Crocetta: "Dina e Clemente? | Non credo siano gli unici casi"

Crocetta: “Dina e Clemente? | Non credo siano gli unici casi”

Crocetta: “Dina e Clemente? | Non credo siano gli unici casi”

Giorgio Ciaccio, componente pentastellato in commissione Bilancio: "L'arresto di Dina? Nulla di nuovo, ne avevamo chiesto le dimissioni da tempo".

LE reazioni politiche
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PALERMO – A margine della conferenza stampa convocata per illustrare le novità su Patto dei sindaci e Piano rifiuti, il presidente Crocetta torna sulla vicenda degli arresti di stamattina: “Ritengo – ha detto – che non sia piacevole sapere, a prescindere dalla formazione politica alla quale appartenga, di misure cautelari. Sono fatti che mettono grande tristezza. Ma credo che l’applicazione delle leggi contribuisca ad arrivare alla giustizia. In un sistema democratico le responsabilità sono personali, non si può parlare quindi di interi partiti come l’Udc. Sarebbe scorretto. Io tra l’altro di questa vicenda so pochissimo. Ci inquieta sapere che oggi ci possa essere ancora voto di scambio con la mafia. Ma è anche vero che io ho sottolineato in questi due anni che la politica ha ancora dei rapporti con la mafia. All’Ars non sono convinto però che il voto di scambio sia limitato a quei casi. Ci sono punte grigie, e anche nere. Ma non coinvolgiamo tutto il parlamento dove ci sono anche persone oneste. C’è ancora un sistema affaristico e mafioso – ha proseguito Crocetta – che ha rapporti con la politica. Io dall’inizio ho scelto di separare i poteri dell’esecutivo da quello del parlamento. E credo sia una scelta assolutamente giusta. E ringrazio la politica per avere accettato questa scelta. Non discuto sulle responsabilità individuali. Nessuno può essere condannato prima di un processo. C’è anche una certa sofferenza perché un esponente fa parte di un partito della maggioranza. Ma devo dire che nessuno di questi ha mai operato pressioni nei confronti di questo governo”.

Sempre il governatore: “A volte di fronte a fatti del genere pensiamo che servano nuove leggi o un nuovo ordinamento. Io non credo sia così utile in fondo. Anche io ero perplesso sulla candidatura di Dina. E infatti non andai nemmeno ai comizi. Ma quando si candidò con noi non aveva alcun carico pendente. E la politica non può certamente fare i processi sommari alle persone. Devo essere sincero: l’Udc da tempo ha convenuto che Dina dovesse fare un passo indietro. Certamente lui non potrà più fare parte della maggioranza. E credo che andrà rivista tutta la commissione bilancio. Anche perché qualche altro nome che non mi piace lì dentro c’è”.

 

“L’arresto di Nino Dina? Nulla di nuovo, ne avevamo chiesto le dimissioni da tempo perché noi a differenza di altri leggiamo le carte e abbiamo ben chiaro come agisce certa politica. Ora il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone non faccia finta di niente, la commissione Bilancio va azzerata”. Lo dice il deputato dei 5stelle Giorgio Ciaccio, che è anche componente e segretario della commissione Bilancio dell’Ars, presieduta proprio da Dina. “È grave quanto accaduto – aggiunge – ma non siamo sorpresi. Dalla commissione Bilancio passano tutte le norme di spesa, basti pensare solo a quelle che riguardano le migliaia di precari bacino elettorale di certa politica”. Il M5s aveva chiesto la rimozione di Dina subito dopo l’inchiesta sulle ‘spese pazze’ nei gruppi parlamentari.

“È giusto che la magistratura la dove accerti violazioni di legge e reati svolga la sua azione con durezza. Non conosco l’inchiesta, ma amareggia che esponenti del Parlamento siciliano siano coinvolti in vicende di voto di scambio addirittura con ambienti mafiosi”. Lo dice all’ANSA il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta commentando gli arrestati dei deputati regionali Nino Dina e Roberto Clemente per voto di scambio. “Più volte ho sollevato il tema del rapporto, che ancora continua, tra mafia e alcuni settori della politica e dell’economia – aggiunge Crocetta – Ci sono personaggi che fanno parte del dibattito pubblico collettivo rispetto a pratiche politiche non chiare e dei quali parla anche la stampa democratica con riferimento ad affari loschi, come per esempio le pressioni sulla vicenda dei precari ex Pip licenziati”.

