Ipotesi di sanatoria sulle coste | Esplode la polemica - Live Sicilia

Ipotesi di sanatoria sulle coste | Esplode la polemica

L'emendamento di Fazio è in discussione all'Ars. Il Pd: "Uno sfregio". Insorge anche Legambiente.

Il ddl sull'edilizia
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PALERMO – “Allarme” sanatoria. Non è bastato il “no” della commissione Territorio e ambiente all’Ars. Il deputato trapanese del gruppo misto Girolamo Fazio ha riproposto in Aula l’idea di una sanatoria per le costruzioni realizzate entro i 150 metri dalla costa. Si tratta di un emendamento aggiuntivo che sarà discusso martedì prossimo, quando Sala d’Ercole dovrebbe dare il sì definitivo alla legge in materia di edilizia. E alle porte del voto d’Aula, infuria la polemica.

“Ci auguriamo che prevalga il buon senso e che nella seduta dell’Ars di martedì prossimo, quando si concluderà l’esame del testo unico per l’edilizia, nessuna iniziativa parlamentare tenti di introdurre norme di sanatoria”. Lo dicono il segretario regionale Pd Fausto Raciti, la capogruppo Pd Alice Anselmo la presidente della commissione Territorio e Ambiente Mariella Maggio. “Il recepimento del testo unico per l’edilizia rappresenta un passaggio importantissimo per mettere ordine a un settore fondamentale nella nostra regione. Se dovessimo arrivare a discutere in aula emendamenti di sanatoria – aggiungono gli esponenti del Pd – facciamo appello a tutte le forze politiche, ad iniziare da quelle di maggioranza, per respingere in maniera compatta, senza ambiguità o doppiogiochismi, quello che suonerebbe come uno sfregio alla Sicilia”.

Duro anche il commento del parlamentare nazionale del Pd Marco Di Lello, segretario della commissione bicamerale antimafia: “Abbiamo già visto più volte negli ultimi tempi come mafia e abusivismo vadano spesso a braccetto. Nessun cedimento dunque può essere previsto. Siamo certi che il Pd siciliano e i suoi amministratori rispediranno al mittente le argomentazioni di chi vorrebbe introdurre una nuova nuova sanatoria in Sicilia”.

“Sarebbe una vergogna inaudita per l’Ars approvare questo emendamento”, è il pensiero di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. “Ritengo che, vista la sua gravità, il governo non potrebbe fare altro che impugnare questa norma regionale – aggiunge il deputato del Pd -. Di questo ho già parlato con il ministro Galletti, che ha promesso di attivarsi”.

L’ambientalista Gianfranco Zanna fa, invece, appello al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone perché blocchi l’emendamento sulla sanatoria. “So che la scelta non è semplice, c’è da valutare i contenuti veri della nuova proposta dell’on. Fazio, che non è stata apprezzata da nessun altro organismo parlamentare, visto che il testo presentato in Aula è sostanzialmente diverso e, se permette, più grave per gli effetti e i danni che potrebbe causare, di quello bocciato nelle settimane scorse dalla Commissione di merito dell’Ars”, scrive il presidente di Legambiente Sicilia al presidente di Sala d’Ercole. Al quale chiede di “compiere una profonda riflessione e un’attentissima valutazione, sapendo che la Sua scelta può evitare che il Parlamento siciliano incorra nella sventurata ipotesi di scrivere un’altra pagina penosa della sua storia“.


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Commenti

    e allora se non passa l’emendamento manderete le ruspe anche per la casa di Montsalbasno… e per migliaia di manufatti e giustizia sia fatta? dov’eravate quando le hanno realizzate 30 anni fa…. ma fatemi il piacere….!

    La cosa bella è che i comuni hanno già incassato da 30 anni gli oneri della sanatoria.

