettersi dal mandato elettorale ricevuto”.

Risale a meno di una settimana fa, infatti, l’annuncio delle dimissioni del sindaco, ampiamente invocate proprio dal M5S e da ‘Alcamo Bene Comune’ in seguito a un filone dell’inchiesta della Procura di Trapani su un presunto voto di scambio alle scorse Amministrative del 2012. Dimissioni annunciate, ma immediatamente ritrattate. L’inchiesta cui il senatore Santangelo fa riferimento ha già portato ad alcuni arresti e all’emissione di avvisi di garanzia per tentata estorsione ai danni dell’ex senatore Pd, Nino Papania, che avrebbe subito minacce per l’ottenimento di posti di lavoro in cambio di voti. Nessuna replica da parte del sindaco Bonventre, che comunque non risulta ad oggi indagato. Contattato da Livesicilia, è risultato fuori sede “fino a lunedì”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

12 Commenti Condividi

Commenti

    Caro Dott Bonventre, ma chi glielo ha fatto fare??????

    Sig. Santangelo, ma secondo lei quello era così fesso da lasciare la poltrona di Sindaco con relativi emolumenti considerato i tempi che corrono : ” il pitittu fa acitu”

    Cosa fanno i deputati del M5S della regione siciliana. A mio parere toccherebbe a loro sollevare il caso del sindaco di Alcamo anche in rispetto dell’autonomia regionale.

    In una democrazia, che non degeneri in demagogia, il mandato rappresentativo deve essere pienamente eseguito fino ai limiti della sua scadenza: ed è antidemocratica ogni opposizione od ogni propaganda che voglia rompere innanzi tempo il patto concluso, su base elettorale, tra governo e popolo.

    E’ democratica ogni opposizione dialettica, cioè che incrementi, con ricchezza di istanze e di prospettive, l’iniziativa dei poteri responsabili e autorizzati.

    E’ antidemocratica ogni opposizione sofistica, cioè che voglia rendere impossibile l’esercizio di questi poteri.

    Quello che è scritto sotto è tratto da wikipedia

    Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, “popolo”, e agein, “trascinare”) che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Spesso il demagogo fa leva su sentimenti irrazionali e bisogni sociali latenti, alimentando la paura o l’odio nei confronti dell’avversario politico o di minoranze utilizzate come “capro espiatorio” e come “nemico pubblico”, utile alla formazione di un fronte comune, uniformato temporaneamente dalla medesima lotta e dunque scevro di dissenso interno.

    Esempi di demagogia
    •Alcibiade, celebre generale ateniese, perseguì una politica di potere personale piuttosto che venire incontro ai bisogni del popolo. Durante la guerra del Peloponneso promosse il tentativo di conquista della Sicilia (che ebbe esito disastroso) facendo leva sulla vanità degli ateniesi e promettendo che sarebbe stata una facile vittoria. Condannato a morte, non esitò a schierarsi dalla parte dei nemici di Atene pur di salvarsi.

    •Ne I promessi sposi, è un demagogo il personaggio di Antonio Ferrer, acclamato dal popolo per aver dimezzato il prezzo del pane con effetti immediati positivi (tutti avevano il pane) ma con effetti a lungo termine disastrosi (la farina scarseggiò sempre di più finché i popolani affamati assaltarono un forno, episodio descritto da Manzoni basandosi su un fatto realmente accaduto).

    •Nell’età imperiale romana (I – III secolo d.C.), quando una parte sostanziale della società era composta da nullatenenti e disoccupati, il potere politico favorì e assecondò le aspettative e i bisogni primari di questa fetta della popolazione, per ottenere consensi ed evitare rivolte. Il risultato è ben descritto dal poeta Giovenale in un celebre motto: “panem et circenses” cioè “pane e spettacoli del circo”. Venivano elargite razioni di cibo, denaro e spettacoli pubblici. I costi altissimi venivano sobbarcati dalle province dell’impero che pagavano ingenti tasse alla capitale.

