Il premier Conte non risponde|Ma al telefono c'è De Gregori

Il premier Conte non risponde|Ma al telefono c’è De Gregori

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Commenti

    E così anche De Gregori, uno dei più grandi cantautori italiani che ammiro e stimo anche come persona, ha provato quella sgradevole sensazione che prova un cittadino comune quando prova ad entrare in contatto con le Istituzioni e trova solo i muri eretti dalla burocrazia…

    Ricordo la figura del bigliettaio e mi sembra che quella presenza in più, garantisse maggior ordine e rispetto delle regole anche se, ad onor del vero, allora c’era molta più civiltà di adesso! Furono soppressi per tagliare i costi, risparmiando sempre e solo sul personale, come da prassi: il risultato fu, che ci fu più caos nei mezzi, molti non pagarono più i biglietti e le aziende municipali paradossalmente, finirono tutte in deficit! Oggi, anche a voler riproporre quelle figure, rischierebbero solo sulla propria incolumità personale, se provassero a far rispettare le norme!!!!

    Chiedo scusa, ma come si può facilmente evincere, ho sbagliato l’articolo dove postare un altro commento. Lo potete tranquillamente eliminare che io riposterò il commento in sede giusta…

    Non ci pensi più sig. De Gregori.
    Ora provo a chiamarlo io…

    De Gregori, secondo il mio modesto parere non hai perso niente .

    Ma poi, riflettendoci bene, cosa può importare a Conte, che si è scelto come portavoce uno che ha fatto il Grande Fratello, di interloquire con un uomo colto e raffinato come De Gregori? Parole sante: De Gregori, non si è perso proprio nulla!!!!

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Certa politica protegge le mafie, le mafie non prosperano senza il consenso della politica. Per cambiare bisogna eliminare vertici sbagliati. Fare scelte oneste, sensate rispettose. Fin ora non è cambiato niente. Scegliete meglio. Scegliete gli onesti.

Credo che a seguito di queste dichiarazioni tutti i rappresentanti di partito debbano manifestare apertamente, senza invidia, senza paura della competizione, a prescindere dagli ideali (qualora incarnati nel senso del dovere), solidarietà palese al dr. Ferrandelli. Ci vuole una "rivoluzione" del pensiero e dell'azione inequivocabile. I rappresentati di quartiere organizzino manifestazioni contro il pensiero mafioso, contro l'atteggiamento mafioso. Questa Deve essere"L'ESTATE CALDA DELL'ANTIMAFIA" che apra un modello di intervento capillare di ripristino della legalità e di incremento degli interventi psico-sociali. Il Monito doloroso di Monsignor Lorefice è chiaro e incisivamente profondo. E' un segno del Non ritorno. È ora di agire con coscienza, con responsabilità senza ma e senza se. ADESSO PALERMO RISORGA!

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