Inceneritori, un coro di no: |"Sarebbe un passo indietro"

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Culotta del Pd: "Opere faraoniche". Grasso (Grande Sud): "Sicilia usata come luogo dell'economia renziana".

Le reazioni politiche
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3 min di lettura

PALERMO – Prosegue lo stillicidio di critiche all’idea del governo nazionale di realizzare due megainceneritori in Sicilia. “Non sono d’accordo con la proposta di creare degli inceneritori in Sicilia. Le considero opere faraoniche, che tra l’altro, per essere messe a regime avrebbero bisogno di almeno 5 anni. Nella nostra regione ci sono aree che non solo raggiungono alti trend di raccolta differenziata, ma che addirittura hanno aderito da tempo alla strategia nazionale ‘rifiuto zero’. Sarebbe come chiedergli di fare un passo indietro. Non si può pensare di liquidare la questione rifiuti con un intervento di questo tipo. Bisogna avviare un piano regionale organico che aumenti i servizi di raccolta e sensibilizzi di più la popolazione”.  Lo dice Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd, commentando la decisione della Conferenza delle Regioni di costruire due termovalorizzatori in Sicilia

. “Dobbiamo trovare le condizioni per  uscire dalla fase di stallo gestionale in cui siamo caduti. La  Regione – conclude Magda Culotta – dovrebbe esprimersi sulle piante organiche proposte dai Comuni e avviare un piano di impiantistica che guardi all’innovazione, a piattaforme per la raccolta differenziata e per il compostaggio, realizzandole in poco tempo”.

Critica anche un’altra deputata-sindaco, Bernardette Grasso secondo la quale la vicenda “è la dimostrazione piena di come il Presidente della Regione e il PD siciliano, dopo aver svenduto l’autonomia finanziaria della Sicilia, si apprestano ad utilizzare oltre che come salvadanaio per lo Stato la nostra terra come luogo ‘dell’economia renziana’”.

Seecondo la Grasso “appare del tutto illogico l’imposizione di tecnologie obsolete e dannose per l’ambiente attraverso una imposizione dell’alto senza coinvolgimento dei territori coinvolti, e non può essere accettata la soluzione del Governo Regionale che in risposta al Governo Nazionale propone in maniera unilaterale sei mini inceneritori. Appare indifferibile ed inevitabile che l’assessore regionale per l’Energia riveda in tempi brevissimi e, sicuramente prima del necessario incontro Stato-Regione il Piano Rifiuti, prevedendo la potestà organizzativa dal ciclo dei rifiuti, in capo agli Enti Locali, quale soggetto responsabile della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Non vorremmo – conclude la deputata di centrodestra – che anche questa vicenda serva esclusivamente a consolidare appetiti economici che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze del territorio e dell’ambiente della Nostra Isola”.

“I dati forniti da ISPRA ci dicono che in Sicilia la raccolta differenziata nel 2014 è ferma a poco più del 12%, addirittura in diminuzione rispetto al 2013. In questa condizione l’ipotesi della costruzione di inceneritori nella nostra regione rischia solo di creare nuovi disastri. Qualsiasi intervento che non parta da misure reali per avvicinarsi all’obiettivo del 40% di riciclo serve soltanto a rinviare e nascondere i problemi”. Cosi il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto cofirmatario di un’interpellanza al ministro dell’ambiente sul progetto di costruzione di impianti di incenerimento dei rifiuti. “Ancora una volta- prosegue Palazzotto-. si cerca di affrontare il tema dei rifiuti ricorrendo a idee vecchie e ricette superate, senza provare a intervenire alla fonte. Puntare sull’incenerimento – conclude Palazzotto- in presenza di un trend che vede la diminuzione consistente della produzione di rifiuti, in Sicilia la produzione di rifiuti è diminuita di quasi 300mila tonnellate dal 2010 al 2014, è una scelta miope che non guarda al futuro”.

“Inceneritori, termovalorizzatori, raccolta differenziata qualcuno ci spieghi con chiarezza attraverso quale sistema si vogliono smaltire i rifiuti in Sicilia”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che aggiunge: “Stiamo leggendo una serie di notizie controverse. Mentre la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema del premier che prevede due impianti anche in Sicilia, il sottosegretario Faraone dichiara che bisogna lavorare per avere impianti a emissioni zero e raccolta differenziata. Non vorrei che lo stato d’emergenza in cui l’Isola si trova da anni sul fronte della spazzatura inducesse alla confusione perché gli inceneritori sono impianti superati e non è vero che i termovalorizzatori sono a impatto zero. Si lavori piuttosto in modo serio per una raccolta differenziata e per il riuso dei rifiuti. Invito l’assessore Vania Contraffatto a fornire spiegazioni in Aula affinché si possa chiarire definitivamente la questione”.

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