PALERMO – Si vantava della sua capacità di infiltrarsi nella pubblica amministrazione e nella politica. E mentre parlava di politica il boss e imprenditore di Favara Carmelo Vetro fece il nome di Edy Tamajo e Salvatore Iacolino. Spiegava di averli sostenuti politicamente.
Vetro confidava all’imprenditore Giovanni Aveni, su cui pende una richiesta di arresto che passa dagli interrogatori preventivi, di avere fatto in passato campagna elettorale per il manager della sanità e per l’attuale assessore regionale al Territorio. Iacolino fu eletto nel 2014 per Forza Italia al Parlamento europeo, sempre per lo stesso partito alle Europee del 2024 Tamajo raccolse 121 mila voti. Forte il consenso ottenuto anche a Favara, paese originario di Vetro e dello stesso Iacolino.
“Non ho avuto alcun incontro, né ho mai conosciuto il signor Vetro durante quella affollatissima campagna elettorale”, ribadisce oggi Tamajo. Gli agenti della squadra mobile e della Dia di Trapani, assieme ai colleghi della Sisco di Palermo, avevano iniettato un virus trojan nel telefonino di Vetro. Agli atti dall’inchiesta che lo ha portato in carcere è rimasta un’autodescrizione di mafioso 2.0. Boss, imprenditore e anche massone che ha fatto della rete di relazioni la sua forza.
Così mentre Vetro descriveva i suoi rapporti con il dirigente della Regione siciliana Giancarlo Teresi saltarono fuori i nomi di Iacolino e Tamajo. Teresi, dietro il pagamento di tangenti, avrebbe favorito l’impresa An.Sa Ambiente del cognato di Vetro nell’appalto per il dragaggio del porticciolo di Mariella di Selinunte.
Nella stessa commessa pubblica, quando ci fu da trattare e trasportare una massa enorme di posidonia, entrarono in gioco Aveni e un altro imprenditore molto particolare: Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro e condannato per mafia.
Il nome di Aveni salta fuori anche nel filone messinese dell’inchiesta della Procura guidata da Maurizio de Lucia. La sua Arcobaleno srl di Milazzo avrebbe ottenuto l’accreditamento con l’Asp di Messina grazie all’intercessione di Iacolino a cui si sarebbe rivolto Vetro.
Oggi pomeriggio, mercoledì 18 marzo, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e sostituti Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino hanno convocato Giuseppe Cuccì e Giancarlo Niutta, rispettivamente direttore generale e amministrativo dell’azienda sanitaria provinciale messinese, come persone informate sui fatti. Dovranno spiegare cosa è accaduto nel corso dell’iter amministrativo. La Procura palermitana parla di pressioni subite per favorire Aveni e tagliare fuori un’impresa concorrente.

