Internazionalizzazione del vino siciliano, un ponte con la Malesia - Live Sicilia

Internazionalizzazione del vino siciliano, un ponte con la Malesia

L'iniziativa della cantina Casa Grazia di Gela
LA STORIA
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GELA (CALTANISSETTA) – Inizia con una visita di grandissimo pregio la stagione della cantina Casa Grazia di Gela, già proiettata verso l’internazionalizzazione vitivinicola e culturale del 2023: il gioiellino di famiglia dei coniugi Grazia ed Angelo Brunetti ha infatti ospitato la scorsa settimana mister Wong Che Fui, imprenditore malese nel campo del food&wine in visita nell’Isola ed Emmanuel Messina, anch’esso imprenditore di origini siciliane, ma da tempo residente ad Abu Dhabi dove si occupa, fra le altre cose, di trading di prodotti ‘made in Sicily’.

Gli ospiti internazionali, molto conosciuti nel campo dell’imprenditoria asiatica, sono stati condotti nella visita dalla padrona di casa, Grazia Di Francesco Brunetti, che ha mostrato la produzione della futura stagione vitivinicola. Gli accordi con la Malesia sono stati favoriti dalla top export manager Annamaria Aisha Tiozzo, attiva nel campo delle strategie di esportazione e nell’impatto delle prescrizioni religiose islamiche sui mercati, in particolare con riferimento ai paesi del sud-est asiatico e del Golfo. Ad accompagnarli anche il manager siciliano Ovidio Perra.

Gli ospiti hanno apprezzato tutti i vini degustati, in particolare quelli prodotti con i vitigni frappato e cerasuolo, frutto di un territorio che li nutre e li avvolge in un modo davvero unico. Top scorer dell’incontro, come possibilità di mercato, l’etichetta Euphoria, una versione molto raffinata in bollicine che propone Casa Grazia.

La cantina, che si trova a Gela, nasce da un sogno che racchiude in sé un destino.

Tutto parte nei primi anni del Novecento, quando la famiglia Brunetti inizia la coltivazione delle proprie terre e fra uliveti e frutteti, avvia la produzione di uve da mosto e di uva da tavola.

Negli anni Ottanta, quando impegni lavorativi portano Angelo Brunetti ad occuparsi di altro, è Maria Grazia Di Francesco, sua compagna di vita e di viaggio, a raccoglierne il sogno, prendendosi cura di quei vigneti, scoprendosi così donna del vino, affascinata dalla vigna.

Ma non solo: il luogo prediletto è il lago Biviere, luogo caro alla memoria popolare, riserva di specie protette e piante rare, che disegna un terroir particolare dalla spiccata sapidità, tratto distintivo dei vini Casa Grazia. Dal lago che genera, come un grembo fecondo, Maria Grazia ne raccoglie i frutti, diventando madre elettiva e premurosa, che esprime alla terra la propria gratitudine attraverso la cura e la dedizione con cui segue la crescita delle sue vigne.

Oggi Casa Grazia racconta, attraverso l’amore dell’imprenditrice per i suoi vitigni, la parabola di una storia personale e aziendale, dove i confini sfumano, felicemente, l’uno nell’altro. Ora, nella nuova stagione, l’azienda punta moltissimo sul progetto di internazionalizzazione.


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