PALERMO – L’imperativo ora è non sbagliare anche il colpo delle Amministrative. In casa centrodestra si ragiona sulla sconfitta nella battaglia referendaria che in Sicilia ha assunto proporzioni inaspettate per il fronte del ‘sì’. In prima linea nella volontà di analizzare cosa non è andato c’è Fratelli d’Italia. Uomini e donne di Giorgia Meloni in Sicilia chiederanno un chiarimento agli alleati in ragione di una riflessione su quello che ritengono “un errore di valutazione” da parte dei partiti della coalizione.
FdI chiede un check agli alleati
“Chi ha pensato che non fosse un passaggio importante ha sbagliato”, rileva una voce autorevole di FdI. Tra gli osservati speciali Forza Italia e la Lega. Partendo da questi presupposti, i meloniani di Sicilia chiederanno al governatore Renato Schifani di riunire la coalizione per analizzare il voto e fare il punto sui prossimi passaggi a breve termine. E tra questi ci sono soprattutto le elezioni amministrative. Nella visione di FdI le Comunali hanno occupato “troppo” i pensieri degli alleati rubando il posto al referendum che, invece, era considerato centrale dal governo nazionale. A questo punto, però, si può ragionare sulle Amministrative.

L’opinione della Lega
La necessità di un “chiarimento politico nella coalizione” è stata evidenziata a caldo anche dal coordinatore regionale della Lega, Nino Germanà. Il senatore messinese ha cercato di stemperare (“non bisogna cercare i colpevoli”) ma ha anche avvertito: “Senza analizzare questa sconfitta e metterla a frutto rischiamo di andare a sbattere”.
Il dibattito in Forza Italia
La sconfitta al referendum ha rianimato anche il dibattito interno a Forza Italia. “È un segnale da non sottovalutare, un forte campanello d’allarme per il centrodestra nel suo complesso e, per quanto ci riguarda, in particolare per la tenuta di Forza Italia – ha evidenziato l’europarlamentare Marco Falcone -. Le nostre roccaforti vanno difese con impegno e vicinanza alla gente, non considerate per acquisite”.
Referendum, l’interpretazione di Palazzo d’Orleans
A queste sottolineature ha risposto Palazzo d’Orleans facendo filtrare la propria analisi sul voto referendario: “L’esito va letto senza forzature politiche”, perché “non si è trattato di un voto identitario, né produce effetti sugli equilibri dei governi nazionale e regionale”. Considerazioni figlie di un presupposto: “I cittadini si sono espressi su una riforma costituzionale, non su chi la sosteneva”. Il voto degli italiani al referendum, nell’interpretazione data dai piani alti di Palazzo d’Orleans, è stato “di difesa, non di proposta, trasversale e difficilmente riconducibile agli schieramenti”.
Le Amministrative: chance di rivincita o passaggio rischioso
Con il referendum ormai agli archivi, ad ogni modo, il pensiero è rivolto alla prossima tornata di rinnovo di sindaci e consigli comunali: l’occasione per il centrodestra siciliano di una pronta rivincita, ma anche una rischiosa chiamata d’appello. Una seconda chance da non sbagliare per partiti che sostengono il governo regionale. Per questo, ancora una volta, dai lidi meloniani arriva un invito agli alleati: “Scegliere i nomi migliori e che possono rappresentare le maggiori probabilità di vittoria, cercando sempre l’unità della coalizione”.
Comunali, il tavolo delle candidature
Da Marsala a Messina, passando per Agrigento ed Enna, non ci sono candidati a sindaco di marca FdI. Le sorti del centrodestra sono affidate a nomi scelti dagli alleati. La constatazione carica di ulteriori responsabilità il voto del 24 e 25 maggio agli occhi dei ‘Fratelli di Sicilia’, che ora sembrano volere prendere in mano il timone della coalizione.