    Sarebbe la prima cosa utile di questa indegna legislatura. Darebbe la possibilità ai siciliani che sicuramente hanno sbagliato di ottenere un diritto che è stato dato a tutti gli abitanti delle altre regione D’ITALIA. I signori AMBIENTALISTI dove erano quando si sono sanati gli stessi abusi nel resto D’ITALIA???

    non sai quello che dici

    Ovviamente la notizia fa gridare allo scandalo ma se venisse spiegata nei dettagli si capirebbe che è una cosa più che logica. Il paradosso vuole che case costruite letteralmente sulla spiaggia siano in regola e case costruite a monte delle litoranee siano invece non in regola, ed ancora, a monte delle litoranee la prima schiera di case risulta essere in regola,la seconda schiera ,ancor più lontana delle prime citate, risulta invece non sanabile.E’ o no una stortura? Se questi pseudo deputati che ci sono all’ars avessero il coraggio di risolvere problemi tipo questi senza temere le critiche di una serie di persone che sa fare solo moralismi forse la Sicilia in tanti ambiti andrebbe meglio. La verità è che questa classe politica non ha più gli attributi per affrontare semplici questioni come queste. La Sicilia verrà consegnata ai temuti 5 stelle per indolenza vostra non per merito loro.

    questei edifici sono GIA’ STATI SANATI E PAGATI ! ma chi comanda in Sicilia ? LA MAGGIORANZA o queste minoranze rumorose e che fanno della distruzione del lavoro il loro unico obbiettivo ?

    Per principio sono contrario. Però bisognerebbe fare una trasparente operazione verità. O si ha il coraggio di abbattere tutte, ma proprio tutte, la case non in regola, oppure si mette in condizione chi ci vive di viverci regolarmente, senza l’ansia di dover sempre cercare il favore di qualcuno.

    La Sicilia non ha bisogno di nessuna norma di sanatoria. I manufatti abusivi vanno abbattuti. Punto.

    E’ una proposta da prendere in seria considerazione. Personalmente la penso come Roberto. E come Antonio. Ma le cose stanno così: una sanatoria c’è stata: quella del 1985. Una sanatoria generalizzata, approvata con la L. n° 47/’85, la cui responsabilità politica, ovviamente, ricade sulla prima repubblica. Tale legge fu qui recepita dalla L.R. n° 37/’85, che escluse espressamente dalla sanatoria le case realizzate abusivamente nella fascia dei 150 metri dal mare. Il messaggio che volle dare quella legge era chiaro: con la fascia costiera non si scherza. Per questo mi sono sempre battuto contro ogni ipotesi di sanatoria successiva, promessa sistematicamente da tutte le coalizioni di destra a partire degli anni ’90, tutte sistematicamente impugnate dal Commissario dello Stato. e contro la penultima proposta Fazio, che prevedeva come termine il 1991, anno in cui il divieto della l. n° 78/’76 fu esteso direttamente ai cittadini. un’assurdità detto, ta noi, perché il ‘messaggio’ era chiaro fin dal 1985, come abbiamo visto. Ma ora Fazio propone proprio il 1985 come limite massimo. Ed allora ci si può chiedere se sia stato giusto escludere un’intera categoria di abusivi da una sanatoria generalizzata retroattivamente. Detto questo, e ritenendo tale argomento spendibile, giuridicamente, in sede di vaglio commissariale, mi si consenta una digressione sull’opportunità di tale iniziativa. Io credo, in tutta franchezza, che non rimanga altro da fare. L’alternativa è lasciare perdere per naturale rovina migliaia di edifici costieri, di cui nessuno più si occuperà per irrecuperabilità sia giuridica, immediata, che fisica, progressiva. Il risultato sarà che i poveri comuni costieri, di qui a qualche decennio, dovranno gestire un’immane ammasso di rovine, da smaltire. E per qualche generazione ancora chilometri di pregiato territorio costiero resteranno inavvicinabili, invece di rappresentare una risorsa. L’odierna proposta Fazio, invece, ha il merito di aprire la strada a seri piani di recupero degli agglomerati costieri, finora impediti dalla rigidità della normativa. Parliamo di ambiti antropizzati ed urbanizzati da quasi mezzo secolo. Si proceda a riqualificarli, abbattendo tutto ciò che è necessario, ma sanando quel che non fa impiccio, purchè realizzato entro il 1985. Per quanto fatto dopo, nessuna pietà. Erano stati avvertiti.

