PALERMO – Un sindaco leghista per la Palermo del 2022. L’idea è di Stefano Santoro, penalista di grido con una lunga militanza nel Movimento sociale italiano, ex assessore, eletto tre volte consigliere comunale, responsabile di uno dei dipartimenti del Carroccio, che ha pensato di lanciarla su Facebook raccogliendo centinaia di like e commenti. Un’uscita che qualcuno ha interpretato come una auto-candidatura e che ha animato il totonomi in vista delle prossime elezioni. “Io sindaco? Prima serve un accordo di coalizione, dico solo che il nostro partito ha tutte le carte in regola per esprimere un nome. E sono pronto a candidarmi al consiglio comunale”.
Perché Palermo avrebbe bisogno di un sindaco leghista?
“Palermo ha bisogno di un sindaco che sia espressione del centrodestra e, nell’ambito di questa coalizione, la Lega ha le carte in regola per esprimere un proprio candidato, donna o uomo che sia. La Lega ha dimostrato di saper amministrare bene in tanti comuni e in tante regioni con efficienza e capacità e questo può valere anche per Palermo”.
Ha concordato questa idea col suo partito?
“Io sono un dirigente della Lega, responsabile di un dipartimento, ma parlo da uomo politico che ha un suo passato. Ho iniziato a fare politica nel Fuan di Giurisprudenza, ho militato nel Msi, sono stato tra i più giovani delegati al congresso di Fiuggi che portò alla nascita di Alleanza nazionale, eletto tre volte consigliere comunale, dal 1997 al 2007, e assessore per nove anni”.
Ma gli alleati saranno d’accordo a riconoscervi la candidatura?
“Ho recepito con grande favore il dialogo tra Berlusconi e Salvini, la coalizione sarà coesa su candidati unici senza provocare tensioni all’interno dello schieramento. Nell’ambito di questo gentlemen’s agreement, c’è un impegno a selezionare uomini o donne di qualità a prescindere dal partito di appartenenza”.
Non sarebbe clamoroso avere un sindaco leghista a Palermo?
“E perché dovrebbe essere clamoroso? La Lega in Sicilia alle ultime Europee ha raccolto il 23% eleggendo due parlamentari europei”.
Le Comunali del 2017 sono andate peggio…
“Un’esperienza irrilevante, da cancellare. Non può essere ritenuta valida”.
Insomma, lei si sta candidando a sindaco?
“No, assolutamente. La scelta della candidatura spetta ai dirigenti provinciali cittadini, con la supervisione della dirigenza regionale: sapranno individuare all’interno del partito la personalità giusta, sempre che nell’ambito di un accordo nazionale Palermo venga assegnata alla Lega”.
Va bene, mettiamola così allora: se glielo chiedessero, sarebbe disponibile?
“Se il partito me lo chiede, assolutamente sì. Sono stato 5 anni all’opposizione di Orlando e ho amministrato per nove anni come assessore”.
Su cosa dovrà puntare il centrodestra alle prossime elezioni?
“Intanto sui rifiuti: la Sicilia deve dotarsi subito, Palermo compresa, dei termovalorizzatori. Non ci sono scusanti per non fare impianti ormai diffusi in tante regioni italiane e che non comportano problemi ambientali, anzi in molti casi producono energia. Così non si può andare avanti, qualsiasi sindaco davanti all’imbarazzante problema di Bellolampo non potrà fare altrimenti. Poi c’è la mobilità: il tram è un mezzo obsoleto che poteva andare bene 40 anni fa, noi ci siamo arrivati con incredibile ritardo a causa di una giunta di centrosinistra guidata sempre da Orlando negli anni Novanta. Palermo ha bisogno di una mobilità diversa e di importanti investimenti per il trasporto pubblico su strada: il 50% del parco mezzi di Amat e Rap è vecchio, servono anche nuove assunzioni. E se per avventura dovessi essere sindaco, prenderei un piccone e con le mie mani distruggerei tutti gli osceni cordoli che delimitano le più paradossali corsie ciclabili che soltanto Giusto Catania poteva realizzare, deturpando ulteriormente la città e restringendo le carreggiate, creando ancora più traffico. Chiederei poi di modificare subito il nome dell’assessorato di via Dante riportandolo all’originaria intestazione di assessorato alla Cultura e non alle Culture, prima viene l’identità italiana”.
Un programma ambizioso….
“I palermitani non devono mai più essere vessati: commercianti, artisti, musicisti devono essere aiutati. Bisognerebbe far diminuire in modo immediato le strisce blu in centro per andare incontro ai cittadini in difficoltà, via Roma oggi è un deserto; prima per aprirvi un negozio c’erano imprenditori disposti a pagare milioni, oggi non si riescono ad affittare i locali neanche gratis. Bisogna concedere il suolo pubblico a iosa, aiutando i commercianti e non punendoli, e poi serve abbassare notevolmente le aliquote comunali. Per la cultura dobbiamo offrire spazi teatrali, dando una speranza di rilancio, ma bisogna intervenire anche sui servizi”.
Cioè?
“Diamo ai privati il servizio di raccolta dei rifiuti, facendo transitare i dipendenti Rap nelle società che se ne occuperanno”.
Già circolano dei nomi per la candidatura a sindaco del centrodestra…
“Non esprimo giudizi, prima è giusto capire se all’interno del centrodestra Palermo può essere attribuita alla Lega come partito di maggioranza della coalizione. Confido nell’intesa tra Salvini e Berlusconi, in ogni caso il candidato dovrebbe corrispondere a elevati profili di formazione personale e di dimostrata capacità”.
La Lega nel 2022 che risultato farà a Palermo?
“Ottimo e se il candidato sindaco sarà della Lega ci sarà anche l’effetto traino. Ma indipendentemente da questo, sono convinto che la Lega otterà un grande risultato con una lista per il consiglio comunale molto importante per rappresentanza e qualità. Sono pronto a candidarmi al consiglio comunale per aiutare il partito e interpretare i bisogni dei palermitani”.

