PALERMO – “Prorogare le convenzioni per i servizi fino al 30 aprile per potere, nel frattempo, trovare la soluzione definitiva per tutti i lavoratori delle società partecipate in house delle province di Palermo, Catania e Caltanissetta”. Sono queste le richieste che la Fisascat Sicilia, unitamente alla segretaria provinciale di Catania rappresentata dal segretario generale Rita Ponzo e di Caltanissetta rappresentata dal segretario generale Alfonso Bellomo con la delegazione dei lavoratori, ha posto sul tavolo ieri nel corso dell’audizione davanti alla commissione Lavoro dell’Ars.
A rischio ci sono circa 600 posti di lavoro nelle società totalmente in-house Palermo Energia, Publiservice di Catania e Caltanissetta service. Si tratta di personale che espletano servizi essenziali per la collettività. La legge sull’istituzione dei liberi consorzi al posto delle vecchie province ha lasciato fuori questi lavoratori. “Una situazione inaccettabile – spiega Mimma Calabrò, segretario generale regionale della Fisascat -. Non possono esistere lavoratori di serie A e di serie B. Ecco perché abbiamo chiesto alle forze politiche di maggioranza e opposizione di fare approvare un emendamento alla legge di riforma che preveda uguali tutele per tutti i lavoratori, siano essi direttamente assunti dalle Province oppure dalle società in house. Nel frattempo si lavori a seri pian industriali per garantire la sopravvivenza delle società che effettuano servizi essenziali. registriamo positivamente la presenza dei rappresentanti di tutti e 3 i liberi consorzi e dei vertici delle partecipate poicè il ragionamento deve essere affrontato complessivamente trovando anche soluzioni che mirino alla razionalizzazione dei costi anche attraverso la costituzione, come già più volte ribadito, di società consortili”.