    Si certo, come gli scheletri delle ville incompiute di pizzo sella che esistono solo per deturpare l’ambiente, perchè non si abbattono e si crea un bosco? Il condono edilizio non è nient’altro che una violenza territoriale.

    Ma lei se lo è mai fatto un giretto tra i meandri di vie e viuzze nel tratto di costa tra Trappeto e Balestrate? Ha mai visto la qualità, dal punto di vista “architettonico” delle case in quel tratto di costa? In altre regioni si parla di Piano del Colore, da noi si potrebbe piuttosto parlare di piano dell’orrore. In che modo la proposta di questo esimio urbanista di nome Fazio si potrebbe recuperare quel bellissimo tratto di costa senza l’utilizzo del napalm?

    sanare gli abusi e contro la legge e contro gli interessi dei siciliani e non solo degli ambientalisti, mettitelo in testa giustificare abusi seppur di 30 anni fa, giustificherebbe futuri abusi e la tipica mentalita siciliana e anche italiana se vogliamo, bisogna stroncare qualsiasi abusivismo x ridare legalita a questa terra defraudata da noi stessi

    Come no. In un romanzo ( il 14° zero di Enzo Russo) viene sarcasticamente definita ‘la costa buzzurra’. Fazio non è un urbanista. E’ un giurista. Nel mio intervento ho accennato al fatto che la questione riveste diversi aspetti. Quello legale riguarda l’esclusione retroattivamente disposta di una categoria di abusivi da una sanatoria generalizzata concessa a tutti gli altri. Quello di opportunità riguarda la destinazione dei tratti di costa interessati colpiti dall’abusivismo. Ribadisco di essere personalmente contrario a qualunque sanatoria. Ma veniamo alla realtà dei fatti. Lei parla di napalm. Guardi, per come la vedo io, dovrebbero essere gli stessi abusivi a fare una colletta per acquistarlo ed adoperarlo, perché, in tal modo, recupererebbero degli appezzamenti che potrebbero valere molto di più, mentre così transiteranno nel patrimonio comunale. Perché questo prevede la legge. Ora, domandiamoci se i comuni costieri dell’isola sono in grado di gestire questo patrimonio immobiliare a perdere. Perché a perdersi è destinato. Ove si scelga di sanare, perché di scelta si tratta, ed è una scelta ammissibile solo per chi ha edificato fino al 1985, si potrebbero imporre dei severi piani di recupero, prevedenti piano del colore, viabilità adeguata, accessibilità alla costa, verde urbano e quant’altro, da affidare, questo sì, a validi urbanisti. In tal modo, si potranno rendere decenti gli agglomerati costieri spontanei nel giro di una generazione. L’alternativa è la rovina progressiva degli agglomerati costieri abusivi, che continuerà fino a quando ci saranno interessati disposti a resistere ( sempre di meno, trattandosi, già ora in massima parte, di eredi degli originari fabbricatori) fino al loro definitivo abbandono, trasformazione in villaggi fantasmi, ed ulteriori e successiva adozione di interventi di demolizione e smaltimento totale. Molto onerosi per la mano pubblica. Quanto ci vorrà 3,4 o 5 generazioni? La questione è in questi termini. La scelta è sui tempi di risoluzione. Si può anche non concordare, ma non me la sento di dare addosso a chi propone la soluzione più breve, ancorché meno ‘legalitaria’. Ripeto ancora una volta: le sanatorie non piacciono anche a me. Ma qui si tratta solo di chiudere, decentemente, quella del 1985.

    Menomale che VENEZIA l’hanno costruita prima di questa legge perche senò non esisterebbe nemmeno

    Ma smettiamola vedono mafia ovunque, sono poveri disgraziati ignoranti! Se ne vadano in Liguria a protestare dove costruiscono a 50 metri!

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