Il Pd si riorganizza in Sicilia | Ecco i candidati alle segreterie

Il Pd si riorganizza in Sicilia | Ecco i candidati alle segreterie

Commenti

    che si metta in prima pagina l’elezione del segretario del pD come fa la gran parte dei giornali (compresi voi) in questo momento storico interessa a pochi specialmente se vi sono sempre le stesse facc in sicilia come altrove , se no si cambiano le persone e le idee non si va da nessuna parte, se non si stacca la spina ad ORLANDO in sicilia arriveranno a percentuali irisorie. Queste dei tre segretari aspiranti non costituiscono nessuna alternativa tantomeno a SALVINI e DI MAIO (forse ZINGARETTI……?)

    Siete ridicoli fate le primarie ma decidono le aree e correnti chi deve fare il segretario
    E ancora qualche convinto si mette in fila x votare le primarie

    Gli italiani, ed io lo sono in prima persona, non dimenticherà mai quello che avete fatto a noi durante il vostro governo abusivo.
    Siete alla fine.

    Ancora pd? Ma il 4 marzo 2018 non gli ha insegnato niente allora! Il popolo non vi vuoleeeeeee!!

    Con 2 euro si fa colazione con cornetto e caffè e ti danno pure il resto! Francamente pagare per mandare qualcuno a sedersi a 10.000 euro al mese il quale se ne strafrega di noi è troppo!

    Io voglio Faraone così alle prossime il PD perderà ancora voti. Prevedo una resa dei conti interna al PD Siciliano.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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