“L’onorevole Nino Dina si è autosospeso dall’Udc il 24 settembre dell’anno scorso quando, fatti diffusi dalla stampa, riferivano di un suo coinvolgimento in un’ altra inchiesta”. Lo afferma, in una nota, il segretario regionale dell’Udc siciliana, Giovanni Pistorio. “Alla luce dell’inchiesta odierna della Procura di Palermo – spiega il segretario dei centristi – quella decisione, in combinato con il codice di autoregolamentazione del partito, è confermata. Quindi l’onorevole Dina non fa parte dell’Udc”. “Nel ribadire pieno sostegno e fiducia nell’azione dei magistrati, auspichiamo che Dina possa fare chiarezza e possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati”, conclude Pistorio.

“Separare l’immagine e il ruolo dell’Assemblea regionale siciliana dai comportamenti penali e morali dei singoli è una vera fatica di Sisifo. Sono sempre più convinto che le inchieste siano dovute e necessarie, nell’interesse delle stesse istituzioni politiche, per fugare tutte le ombre ed individuare le responsabilità penali, che sono esclusivamente personali”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, in merito agli arresti di due deputati regionali.

Ma il senatore di Ilic, Franco Campanella obietta: “Altro che azzerare la commissione Bilancio dell’Ars, dopo gli arresti per voto di scambio di oggi, per molto meno persino un consiglio comunale sarebbe stato sciolto. Pur riconoscendo il principio costituzionale della responsabilità penale, i fatti di oggi uniti all’incapacità di questo parlamento regionale di svolgere il proprio ruolo, e cioè legiferare, dovrebbero indurre, per il bene della Sicilia, i restanti 88 deputati dell’Ars a dimettersi in blocco “.

“Gli arresti di oggi dimostrano ancora una volta come il tema del voto libero in questa città, sia ancora terribilmente attuale – dice il consigliere comunale di Palermo Francesco Bertolino – Il Comitato Partecipalermo, proprio sulla libertà di voto, aveva incentrato la propria campagna elettorale nel 2012; riteniamo che quanto avvenuto con gli arresti di oggi, al di là dell’esito processuale di queste indagini, fa emergere uno spaccato di una realtà cittadina ancora disponibile a barattare la propria libertà per qualche promessa o per una manciata di euro. Ancora una volta ribadiamo che il vero cambiamento, come ci ha insegnato Paolo Borsellino, lo fanno i cittadini dentro la cabina del voto con la propria “matita”, scegliendo candidati che una volta eletti difendano e garantiscano un’azione volta al bene comune. Il Comitato partecipalermo esprime solidarietà e stima ai magistrati che instancabilmente lavorano alla ricerca della verità e a difesa della giustizia”.

“Il presidente Ardizzone interrompa la pausa elettorale e convochi d’urgenza l’Ars per approvare il codice etico per eletti a cariche pubbliche e dipendenti regionali redatto dalla commissione antimafia”. Lo dice il vicepresidente della commissione regionale Antimafia, Fabrizio Ferrandelli in merito agli arresti di due deputati regionali. “La politica – aggiunge – ha il dovere di dare risposte immediate e segnali chiari alla società perché se c’è uno scranno che puzza a Sala d’Ercole e non viene immediatamente sostituito, sarà tutta l’aula ad essere maleodorante e io non ci sto”.

“Chi ha preferito far finta di non sapere è il Presidente Crocetta ed il Partito Democratico. Ora la maschera di legalità che questa legislatura si era data è definitivamente infranta””. A dirlo è Mariangela Di Gangi di Sel Sicilia, intervenendo sugli arresti che hanno coinvolto questa mattina gli esponenti di Udc e Pid.

 

 

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