'Il mio reparto Covid è pieno, ma non a causa del Covid...'

‘Il mio reparto Covid è pieno, ma non a causa del Covid…’

Le parole del primario di Villa Sofia.
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Stiamo vivendo una specie di paradosso. Il mio reparto Covid è pieno di pazienti. Ma sono pochi, soprattutto i non vaccinati o quelli che non hanno completato il percorso con la terza dose, a essere ricoverati per gli effetti del virus. La maggior parte è qui perché è positiva, ma ha un altro importante problema di salute”.

Il dottore Baldo Renda ne aveva viste tante già prima, nella sua vita precedente, come la nostra, alla pandemia. Quello che è venuto dopo ha immensamente accresciuto il suo bagaglio di esperienze incredibili. Da direttore della Terapia intensiva dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo ha una visione specifica dell’evoluzione delle cose. Ora racconta che molto è cambiato.

“Sì, è vero – dice il primario – nelle prime ondate c’erano soltanto pazienti con gravissime polmoniti provocate dal virus. In parte ci sono ancora, come dicevo, i non vaccinati o anche alcuni vaccinati solo con due dosi, quasi nessuno con tre, se non fragilissimi e immunodepressi. Ora vediamo soprattutto positivi. Il paziente neurochirurgico, quello che ha subito un incidente, quello che ha una patologia cardiaca grave… Si scoprono positivi, magari in un altro ospedale, e arrivano qui. Ma non sono qui per le conseguenze del Covid”.

Il dato pone un problema di affollamento. “Non abbiamo mai meno di dieci-undici pazienti su sedici posti – spiega il dottore Renda -. Forse il sistema andrebbe ripensato e ogni struttura dovrebbe avere i suoi spazi dedicati al Covid”. La terza dose basta per proteggere dagli effetti gravi? “Se uno non ha problemi particolari di salute, sì – conclude il primario -. La quarta dose va senz’altro somministrata ai fragili, magari inserendo categorie che, in questo momento, non sono previste”.


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