CATANIA. Comunque andrà a finire, i provvedimenti cautelativi della notte scorsa resteranno un’onta che non verrà mai più cancellata. Paga il Catania. Paga Catania. E pagano i catanesi. E qui, l’acquisto delle partite non c’entra. Il giocattolo del deus ex machina Nino Pulvirenti si rompe definitivamente e, questo, indipendentemente da quelle che saranno le sorti penali e sportive delle sette persone coinvolte nell’ennesimo scandalo del calcio nostrano. Incredulità e rabbia, tanta rabbia, hanno accompagnato stamane il risveglio dei sostenitori etnei e di chi da sempre si appassiona alle vicende della nostra terra.
“Che cosa accade adesso?”. E’ la domanda di tutti: è la domanda di ognuno. E ci mancherebbe. Di sicuro, sul fronte sportivo il Catania rischia come minimo la retrocessione in Lega Pro con susseguente penalizzazione; nell’incubo peggiore, invece, il club verrebbe radiato tra i dilettanti. Ancora troppo presto per parlarne, occorre attendere gli sviluppi, certo: ma è bene cominciarsi a farsi un’idea. Il silenzio stampa imposto con ferocia dal duo Pulvirenti-Cosentino in questi mesi è stato la pietra tombale su un rapporto con l’ambiente che è in malora non certo da questa mattina: niente, da mesi ormai, è più com’era un tempo. I tifosi rossoazzurri lo hanno detto in tutte le salse: “Così non va”. Ma, sul fronte opposto, non vi è stata alcuna reazione: solo silenzio. Tutto nel silenzio, come la notte scorsa.
Nino Pulvirenti prende in mano le redini del Calcio Catania nell’estate del 2004. Il nuovo patron viene dall’esperienza in Seric C1 con l’Acireale e la cavalcata è subito trionfale con l’approdo immediato in Serie A. Seguiranno stagioni memorabili con salvezze più o meno tranquille e con la piazza di Catania che diventa un vero e proprio “talent show” di allenatori. C’è la costruzione dell’avveniristico centro sportivo di Torre del Grifo ma, nel mezzo, ci sono anche la rottura col lo storico braccio destro di sempre Pietro Lo Monaco ed il fallimento della compagnia aerea di “marca” Pulvirenti, WindJet. E’ l’inizio di una discesa incomprensibile perché sul campo il Catania perde la massima Serie trovando la salvezza in B solo all’ultima giornata. La notte scorsa arrivano gli arresti domiciliari per lui, l’ad Cosentino, l’ex ds Delli Carri ed altre quattro persone.
Il Catania retrocederà, è banale dirlo già adesso. A non retrocedere saranno, invece, i colori rossoazzurri. Perché la Storia (con la S maiuscola) è un’altra cosa.

