Lagalla dimettiti hai fallito, a Palermo non funziona niente mi dispiace che ti ho votato .

Lagalla dimettiti hai fallito, a Palermo non funziona niente mi dispiace che ti ho votato .
La solidarietà deve andare alla famiglia della vittima, che era disarmato, non ha minacciato nessuno e non meritava di essere ucciso.
Anche se lo vedranno i nipoti di quelli che avrebbero dovuto frequentare oggi va bene così, grazie comunque
Ieri a Palermo zona teatro Massimo non c'era traffico veicolare, ho visto che i vigili urbani esistono durante la settimana no ne vedo quasi mai. Volevo esortare i nostri politici a farci vivere meglio i vigili devono stare in strada anche quando non c'e' Mattarella , per controllare meglio la situazione dotate le auto di servizio di GPS per distribuire meglio le auto in citta' e concentarle dove c'e' piu traffico.
Tutti dentro!
BASTAA IL REVANSCISMO CI SEPPELLIRÀ TUTTI!
I Fasci Siciliani nacquero dopo il delitto Notarbartolo (1 Febbraio 1893), del quale fu mandante l’on. Palizzolo, uomo molto vicino a Francesco Crispi. Pompeo Colajanni, dell’allora Partito Socialista, denunciò il crimine con la pubblicazione del libro “Nel Regno della mafia” edito nel 1900. Il libro espone in modo cristallino come la mafia occupava sempre maggiore terreno perché aveva il sostegno della politica e pertanto, se si voleva contrastare, bisognava combattere le collusioni. In questo panorama nasce il primo grande movimento organizzato dei lavoratori che si ebbe non solo in Sicilia ma anche in Italia: il movimento dei Fasci dei lavoratori. Il primo nucleo si costituì a Palermo nel 1891 in occasione della nota “Esposizione Nazionale” ideata e attuata da Ernesto Basile. Una rappresentanza di operai milanesi entrò in contatto con gli esponenti del pensiero democratico in Sicilia: Nicola Barbato, Colajanni, Bernardino Verro, Giuseppe Giuffrida. La componente contadina era guidata da Barbato di Piana degli Albanesi.