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Avvocati, bilancio approvato| Il dissenso della minoranza

Disponibili 350 mila euro. Ma non c'è unità di vedute

 

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PALERMO – Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo ha approvato a maggioranza il bilancio consuntivo 2019 con un avanzo d’esercizio di oltre 350.000 euro.

Il presidente Giovanni Immordino, dopo l’approvazione della maggioranza consiliare, ha dichiarato: “Il pregevole lavoro del tesoriere avvocato Costanza e la prudenza ed oculatezza delle passate consiliature ci hanno consentito di recuperare importanti risorse nel nostro bilancio. Adesso ci occuperemo del bilancio preventivo per destinare questo tesoretto a favore degli iscritti.

Pensiamo ad una misura mirata nell’interesse dei colleghi palermitani, specie i più giovani – che più degli altri stanno vivendo la difficoltà economica dell’interruzione dell’attività professionale – attraverso la erogazione un contributo di sostegno, significativo e concreto, certamente più efficace di misure a pioggia che inciderebbero per poche decine di euro su tutti gli avvocati.

A questo scopo, sottoporremo il nostro progetto di bilancio all’Assemblea degli iscritti, che speriamo di convocare prima possibile, dopo di che avvieremo sollecitamente l’erogazione dei contributi”.

Ed ecco la nota dei consiglieri di minoranza: 

“Leggiamo in un comunicato che ‘il Consiglio dell’ordine ha approvato a maggioranza uno schema di bilancio consuntivo con un avanzo di esercizio di oltre 350.000 euro’ e che ‘tale avanzo verrà utilizzato come tesoretto a favore degli iscritti’.

Ebbene, il vero problema sta in quei due incisi: ‘maggioranza’ e ‘tesoretto’.

Ci sta a cuore rappresentare ai colleghi prima di tutto che noi, per primi, abbiamo evidenziato da tempo la necessità di  adottare delle misure concrete in favore di tutti gli iscritti, misure che adesso sono divenute urgenti per le conseguenze emergenziali derivanti dalla situazione drammatica che sta vivendo l’intero paese.

Ci corre l’obbligo di comunicare altresì che purtroppo siamo stati costretti ad esprimere voto contrario al progetto di bilancio per le ragioni di cui vi rendiamo edotti.

Già erano state evidenziate numerose criticità al progetto di bilancio consuntivo 2019, evidenziando le ragioni di carattere sostanziale, per le quali esso non poteva presentare, in realtà, alcun avanzo di gestione, almeno nella misura indicata.

Proprio ieri, infatti, alle ore 16:15, a seduta iniziata, il presidente inviava ai consiglieri una nota, redatta dal ragioniere consulente contabile, che riportava la data del 12.5.2020, nonché ulteriore documentazionea corredo del bilancio quale la relazione del Presidente e la nota integrativa al bilancio.

Al fine della necessaria e consapevole conoscenza dei contenuti e di ogni più opportuna valutazione, posta l’evidente discrasia tra il progetto di bilancio esaminato e sottoposto all’approvazione e i dati emergenti dalla detta nota, pervenuta in corso di seduta, da cui si desumevano scarse informazioni sulla costituzione del nuovo “tesoretto”, i sottoscritti chiedevano il differimento della discussione, richiesta che è stata ingiustificatamente rigettata.

Non avendo, comunque, ricevuto risposte in ordine alle evidenti “criticità” evidenziate con nota del 7.5.2020, i sottoscritti hanno votato contro l’approvazione del progetto di bilancio, non avendo rinvenuto nella documentazione trasmessa, questo “tesoretto” nella sua materialità, ma solo indicato de relato.

Quale “progetto di bilancio” la maggioranza abbia approvato, non è dato sapere, stante l’inesistenza in quella sede di almeno due documenti rilevanti (svincolo delle somme e verifica debitoria col CNF) e non portati  a conoscenza  ma sostanzialmente costituenti il “tesoretto”.

Lo schema di bilancio reso disponibile, fino alle 16,14 di ieri, ai Consiglieri riporta, infatti, un avanzo di gestione che differisce di oltre 300.000 euro rispetto a quello di cui è stata fatta menzione nel comunicato stampa di ieri da parte del nostro presidente.

Come approvare uno schema di bilancio in cui un fondo di svalutazione dei crediti di difficile esigibilità (contributi dovuti da oltre 10 anni ) diventa – a seguito dei rilievi della minoranza consiliare – “un fondo di riserva” non previsto neppure dal regolamento di contabilità?

Come approvare uno schema di bilancio senza che si sia fornita risposta alle legittime domande dei sottoscritti e con asseriti “tesoretti” che “spuntano” a seduta inoltrata, senza che sia consentito neppure di esaminane natura e consistenza e quasi certamente relativi all’anno in corso (2020) e non certamente al bilancio consuntivo del 2019?

Gli schemi di bilancio vanno redatti secondo i criteri previsti dalle norme e si approvano con dati certi, numeri verificati – e non certamente ancora da verificare, vedasi i crediti del 2013, e dati condivisi tempestivamente con tutti i consiglieri, perché tutti dobbiamo concorrere al rispetto delle regole per il bene dell’Avvocatura.

D’altra parte non possiamo che constatare che ancora oggi le domande e la richiesta di chiarimenti formulate dai consiglieri di minoranza, volte esclusivamente alla tutela dei principi che sovrintendono la

redazione di tutti i bilanci, vieppiù del bilancio del Coa, sono rimaste prive di riscontro.

Di contro è necessario che i colleghi sappiano che noi abbiamo proposto al Consiglio a favore degli iscritti, l’utilizzo di parte dell’importo che sarebbe residuato degli avanzi di gestione degli esercizi precedenti, pari a circa 3 milioni di euro, così come consentito dalle disposizioni del Decreto Cura Italia e dalle norme regolamentari al fine di potere, quantomeno, dimezzare il contributo di iscrizione e ciò nell’interesse di tutti gli iscritti.

Incomprensibilmente, invece, la discussione del progetto di bilancio preventivo è stata rinviata ad altra data, nonostante le nostre proteste

La verità è semplicemente questa: che ampie misure a sostegno di tutti i colleghi erano e sono adottabili anche senza l’utilizzo di “tesoretti” di cui, fino ad oggi, non abbiamo alcuna documentazione a sostegno. Basta volerlo”.

Avcocati Mario Bellavista, Michele Calantropo, Luca Librizzi, Ivana Mazzola, Valeria Minà, Daniele Solli, Luciano Termini

 


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