Il 'ricatto' di Salvini | M5s cosa farà? - Live Sicilia

Il ‘ricatto’ di Salvini | M5s cosa farà?

Un'alleanza innaturale, con conseguenze sotto gli occhi di tutti.

Semaforo Russo
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“Non può essere la geografia a decidere dove salvare i nostri fratelli: serve una condivisione di tutta la comunità internazionale per superare il conflitto tra cuore e ragione. Per destare attenzione è stato fatto abbastanza, questa situazione non può durare ancora”. Sono le condivisibili parole usate dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci al Meeting di Comunione e Liberazione commentando la vicenda che ha coinvolto la nave della Guardia Costiera “Diciotti” (alla quale, per inciso, va la nostra incondizionata solidarietà e ammirazione).

Parole, in una fase in cui la Lega cerca di mettere mani e piedi in Sicilia con un’accanita campagna acquisti (da noi gli aspiranti a salire sul carro dei vincitori, non importa se sfacciati anti meridionalisti fino a ieri, non mancano mai), che non potranno non avere rilevanza qualificando la recente (e criticata) visita di Musumeci nel regno nordista di Pontida quale semplice risposta garbata a un invito a presenziare insieme ad altri governatori e non come un’ammiccante condivisione delle politiche leghiste, sovraniste e xenofobe, in vista di probabili salti della quaglia all’Ars a favore dell’attuale risicata maggioranza.

Spostando lo sguardo a Roma l’odissea della “Diciotti”, e degli immigrati costretti a restare bordo per giorni violando diritto e diritti e ogni regola universale di umanità, evidenzia un dato politico assai rilevante se esaminiamo con attenzione le posizioni assunte dalle forze politiche attualmente nella stanza dei bottoni, M5S e Lega. Anzi, meglio, le diverse posizioni assunte all’interno delle due forze politiche, differenze nette se parliamo dei pentastellati più sfumate dentro la Lega che si mostra, con il vento dei sondaggi in poppa, monolitica attorno al leader maximo.

La domanda è una, al netto delle minacce di dimissioni di Salvini per “ricattare” probabilmente da ora in poi compagni di cordata e lo stesso Capo dello Stato e delle sue sfide estremiste alle istituzioni nazionali, compresa la magistratura, ed europee: fino a quando può reggere l’alleanza tra la Lega e il M5S? Un matrimonio innaturale, è bene tenerlo in mente, non frutto del voto del 4 marzo scorso ma di una scellerata legge elettorale sostanzialmente proporzionale (il Rosatellum) che può costringere partiti alternativi a mettersi d’accordo per dare un governo al Paese, pena il ritorno alle urne. Non mancherà al lettore di ricordare gli scontri in campagna elettorale e precedentemente tra grillini e leghisti, realtà politiche del “nuovo” (in verità la Lega di nuovo e di non compromesso con il passato non ha nulla) che si sono presentate con programmi complessivamente distanti rivolgendosi a bacini elettorali socialmente, economicamente e territorialmente diversi.

Adesso, a governo fatto e con un premier (Giuseppe Conte) che si aggira smarrito tra le stanze di Palazzo Chigi e le perplesse cancellerie di mezzo mondo, la partita quotidiana si gioca tra i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, quest’ultimo costantemente e artatamente cacciato in un cono d’ombra mediatico a seguito delle aggressive, per usare un eufemismo, politiche migratorie del sodale padano alias “io tiro dritto”, “io me ne frego”. In proposito, significativa l’irritazione di uno dei più alti rappresentati del M5S, Roberto Fico, terza carica dello Stato, nei confronti certamente del Salvini ma anche, direi soprattutto, di chi nel movimento di Grillo e Casaleggio gli va dietro perdendo progressivamente consensi e credibilità.

