Il Far West dei parcheggiatori | "E' una guerra tra poveri" - Live Sicilia

Il Far West dei parcheggiatori | “E’ una guerra tra poveri”

Uno dei feriti dalla fucilata del posteggiatore abusivo è stato operato. Lui, la sorella e il cognato gestiscono il Marilyn's Parking all'interno dell'ex Chimica Arenella. Al momento della sparatoria era presente la loro bambina di 5 anni: "Una tragedia sfiorata".

PALERMO – E’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico alle gambe Giuseppe Di Maria, l’uomo rimasto ferito davanti al suo parcheggio privato dell’Arenella (il Marilyn’s Parking) da un posteggiatore abusivo che ha improvvisamente impugnato un fucile e sparato. A colpirlo agli arti decine di pallini, ma nel mirino sono finiti anche suo cognato, Angelo Corona – ferito vicino ad un occhio – e la sorella Maria. Quest’ultima è stata ferita ad un braccio nello stesso momento in cui è riuscita a far spostare la sua bambina di 5 anni.

“Se non fosse riuscita a spingere la piccola – spiega l’avvocato Tommaso De Lisi, legale di Corona – lo sparo avrebbe colpito la bimba. A quel punto – aggiunge – la situazione già pericolosissima, si sarebbe trasformata in una tragedia. Corona ha aperto questo parcheggio da tre settimane – continua l’avvocato, e da allora ha sempre subito attacchi verbali. Quella che pian piano ha preso il sopravvento è stata un’atmosfera di intolleranza e insofferenza, poi sfociata in questa vicenda che non avremmo potuto prevedere. Per capire gli sviluppi dovremo attendere l’udienza preliminare, visto che Angelo Corona, la moglie e il cognato sono parte civile”, precisa De Lisi.

Nel frattempo, il 52enne accusato di tentato omicidio, risulta essere molto conosciuto nella zona dell’Arenella, specie da chi frequenta il Moro, il locale che si trova in fondo al viale principale dell’ex Chimica Arenella, sul mare. A partire da una coppia di giovani: “Davvero è stato arrestato? Non ne sapevamo nulla”, dicono. Non avrei pensato mai che avrebbe fatto una cosa del genere, sembrava una persona pacifica”. E c’è qualcun altro che prende le difese del posteggiatore. Si tratta di un residente della zona, un uomo sulla cinquantina che si schiera completamente con l’uomo, condannando però il suo gesto violento: “Non tutti i posteggiatori sono cattive persone. Lui probabilmente era esasperato. Fa da sempre sacrifici per garantire un pezzo di pane ai tre figli – racconta – ha vissuto in magazzini, in veri e propri tuguri. Dopo l’apertura di questo parcheggio si è visto strappare l’unica speranza di sopravvivenza”, conclude.

“A fargli eco è il titolare di un’officina della zona: “Sa qual è la verità? Che siamo in mezzo ad una vera e propria guerra. Una guerra tra poveri, dove si lotta per la vita”.

Ma come ha reagito, due notti fa, chi si trovava in quel piazzale? A raccontarlo è la madre del titolare del Moro, Maria Sposito: “Per fortuna tutto è successo intorno alle 22, quando non c’era molta gente. Anche qui al locale c’era solo qualcuno e per fortuna nessuno si è fatto male. Questo signore che ha sparato qui lo conosciamo tutti – aggiunge – e umanamente posso soltanto dire che mi era sempre sembrato un uomo buono.

Non so cosa possa avere alimentato il suo astio, non ho idea di cosa abbia fatto scattare la scintilla con questi signori. Noi – precisa – non abbiamo nulla a che vedere né con lui, né con il parcheggio privato. Non è nostro, né sapevamo che avrebbe aperto”. Ma c’è anche chi adesso ha paura: “Mio padre – dice una ragazza di 19 anni – dopo quello che è successo vorrebbe che non uscissi più, ma io non posso chiudermi in casa per colpa di cosa del genere. Continuando così – aggiunge – questa città diventerà un Far West”.

Della stessa opinione è una coppia che intorno a mezzanotte sta per entrare in discoteca: “Perché ogni locale non paga una persona che si occupi del parcheggio e basta? In questo modo si eviterebbero vicende simili ed ognuno avrebbe una zona prestabilita. Ma è impossibile che anche nel centro città, anche parcheggiando sulle strisce blu qualcuno ci obblighi a pagare. Io non dò un centesimo a nessuno e se dovessero graffiarmi la macchina li denuncerò, come tutti dovrebbero fare”.

Nel frattempo, il “Marilyn’s Parking” di Corona è rimasto chiuso. Tutto serrato sotto quella scritta “Aperti tutta la notte” e anche dei parcheggiatori abusivi non c’è l’ombra. “Ma non appena si rimetteranno – spiega l’avvocato delle tre vittime – torneranno alla loro attività. Hanno tutte le autorizzazioni per farlo, sono in regola, quindi non hanno nulla da temere”.

 


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