“Il M5s ha bisogno anche di alleanze A Termini puntiamo sulla ricerca”

“Al M5s servono anche alleanze| Termini, puntiamo sulla ricerca”

Il neo sindaco Maria Terranova: “Avremmo vinto anche contro un centrodestra unito”
L’INTERVISTA
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TERMINI IMERESE (PA) – “Il M5s da solo non governa nei territori, dobbiamo prenderne atto: o decidiamo di stare all’opposizione a vita o incontriamo tante persone per bene e oneste e governiamo”. Parola di Maria Terranova, nuovo sindaco di Termini Imerese ma soprattutto protagonista di una vittoria elettorale alle ultime Amministrative siciliane che ha consacrato l’alleanza fra il Movimento cinque stelle e il Partito Democratico. “A Termini dobbiamo ripristinare la normalità e coniugare turismo e industria, puntiamo su un polo di ricerca tecnologica con l’Enel e l’Università”.

La sua vittoria è stata presa a modello delle future alleanze regionali, in tanti nel M5s e nel Pd hanno elogiato il modello Termini Imerese e i media ne hanno parlato in lungo e in largo. Come si sente a ritrovarsi protagonista di questo nuovo corso?
“Sicuramente fa grande piacere, ma ha comportato anche un grande senso di responsabilità sia prima che durante la campagna elettorale. Ora inizia la partita, quella vera, in cui dobbiamo dare risposte al territorio e fare di questa amministrazione un modello”.

Termini Imerese viene da due sindacature finite in anticipo…
“Proprio per questo bisogna ripristinare la normalità. Viviamo da anni una crisi economica e sociale devastante, specie dopo la mancata reindustrializzazione, e Termini è diventata un luogo in cui pensare insediamenti industriali che in altre parti della Sicilia sarebbero assolutamente inimmaginabili; da noi tutto è diventato ammesso e accettabile, pur di tamponare l’emergenza sociale. Adesso però si volta pagina”.

In che senso?
“Si opererà in modo diverso: ripristiniamo la normalità, riprendiamo le fila del territorio e coniughiamo industria e turismo, ossia due cose conciliabili. Non lo sono state fino a questo momento perché si privilegiava un tipo di industria che non abbiamo mai ritenuto compatibile col territorio, ora ci sono nuove chiavi di interpretazione: sostenibilità, ricerca, sviluppo, economia circolare”.

Cioè cosa immagina al posto della Fiat?
“Puntiamo a un polo di ricerca tecnologico in collaborazione con l’Enel e l’Università di Palermo, abbiamo un incubatore di imprese realizzato da Invitalia che è chiuso ma che può accogliere fino a 26 start-up. E tutti gli insediamenti dovranno rispettare la normativa ambientale europea: chi rispetta le regole è ben accetto, chi non rispetta il nostro mare troverà il Comune per la prima volta a fargli da ostacolo”.

Immagina interlocuzioni col governo nazionale e con quello regionale?
“Con quello nazionale assolutamente sì, ma intendiamo avviarla anche col governo regionale, dobbiamo fare rete perché è impensabile che un Comune possa affrontare tanti problemi senza dialogare con gli altri attori istituzionali. Ma puntiamo a fare tornare Termini un punto di riferimento nell’area metropolitana, da tempo ha perso centralità anche nei rapporti coi governi sovra-comunali e bisogna rimediare”.

Lei è sindaco da soli pochi giorni, come sta affrontando l’emergenza Covid?
“Teniamo la situazione sotto controllo, siamo a 13 positivi e 36 persone in isolamento obbligatorio, ho convocato per oggi un tavolo di esperti ma penso che vada migliorato il dialogo con l’Asp che ad oggi non funziona, come ha sottolineato anche l’Anci. Non possiamo permetterci errori”.

Torniamo alle elezioni. Qualcuno dice che avete vinto perché il centrodestra era diviso…
“Noi abbiamo offerto un nuovo modello di fare politica fatto da M5s, Pd e liste civiche. Ho sempre detto che quando pensavo alla mia coalizione pensavo all’incontro fra persone per bene che credevano e credono in una visione di futuro e in un progetto per Termini; abbiamo raccolto persone di buona volontà e la gente ha apprezzato il nostro forte senso di squadra, abbiamo fatto una campagna elettorale pulita parlando di soluzioni e proposte. Mentre il centrodestra ha fatto l’errore di condurre una campagna d’attacco noi non abbiamo mai risposto, abbiamo parlato solo di temi senza scivolare in altro. Per questo avremmo vinto anche col centrodestra unito, tant’è che abbiamo avuto un grosso margine. La gente poi era stanca, voleva una rottura netta e lo ha dimostrato”.

Qualcuno dice che il senatore Lumia abbia tifato per lei…
“Non lo conosco, non l’ho mai sentito e nessuno della mia coalizione lo ha mai fatto. Pensiamo al nuovo da ogni punto di vista”.

A Termini si è celebrato anche il matrimonio fra M5s e Pd, come sta andando?
“Abbiamo costruito e condiviso in questi anni un percorso d’opposizione che supera le mie personali aspettative, stiamo lavorando per la prima volta senza mettere bandierine. La mia giunta è fatta da tre persone che non sono del Pd, né del M5s ma solo civici. Ho voluto al mio fianco persone che sappiano affrontare tematiche e sfide, ragioniamo solo in un’ottica di competenza. Il nostro modello ha funzionato benissimo”.

Un modello valido anche per le Regionali del 2022?
“Assolutamente sì, io amo concentrarmi sul mio territorio ma il nostro è un modello da riprendere anche a livello regionale. Sono le persone a fare la differenza, se si è in grado di condividere un progetto comune che ben venga. La politica è pluralità di donne e uomini che condividono un progetto e pluralità non significa perdita di identità. Il M5s non ha perso la sua identità, ci siamo arricchiti incontrando tante persone che hanno la nostra visione di futuro”.

Il M5s è andato bene a Termini, ma male altrove. Cosa non ha funzionato nel resto della Sicilia?
“Non saprei, posso solo dire che per tre anni sono stata all’opposizione, a Termini abbiamo lavorato bene con i parlamentari nazionali e non ci siamo mai staccati dal territorio”.

A livello nazionale ci sono due anime del M5s che si fronteggiano: quella di chi vuole l’alleanza stabile col Pd e quella di Di Battista che invece guarda ad altro. Lei con chi sta?
“Io ho intrapreso un percorso chiaro, non sono per gli schieramenti ma per il progetto e il M5s da solo non governa i territori comunali, dobbiamo prenderne atto. O decidiamo di stare all’opposizione a vita o incontriamo tante persone per bene, oneste e governiamo i territori. Il mio percorso parla chiaro, il M5s deve continuare questo percorso che ho intrapreso e in cui credo”.


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