Il ragionamento non si ferma qui, il punto di rottura possibile non si limita alle politiche migratorie (ammesso che sequestrare una nave militare italiana e i suoi occupanti stremati possa definirsi “politica”) ma si estende a una consistente parte del cosiddetto “contratto” siglato dai due partiti per evitare il termine “alleanza” oggettivamente fuori luogo. I mercati (cioè i nostri risparmi non il lupo cattivo) seguono preoccupati le continue oscillazioni dell’Esecutivo e di singoli ministri su vari temi e settori, vedi per esempio il dibattito sulla revoca delle concessioni dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova, la Tav (alta velocità), il progetto Tap (gasdotto); i conti navigano in acque agitate e finora restano al sicuro solo grazie al competente e paziente ministro dell’Economia Giovanni Tria, un uomo sull’orlo di una crisi di nervi nel faticoso tentativo di tenere a bada, pure dinanzi all’Europa, le irresponsabili pressioni di improvvisati e scalmanati colleghi di governo in perenne campagna elettorale; ancora lontane appaiono ipotesi finanziariamente percorribili su flat tax, reddito di cittadinanza e quota 100 (la riforma della Fornero), tutte e tre promesse su cui, piccolo dettaglio, sono state vinte le elezioni.

La paura, in conclusione, è che aizzato dai sondaggi qualcuno che per ora si diverte a creare emergenze inesistenti e a giocare con la dignità umana di povera gente, costretta a fuggire da situazioni terribili, possa far saltare il tavolo gettando l’Italia in un baratro morale ed economico ancora più buio di quello in cui già si trova. Il M5S intende consentirlo?


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Commenti

    Siamo ripetere sempre le stesse cose. Lei Dott. Scrive come un chierico ed invece non lo è. Prediche su prediche. Abbiamo le teche piene. Ma può essere che si fa filosofia sulla accoglienza? Possiamo accoglierli tutti? Oh
    .Ma per favore Portateli a casa vostra. Campateli col vostro denaro. E POI SI FACCIA I FATTO DEL PD NON DEL M5S!

    Non si riesce proprio a resistere alla tentazione di gufare contro il governo. Non si capisce poi quale sarebbe la soluzione. L’Unione europea vuole andare avanti come si era accordata con Renzi, ossia tutti in Italia, nessun altro Paese vuole accoglierli e cosa si fa? si critica il Governo italiano anzichè criticare l’Europa…e i problemi sono…quanto potrà durare?
    W Faraone, Boldrini, Boschi, Martina, eroici, meno male che ci sono loro se finisce questo governo!

    Analisi condivisibile. In fondo in fondo bisogna considerare che la politica del duo Salvini – DiMaio è un annuncio dopo l’altro, una scorribanda dietro l’altra, grida ma nulla che riguardi davvero la condizione dell’Italia.

    Gentile Salvo, al di là delle sue, mi permetta, deboli “argomentazioni” – più propriamente slogan piuttosto abusati – le comunico che notoriamente esprimo i miei giudizi in assoluta libertà di pensiero e di coscienza, su qualunque argomento e su qualunque soggetto politico. Cosa che tra l’altro non mi comporta alcuna fatica per mia formazione personale ostile a qualunque forma di costrizione ideologica, morale e culturale, e perché non appartengo ad alcun partito o movimento politico. Cordiali saluti. Pippo Russo

    Salvini e Di Maio finiranno per litigare solo quando capiranno chi ci guadagna con questo governo.
    Gli italiani non ci guadagneranno.

    Salvini ci guadagnerà molto.

    L’ipotesi è che Salvini acceleri lo strappo per andare alle elezioni con un M5s ormai esploso nelle sue mille contraddizioni ed un’alternativa politica ancora non pronta, né a sx né a dx.

    Non confido in Di Maio che mi sembra un clone di laboratorio, né in Conte che mi sembra più inutile di quel che già sembra a vederlo.

    Perche’ si continua a parlare di profughi e povera gente quando in realta’ nella maggior parte dei casi stiamo semplicemente assistendo a un traffico di essere umani a scopo di lucro? Da una parte andiamo ad arricchire la crimninalita’ che ci specula e dall’altra (a meno che non si vogliano chiudere gli occhi) aumentiamo a dismisura la delinquenza nel nostro paese.

