Intervista a Cateno De Luca: il ciclone e le Regionali

“I danni del ciclone? Ecco di chi è la colpa. Cosa farò? Mi smarco…”

Cateno De Luca: "Schifani è rimasto solo"

Onorevole Cateno De Luca, come sta dopo la famosa onda anomala?
“Bene, per fortuna. Ma siamo sempre stati in sicurezza”.

Quel notissimo video ha fatto il giro del web: l’ondata che travolge i sindaci De Luca e Lo Giudice l’hanno vista ovunque. Nessuno, grazie a Dio, si è fatto male. L’emergenza vera del ciclone Harry comincia adesso, con tante persone in sofferenza e una quantità enorme di danni. Anche di questo si parla nell’intervista con ‘Scateno’ che si definisce ‘uno sturziano doc’ dopo l’appuntamento partecipatissimo di Caltagirone. Una iniziativa dai contorni politicamente ambiziosi.

Il ciclone Harry e le distruzioni: solo fatalità?
“Davanti a questi fenomeni che raccontano la svolta in chiave climatica non c’è molto da escogitare. Ma non si tratta solo di un evento avverso”.

In che senso?
“Ci sono opere di mitigazione dell’erosione e messa in sicurezza delle coste sancite da dieci anni, finanziate e messe a punto. Quei lavori non sono mai iniziati, i ritardi appaiono incredibili. Si tratta di omissione e inettitudine. Il caso di Santa Teresa che io ho sollevato è lampante. Da sindaco avevo ottenuto dieci milioni di finanziamenti per l’erosiome delle coste, ma le opere sono ferme. La Regione si è presa quattro o cinque anni per la valutazione di impatto ambientale. Per il Ponte sullo Stretto si sono impiegati non più di sessanta giorni”.

Il governo nazionale e quello regionale promettono interventi a tamburo battente.
“Ho spiegato al presidente Schifani cosa va fatto, durante una riunione in prefettura. Non ci si può limitare alle risorse, sono necessarie procedure di velocizzazione burocratica”

In concreto, secondo lei?
“E’ necessario che i sindaci diventino sub commissari almeno cinquanta comuni sono stati toccati dal ciclone, per dirne una. Ma soprattutto ci vuole un solo ufficio con una visione strategica delle debolezze del territorio. Non ha senso intervenire senza svuotare i torrenti a rischio esondazione. Tutto dovrebbe procedere in tre fasi”.

Quali?
“La prima, quella emergenziale, cioè mettere in sicurezza le comunità e la vivibilità. Seconda e terza fase parallele: la progettazione, la sistemazione e la protezione delle infrastrutture danneggiate Altrimenti tra due anni saremo allo stesso punto, con gli stessi rischi. Altra drammatica questione da affrontare è la condizione dei lidi balneari. Si va verso la liberalizzazione assoluta con la direttiva Bolkestein nel 2027. Chiediamo subito una moratoria di almeno cinque anni, fino al 2032, proprio per le condizioni eccezionali sopravvenute”.

Altrimenti?
“Sarà una catastrofe turistica ed economica, perché nessun imprenditore investirà per soli due anni di attività residua”

Ha avuto pure lei l’impressione di una sottovalutazione generale del ciclone in Sicilia?
“I grandi media se ne sono sbattuti… Se non fosse stato per il video dell’onda anomala, che ha coinvolto due sindaci in trincea, non sarebbe stato notato per niente. Almeno, così, si è saputo”.

Cosa ha colto dall’appuntamento di Caltagirone, con l’esempio di don Luigi Sturzo sullo sfondo?
“Vede, io sono sturziano in profondità. Non nella teoria e basta, nella pratica. Perché conosco quanta sensibilità si deve possedere da amministratore, nella concertazione, nel dialogo con i corpi intermedi. Alla base di ogni politica è necessaria una visione complessiva e poi decidi. Altrimenti, siamo ai Re Sole, con cerchi magici malati pronti soltanto a dargli ragione a dire: quanto sei bello al sovrano di turno, che, alla fine di una mesta parabola, diventano re soli”.

A chi si riferisce, scusi?
“A Schifani certamente, un re solo. Come a tutti i presidenti della Regione, da Cuffaro in poi. C’è una maledizione su Palazzo d’Orleans, evidentemente. Lombardo che fine ha fatto? Schifani, sempre più isolato, che fine sta facendo? Abbiamo bisogno di giovani non degli ultrasettantenni che hanno mandato la Sicilia in rovina”.

Un argomento critico su cui insistiamo molto è la sanità.
“Che è peggiorata. Ma perché nessuno ha mai cambiato la riforma Russo che è del 2009? Che modelli alternativi si organizzano? Che proposte abbiamo sul tappeto? C’è un tema urgentissimo: l’accentramento del potere nelle mani della politica che lottizza e crea mostruosità. Ricordiamo tutti, purtroppo, la tragedia della professoressa Gallo e dei referti istologici in ritardo a Trapani”.

Proprio lei non rischia di rimanere solo, nel suo pencolare tra destra e sinistra?
“Guardiamo i fatti. Il centrosinistra è pieno di De Gasperi e Savonarola 4.0 che stanno insieme per battere il centrodestra. Il centrodestra sta insieme per continuare con il suo sistema clientelare. A me non interessa diventare presidente di una Sicilia che non cambia. Io combatto per il cambiamento”.

Dunque?
“Dunque, per ora, mi smarco. Costruisco il mio programma, punto per punto, coinvolgendo i giovani, i professionisti e chi non si è arreso. Il diciotto marzo presenterò il governo di liberazione a Palermo. Non me ne frega niente delle poltrone. Non ho nemmeno l’ambizione di essere il più bravo, però non è che veda in giro tanti Maradona…”.

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