La morte di Sofia Barillà, la studentessa palermitana di 20 anni deceduta in Portogallo durante il programma Erasmus, ha riportato l’attenzione su una patologia che molti associano esclusivamente all’età avanzata: l’ischemia cardiaca. Eppure, seppur più raramente, questa condizione può colpire anche persone molto giovani e avere conseguenze devastanti.
Cos’è l’ischemia cardiaca
L’ischemia cardiaca si verifica quando il cuore non riceve una quantità sufficiente di sangue e ossigeno attraverso le arterie coronarie. In pratica, il muscolo cardiaco si trova a lavorare in condizioni di “sofferenza” perché il flusso sanguigno che dovrebbe nutrirlo risulta ridotto o interrotto.
Nella maggior parte dei casi l’ischemia è legata all’aterosclerosi, cioè all’accumulo di placche che restringono le arterie. Tuttavia, esistono anche altre cause, come anomalie congenite delle coronarie, infiammazioni, spasmi vascolari, malattie genetiche o alterazioni della coagulazione del sangue. Quando l’ostruzione diventa completa, si può arrivare all’infarto miocardico, una delle emergenze mediche più gravi.
Ischemia cardiaca, i sintomi da non ignorare
Uno degli aspetti più insidiosi dell’ischemia cardiaca è che i sintomi possono essere molto diversi da persona a persona.
Il segnale più noto è il dolore al petto, spesso descritto come una pressione, una morsa o un peso al centro del torace. Ma non sempre il problema si manifesta in modo così evidente.
Possono comparire anche:
- affanno o difficoltà respiratoria;
- dolore che si irradia a braccia, spalle, collo, schiena o mandibola;
- forte stanchezza improvvisa;
- nausea e vomito;
- sudorazione fredda;
- vertigini o perdita di coscienza;
- palpitazioni.
Nei giovani e nelle donne i sintomi possono essere più sfumati e facilmente sottovalutati, ritardando la richiesta di aiuto.
Perché riguarda anche i giovani
Quando si parla di ischemia cardiaca in una persona molto giovane, la prima reazione è spesso di incredulità. Eppure gli specialisti ricordano che esistono condizioni che possono aumentare il rischio anche in assenza dei classici fattori legati all’età.
Tra le possibili cause vi sono malformazioni congenite delle arterie coronarie, cardiomiopatie ereditarie, disturbi della coagulazione, malattie autoimmuni, infezioni che interessano il cuore, predisposizione genetica e alcune patologie rare. In alcuni casi, purtroppo, la prima manifestazione della malattia può essere un evento improvviso e drammatico.
La diagnosi e le cure
Quando si sospetta un’ischemia cardiaca, la rapidità dell’intervento può fare la differenza tra la vita e la morte. Gli accertamenti comprendono generalmente elettrocardiogramma, esami del sangue per la ricerca dei marcatori cardiaci, ecocardiogramma, TAC coronarica e coronarografia.
Le terapie dipendono dalla causa e dalla gravità della situazione. Possono includere farmaci antiaggreganti, anticoagulanti, beta-bloccanti, statine e procedure invasive come angioplastica e posizionamento di stent per riaprire le arterie ostruite. Nei casi più complessi può essere necessario ricorrere a interventi cardiochirurgici.
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