    Analisi ? Lei parla e scrive come i governi pd degli ultimi anni. Questi poveri migranti lasciano i loro paesi perché paesi europei come la Francia, tanto per citarne uno, si sono arricchite a spese loro. In Eritrea testa di ponte per trafficanti di ogni risma è in corso da anni una guerra fra etnie diverse nel silenzio generale dell’Europa che ha solo fatto affari vendendo armi.Per tornare a casa nostra, un ” migrante ” costa almeno
    € 35 al giorno senza contare spese sanitarie, amministrative e via discorrendo. Tralasciamo il fatto che le carceri offrono uno spaccato reale della forza lavoro che i ” migranti ” offrono, probabilmente per mancanza di meglio, alle varie mafie italiche. Tralasciamo quanti tra cooperative e benpensanti lucrano sull’affare migranti. Tralasciamo quanti, vedi Roma, dicono di guadagnare più sui migranti che con la droga. tralasciamo pure di dire che la nostra situazione economica meriterebbe un diverso approccio con il fenomeno migrazione, posto che non tutti coloro che arrivano hanno le carte in regola per chiedere di restare in Italia. Tralasciamo di dire che il loro rimpatrio costerebbe all’Italia cifre esorbitanti. Siamo un paese talmente impoverito che non può permettersi tali flussi. Non è vero che dove si mangia in tre si può mangiare anche in quattro, perché se la pentola è vuota lo è sia per tre che per quattro. In ultimo pensi a quanti ( creditori di banche, terremotati, operai ilva e pensionati a 250 anni ) sono stati massacrati da suoi, intellettualmente, sodali di pensiero pseudo sinistroide che ancora aspettano una parola o meglio ancora una soluzione ai loro problemi. Cordialmente.

    Io invece condivido totalmente l’analisi come al solito garbata, lucida e argomentata di Pippo Russo che tra l’altro, per me che seguo Livesicilia da anni, con il Pd non ha niente a che vedere, anzi. Basta leggere i suoi tanti articoli di critica. E, per essere chiari, del Pd non lo sono nemmeno io, voto 5 stelle dalla nascita del movimento ed è bene che si interroghi seriamente se continuare con il suicidio proSalvini.

    Gentile @furio, lei conferma una tesi: i migranti sono un nemico, senza di loro saremmo più ricchi e più belli. In realtà, nessuno di loro sceglie di venire qui, vengono per lo più dalla fame con uno straccio addosso.
    Sono un grave problema, va combattuta la speculazione che si è fatta sulla loro permanenza, ma trasformarli nel problema assoluto è un errore: ingrassa solo l’egoismo.

    Il Dott. Pippo Russo è un commentatore indefesso, commenta su tutto, su ogni argomento, si pone in cattedra, anche se lo nega, ad esternare valutazioni comportamentali, giudici etici e morali unilaterali, esortazioni e necessita di come e perché prendere le distanze su personalità politiche che altri apprezzano e apprezzare altre personalità che ad altri risultano indigeste e già sperimentate. Infatti, già sperimentate; Ha spiegato qualche tempo fa, in un articolo, perché la giunta Orlando in fondo non era così male e che sarebbe stato il caso di riconfermarla, e qualcuno gli ha dato ascolto, altri indirettamente non andando a votare e la Regione con la giunta Crocetta fece la sua parte, votando una legge elettorale “su misura”. Lo scempio sulla città di Palermo potè continuare, nel degrado e nell’incuria. Ma al di là della divagazione, credo che questo governo non è affatto razzista ma sta facendo una politica di buon senso, con uno straordinario ministro, Matteo Salvini, una politica in difesa dei confini nazionali e che imponga il rispetto dell’Europa all’Italia, anche attraverso una politica seria di distribuzione dei migranti aventi diritto, e interventi europei a sostegno dei Paesi dell’Africa.

    Però caro Un cittadino evidentemente le piace anche se lo avversa, tanto è vero che legge i suoi articoli e li commenta pure :-))). In realtà ci vuole qualcuno, si sia d’accordo o meno, che faccia riflessioni che stimolano il dibattito. Tra poco se continua così impererà il pensiero unico e soprattutto il silenzio.

    Sig. Giuseppe, ho l’abitudine di leggere gli articoli e le riflessioni anche di chi non condivido per avere il polso della situazione e fare le mie riflessioni.

    Gentile @Punto di Vista. Non ho la presunzione di confermare qualsivoglia tesi, le mie esternazioni si basano soltanto sui dati forniti dai mass media, che spesso ci propinano le tesi che più fanno comodo al politico di turno o di riferimento. Le riflessioni su riportate sono dati fattuali accertati. Non credo che il problema assoluto siano i migranti ma chi specula e vive alle loro spalle a cominciare dai politici, loro si veri egoisti, che come si dice a Napoli ” chiagnano e futtunu “.

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