In carcere i vertici del clan Pillera |Sentenza definitiva per Nuccio Ieni - Live Sicilia

In carcere i vertici del clan Pillera |Sentenza definitiva per Nuccio Ieni

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Gli imputati a piede libero sono stati arrestati. La Squadra ha eseguito anche altri ordini di esecuzione.

Giacomo Maurizio Ieni

CATANIA – Il boss Nuccio Ieni è finito in carcere. Con lui gli altri due imputati a piede libero del processo scaturito dall’operazione Atlantide che aveva disarticolato i vertici del clan Pillera Puntina. Le manette sono scattate quindi a Silvio Battaglia, di 52, e Riccardo Romano Di Mauro, di 55. I tre sono arrestati dalla Squadra Mobile di Catania (tranne Di Mauro quella di Milano) in esecuzione dell’ordine di esecuzione emesso dopo che ieri la Cassazione rigettando il ricorso presentato dal collegio difensivo ha reso definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Catania. Ieni, conosciuto come “Nucciu ‘u mattuffu” deve scontare una condanna a 9 anni di reclusione, mentre Di Mauro e Battaglia a sei anni. Già in carcere (per altra causa) gli altri imputati per cui la condanna è diventata definitiva: Vincenzo Battaglia, Corrado Favara e Giuseppe (detto Bimbo) Saitta. Sarà interessante leggere le motivazioni dei giudici della Suprema Corte anche perché in primo grado gli imputati erano stati assolti e il Tribunale aveva messo in dubbio nella sentenza l’esistenza stessa di una cosca Pillera. L’operazione scattata oltre 10 anni fa aveva portato in manette 37 persone. Polizia e Guardia di Finanza avevano messo il luce “il mondo sommerso” fatto di aziende e negozi che facevano riferimento al clan. Il denaro sporco veniva investito per l’acquisto di armi.

Per dovere di cronaca i difensori di Riccardo Romano, gli avvocati Ignazio Danzuso e Vito Distefano rappresentano di avere depositato il 28 giugno 2017 alla Procura Generale della Repubblica di Catania una nota per comunicare che il proprio assistito si sarebbe recato presso la città di Milano il giorno 4 luglio specificando anche il numero del volo e la struttura ove si sarebbe recato per il pernotto, in attesa di presentarsi il giorno dopo presso il carcere di Opera in caso di rigetto del ricorso.

GLI ALTRI ORDINI DI CARCERAZIONE. La Squadra Mobile, inoltre, ha eseguito altri sette arresti in esecuzione di ordini di esecuzione emessi dalla Procura Generale. Dietro le sbarre Francesco Centauro, esponente del clan dei Cursoti-Milanesi. L’uomo deve scontare una pena a 2 anni, 11 mesi e 14 giorni per mafia e traffico di droga. Carcere anche per Gianluca Albiero, condannato a 4 di reclusione per stupefacenti. Si sono aperte le porte di una cella anche per Umberto Ferro, che deve espiare la pena di 1 anno e 7 giorni di reclusione per droga. Condannato per rapina e ricettazione Michele Colajanni, che deve scontare 4 anni di detenzione. Infine sono otto i mesi di carcere per Mario Bosco, 10 mesi e 6 giorni per Paolo Egitto e 3 mesi per Fabio Setteducati

 

 

 


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