    Ne deriva che attesa la lealtà unanimemente riconosciuta al Sindaco alcamese – al quale non si può attaccare nessuna impronta demagoga – sia un atto di giustizia, prima che di responsabilità, la permanenza del Dr. Bonventre al ruolo di Sindaco, al quale la popolazione alcamese lo ha chiamato a rivestire eleggendolo, democraticamente, a maggioranza.

    La magistratura farà i propri percorsi per assicurare alla verità ed alla giustizia, anche con la pena che sarà necessaria, le vicende che riguardano le ‘furberie misere e meschine’ di taluni demagoghi.

    Ci sono uomini che scelgono di esercitare la propria libertà vivendo la vita da protagonisti, piuttosto che da testimoni o, peggio, da spettatori.

    E quindi alla scelta di mortificarsi un domani davanti ai figli “Io c’ero, ho assistito al disastro della società e non ho fatto niente” li aiuterà a vivere con l’orgoglio di chi a gran voce potrà affermare “Mio padre ci ha insegnato che è molto meglio vivere la vita – e ne vale veramente la pena – da autentico protagonista, impegnandosi fino allo stremo delle forze per il bene comune”.

    Mai come adesso c’è bisogno di uomini che, accorgendosi dello sfascio della società, siano disposti a mettere in gioco la propria professionalità, la propria esperienza, i propri studi e quanto di buono fatto fino ad oggi nel proprio campo lavorativo (a testimonianza della serietà e della garanzia nell’assunzione degli impegni) a beneficio della società; con la consapevolezza di contribuire ad alimentare la speranza di un futuro migliore, per noi stessi e per le nuove generazioni.

    Ma si può guardare ad un futuro migliore soltanto se lo si costruisce nel presente, puntando alla verità della vita; con il coraggio di scegliere da che parte stare: anche perché “non fare” è comunque scegliere.

    Questi sono tempi di uomini responsabili e coraggiosi.

    E la nostra società è ad un passo dall’implosione proprio per la latitanza degli uomini responsabili e coraggiosi.

    Le generazioni future rideranno di noi e la storia ci individuerà come la generazione che ha fatto estinguere la propria civiltà perché incapace di trasmettere quanto ricevuto dalle generazioni precedenti, come già successo – la storia europea ci insegna – nell’Antica Grecia e nell’Impero Romano.
    Soltanto gli uomini coraggiosi – giova ripeterlo – sanno assumersi responsabilmente la scelta di continuare a onorare gli impegni, al fine di non esporre la popolazione alcamese ad immani ed irrecuperabili perdite economiche in caso di abbandono.
    Per questo c’è bisogno di uomini responsabili e coraggiosi.
    Onore, quindi, alla scelta del Dr. Bonventre di vivere la propria vita guardando al bene comune

    A prescindere dai vari scolasticismi appresi dal web e le varie frasi artefatte e abbastanza stucchevoli, il calibro politico che e` mancato in questa vicenda e in buona parte della storia italica e italiana, avrebbe dovuto spingere il personaggio in questione a prendere le distanze dagli avvenimenti in esame sia per evidenziare i propri inesistenti coinvolgimenti giudiziari che la presa di distanza anche dal dubbio di questi.
    Ma la storia ci insegna che soltanto in altri paesi europei questo e` accaduto.
    Il fatto piu` grave, come sara` consuetudine pensare fra 100 anni (forse) non e` tanto in se`, ma la bresbiopia dell`entourage.
    Buona continuazione.

