Il sequestro di Etnaland: 'nessun depuratore e rifiuti sotterrati'

Il sequestro di Etnaland: ‘nessun depuratore e rifiuti sotterrati’ VIDEO

I risvolti dell'indagine coordinata dalla Procura di Catania
NEL CATANESE
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CATANIA – La Procura della Repubblica le ha definite “indagini complesse”. I militari del nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera di Catania hanno apposto i sigilli a una discarica abusiva, realizzata in un ampio appezzamento di terreno. Qui sarebbero stati incendiati metodicamente i rifiuti prodotti dal contiguo parco acquatico Etnaland.

Il sequestro di Etnaland

Il parco in questione è uno dei più vasti e noti della Sicilia. E ricade nel territorio di Belpasso.
Sono stati sequestrati anche mille metri cubi di rifiuti solidi urbani. Oltre alle attrezzature e ai mezzi utilizzati per compiere i reati.

Le indagini

Le indagini sarebbero scattate nell’agosto del 2022. In quell’arco temporale, il personale della Guardia Costiera, nel corso di un sorvolo di controllo del territorio di giurisdizione ai fini della tutela ambientale, avrebbe notato nell’area adiacente al parco acquatico degli scavi di considerevoli dimensioni. Contenenti importanti quantità di rifiuti.

Da lì, sarebbe scattata una costante attività di videosorveglianza. Al termine della quale si sarebbe verificato il “livello di gravità indiziaria che dipendenti o incaricati del parco acquatico Etnaland, ogni pomeriggio, dopo avere raccolto rifiuti del parco acquatico (solo in minima parte differenziati), li avrebbero trasportati nei terreni adiacenti alla predetta struttura ricettiva. Controllata da Francesco Andrea Russello. Imprenditore e presidente del CDA di Etnaland”.

Rifiuti incendiati e seppelliti

Di notte, sarebbero stati incendiati e seppelliti all’interno di una buca appositamente scavata nel terreno oggetto di sequestro e prospicente la discarica abusiva. La Procura di Catania ha disposto il sequestro dell’intera area.

Scrivono gli inquirenti: “Dai primi rilievi tecnici eseguiti si è appurato che tale illecita attività di incendio
e “tombamento” dei rifiuti si è protratta per diverso tempo nel terreno oggetto di sequestro. Che per inciso, da visure catastali, risulterebbe di tipo seminativo, cagionando di fatto un danno ambientale che al momento è in fase di quantificazione”.

Ed ancora: “Di seguito, sulla scorta delle indagini avviate ed a seguito di successivi approfondimenti investigativi, emergeva, altresì, che il parco non risultava dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale. Difatti la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019). Che non veniva sottoposta a rinnovo nonostante i numerosi ampliamenti a cui veniva sottoposta, nel corso del tempo, la struttura ricettiva.

Infine, tali ulteriori indagini si sono concluse con il deposito di un seguito di comunicazione notizia di reato. Con la contestuale perizia. Sulla base dei quali i Pubblici Ministeri richiedevano ed ottenevano dal Gip di Catania in data 23 gennaio 2026, un decreto di sequestro preventivo di tutta la struttura “Etnaland”. Impartendo contestuali e stringenti prescrizioni all’impresa al fine di ottemperare alle gravi carenze ambientali riscontrate e delegando, per la materiale esecuzione della stessa, gli ufficiali e agenti di P.G. della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Catania”.


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