PALERMO– “Aspettiamo un altro anno. Se la situazione non cambia chiederò di togliere l’intitolazione a mio padre e dirò di intitolare il parco a un mafioso. E’ l’unica arma non violenta che ho”. Così Alice Grassi sulla mancata apertura del parco palermitano di Acqua dei Corsari intitolato al padre Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991 perché si era rifiutato di pagare il pizzo agli estorsori di Cosa nostra. Il parco sorge su un’area in passato adibita a discarica. Recuperato nel 2009 e da sette anni chiuso (nel frattempo sui 5 ettari bonificati si sono prodotti danni per almeno un milione di euro), si trova in uno dei tratti più belli della costa palermitana, in passato luogo di richiamo per i grandi paesaggisti europei. Nel 2013 il Consiglio comunale votò all’unanimità l’intestazione del parco a Libero Grassi e, passati 4 anni dalla fine dei lavori, sembrava che l’apertura fosse imminente. Invece, “il parco è tutt’ora chiuso perché – spiega Aldo Penna, che fa parte del Comitato per l’apertura di Acqua dei Corsari – il Comune non ha ancora commissionato le analisi per la cosiddetta caratterizzazione del luogo: in pratica, qualcuno deve dire a cosa può essere adibita l’area partendo dai dati già acquisiti nell’analisi del rischio che non ha evidenziato (come certificato dall’Arpa) elementi inquinanti. Un banale passaggio burocratico”.(ANSA).
"Aspettiamo un altro anno. Se la situazione non cambia...".
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