Incendi e interessi criminali: Feltri sentito dall'Antimafia - Live Sicilia

Incendi e interessi criminali: Feltri sentito dall’Antimafia

La Commissione regionale presieduta da Claudio Fava ha voluto convocare l'imprenditore dopo il rogo che ha devastato la sua azienda agricola.
L'AUDIZIONE
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CATANIA – Un’azienda distrutta. Un sogno in fumo. L’emergenza incendi in Sicilia non sta facendo sparire ettari ed ettari di bosco, canneti e macchia mediterranea, ma anche imprese agricole e allevamenti. Come quella di Emanuele Feltri, imprenditore che ha deciso di mettere radici nelle terre di Paternò. Nelle scorse settimane diversi roghi, appiccati su più fronti nel medesimo orario, hanno ingoiato le coltivazioni in contrada Sciddicuni, a ridosso dell’oasi di Ponte Barca, nella valle del Simeto. Una devastazione che Feltri ha denunciato attraverso i social.

La sua testimonianza è stata raccolta anche dalla Commissione antimafia all’Ars, presieduta da Claudio Fava. Feltri ha raccontato quando accaduto: ulivi distrutti, animali bruciati. Dall’audizione sono emersi due filoni che andranno approfonditi: uno criminale, uno politico-istituzionale.

Sette incendi in quattro contrade in contemporanea non possono essere frutto di una casualità. E ci sono diverse piste su quale potrebbe essere la regia criminale che ci sta dietro ai piromani. E se in alcune zone potrebbe esserci la mano della mafia rurale, nella zona del Simeto – così come altre aree siciliane – ci potrebbe essere un’interesse economico-finanziario legato alle energie alternative. Su questo “zone d’ombra” la Commissione Antimafia ha in programma una serie di audizioni.

Ma c’è anche il tema della macchina dell’antincendio. Che presenta problemi notevoli. Già i vigili del fuoco denunciano da anni l’incapacità di poter garantire un servizio all’altezza per una serie di carenze sia per le risorse umane e di mezzi. E poi quanto fatto sul fronte degli incendi boschivi non convince i sindacati di categoria. Ci sarebbero ritardi nella campagna di prevenzione degli incendi. Quest’anno l’emergenza è partita già a giugno. La Commissione, dunque, vuole comprendere se con il suo lavoro d’inchiesta può stimolare la Regione a risolvere quest’annosa questione. Che è anche collegata ai dipendenti forestali.

Intanto su quanto sta accadendo a Paternò la Prefettura ha pianificato per domani mattina un incontro del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza.


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