Incendio al campo: migranti protestano bloccando la strada

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"Chiediamo una sistemazione dignitosa".
CASTELVETRANO
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CATELVETRANO – L’incendio, la tragedia, la protesta. Un gruppo di circa 50 migranti scappati stanotte dal campo spontaneo dell’ex ‘Calcestruzzi Selinunte” che è andato a fuoco, sta bloccando in segno di protesta la strada provinciale 56 tra Campobello di Mazara e Selinunte.

I migranti hanno sistemato pedane in legno e reti al centro della carreggiata. “Chiediamo una sistemazione dignitosa – dicono i manifestanti – devono capire che noi siamo un valore perché senza di noi non si potrebbero raccogliere le olive. Noi siamo tutti fratelli, sia quelli con permesso di soggiorno sia quelli sprovvisti”, hanno sottolineato i migranti. Sul posto carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale.

Il Prefetto di Trapani Filippina Cocuzza ha convocato un Tavolo tecnico urgente per le ore 12,30 di oggi a seguito dell’incendio che stanotte ha distrutto il campo spontaneo di migranti stagionali nell’ex ‘Calcestruzzi Selinunte”, sulla SP56 a Castelvetrano. Alla riunione sono stati invitati, tra gli altri, il sindaco di Castelvetrano Enzo Alfano e il collega di Campobello, Giuseppe Castiglione. Nell’ultimo Tavolo era stato deciso l’allestimento di due campi con unità abitative fornite dalla Regione (tramite l’Ufficio speciale immigrazione), uno a Campobello e un secondo a Castelvetrano. Al momento, però, i container non sono ancora arrivati.

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