    Ma Alcamo a differenza delle stragrande maggioranza delle città europee e siciliane ha una storia straordinaria testimoniata da quello che hanno lasciato le generazioni precedenti. Ma poi arrivò l ‘unità d’Italia e tutto precipitò nell ‘oblio e quello che fu il Regno delle Due Sicilie – terza potenza mondiale alimento dell’invasione piemontese – sparì con l’emigrazione di massa dei suoi abitanti umiliati e costretti nella miseria e nella povertà. Per questo Alcamo e la sua popolazione sono implose. A proposito ma quanti conventuali che non volevano lasciare i conventi sono stati fucilati ad Alcamo ? E quante conventuali ? lo chiedo perché in tutto il Regno ne furono fucilati ben 4.800. Anche se a dire il vero un grande uomo politico poi Alcamo l’ha avuto. Ops, scusate: era un sacerdote e come tale indegno di fiducia secondo l’orientamento dell’attuale cultura anticlericale. Ma se solo si mettesse in atto il 5% di quello che Don Rizzo fece …
    Questo il calibro politico che è mancato in Italia e nell’Italica gente.
    Se negli altri Paesi europei fosse successo qualcosa di diverso da quello che è successo in questi anni in Italia, oggi quei paesi non sarebbero anch’essi a rischio implosione. La Germania è un caso a parte ma secondo dati ufficiali sulla popolazione – germanicamente parlando – sarà la prima nazione europea a sparire entro il 2050 perché la stragrande maggioranza delle nascite già dal 2007 è di immigrazione soprattutto turca. E in Sicilia quasi un nato su due è figlio di immigrati anch’essi a prevalenza islamica. Come vede ci stiamo estinguendo. E quindi ben vengano uomini come l’attuale sindaco di Alcamo che a onor del vero ha già preso le distanze da tutto quello che è successo. Invito ad ascoltare l’intervista radiofonica – straordinaria pur nella sua drammaticità – rilasciata dal Dr. Bonventre. Mai come adesso c’è bisogno di restare uniti, per il bene comune.
    In ogni caso prima di scrivere bisogna conoscere tutti i fatti e non quelli più congeniali: il rischio è di cadere nella demagogia … Che ha trascinato nel baratro l’Italia.
    E adesso, giusto per un po’ di storia, godiamoci questo film ritirato dopo appena un giorno – per volontà dello Stato Italiano – dalle sale cinematografiche. Eppure c’erano i migliori attori del momento.
    Ma la storia la scrive chi vince …

    http://m.youtube.com/watch?v=Uw4cO5fTk2E

    So perchè set last supercazzola con scappellamento a destra come se fosse antani…

    Al tipo che vuole insegnare agli altri cosa sia la democrazia vorrei dire che la democrazia è prima di tutto rispetto delle regole. Il Sig. Bonventre è stato eletto al di fuori da queste regole e la democrazia che lei tanto sventola non lo avrebbe mai nominato Sindaco della sua città.
    La democrazia è un sistema che non prevede la vittoria con la compravendita dei voti da parte di balordi che facevano il lavoro sporco alle sue spalle.
    Adesso siamo tutti a conoscenza di quello che è successo perchè portato a galla proprio dalla magistratura.
    “… gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria …” (LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN ALL’INSEGNANTE DI SUO FIGLIO.)

    Sulla base del suo ragionamento – a dire il vero oggettivo – anche Crocetta deve dimettersi visti i risultati delle indagini di Messina e probabilmente anche di Alcamo stessa. Ed anche il Regno delle Due Sicilie restituirlo ai Borbone che ne fecero la terza potenza mondiale.
    Certo che degli attuali uomini di questa sinistra e di questo PD c’è da fidarsi.
    Sull’onda dell’emotività e del bisogno di giustizia il primo pensiero è proprio questo: dimissioni.
    Ma il vero quesito a cui rispondere adesso è: ma Bonventre è un buon Sindaco ? Vale la pena ritornare a votare ? Può costruirsi un percorso di lealtà con il Bonventre ?
    Altrimenti è pura strumentalizzazione.
    Certamente unanimemente diversa è la riflessione sulla presidenza della Regione; visti i risultati di 9 mesi della gestione Crocetta, per il bene dei siciliani e della Sicilia è indispensabile ritornare al voto.

    Cu pratica lu zoppu, all’annu zuppichia!.
    A buon intenditore poche parole.

    BRAVO!!!! Dott Bonventre ricordi anche che “cu si curca cu li cani agghiorna cu li puci”…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.