Dramma degli sfollati dopo il crollo |"Dormo in auto con i miei bambini" - Live Sicilia

Dramma degli sfollati dopo il crollo |”Dormo in auto con i miei bambini”

Sono stati evacuati per permettere la demolizione della palazzina pericolante, crollata parzialmente domenica. Da allora dormono in auto.

 

 

cortile doberdò
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CATANIA – Al buio e in strada da tre giorni. Non possono rientrare nelle proprie abitazioni dopo il crollo della palazzina di via Telefono, domenica notte alle 2. Tre nuclei familiari, sedici persone tra cui nove bambini, alcuni piccolissimi, da martedì scorso dormono in macchina o sui marciapiedi: le palazzine in cui abitano potrebbero essere state danneggiate dal crollo. Questo il motivo per cui non possono rientrare un casa. “Lunedì notte ci hanno ospitato in un albergo della playa e in un altro a Ognina – afferma Orazio Tringale, lui è padre di un bambino di un anno e quattro mesi. Il giorno successivo – prosegue – ci hanno portato in una comunità di accoglienza per migranti in via Stazzone, da cui siamo andati via. Non possiamo dividere la stanza con tutte quelle persone”.

Da martedì, dormono in macchina o, chi non ce l’ha, direttamente sui marciapiedi. Non possono lavarsi, non possono andare in bagno. Hanno difficoltà anche a comprare da mangiare e non possono cucinare. “Stiamo spendendo tanti soldi – aggiunge Tringale – ma mio figlio non mangia pasta da 3 giorni”. Sono stati in via Zurria e in via Dusmet, ai Servizi Sociali, ma sembra gli abbiano allargato le braccia: l’unica soluzione al momento sul piatto sembra proprio la comunità di accoglienza.

Ma loro, lì, non vogliono stare: “se il problema è legato alla parte di palazzina ancora in piedi – domandano – perché nessuno la butta giù? Basta una ruspa e, invece, da tre giorni, non si vede nessuno”. Se non i vigili urbani, in presidio permanente per evitare che le persone violino la zona transennata. Anche i detriti della parte crollata sono ancora lì, insieme ai fili della luce tranciati dalle pietre, per cui da giorni l’intera zona è al buio. “Io ho tre figlii e dormo in macchina fino alle 4:00 del mattino – afferma Nunzia Ventura – perché poi l’auto serve a mio marito che va a lavorare. A quel punto – aggiunge – continuiamo a dormire in strada, al freddo”.

Temono che le piogge possano peggiorare la situazione e chiedono risposte urgenti al sindaco di Catania. Chiedono di essere trattati con gli altri e di avere una sistemazione dignitosa. “Ma soprattutto – dice Giovanni Bordonaro – cogliamo sapere quando potremo rientrare nelle nostre case”. La scuola è iniziata ma i bambini non hanno dove lavarsi: per andare in bagno molti di loro superano le transenne ed entrano a casa. “Cosa dovremmo fare? – incalza Gaetano Buonconsiglio  – vogliamo la casa, vogliamo che si mette in sicurezza tutto perché adesso fa freddo e non possiamo continuare a vivere così. Siamo pazienti ma la pazienza non durerà a lungo”.

Da stanotte, in mancanza di risposte sono disposti a rientrare nelle loro case con la forza. “Ci buttino fuori i carabinieri – concludono – magari ci arrestano, così avremo un tetto e del cibo”. Soluzione che il Comune starebbe cercando, ma che non pare sia a portata di mano. “Non possiamo tenerli negli alberghi – afferma l’assessore al Welfare, Fortunato Parisi – ma ci siamo subito attivati per trovare un rimedio che abbiamo trovato stamani: le famiglie verranno opsitate in un B&B di via Garibaldi – sottolinea. Nel frattempo, conclude – parlerò con l’assessorato ai Lavori pubblici per effettuare le verifiche statiche e, con la protezione civile per accelerare la demolizione della porzione di palazzina ancora in piedi”.

 


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